Randall McFly, il nipote squinternato di Martin Mystère.

 

In edicola a fine mese. Un volume unico, one shot, 192 pagine. Edito da Editoriale Cosmo, la cover è quella qui sopra.
Ai disegni il prode Alfio Buscaglia.
Il vostro Cajelli preferito ha ideato la serie, il personaggio, scritto i soggetti, e sceneggiato il tutto in lieta compagnia di Alex Crippa.
È un lavoro della fine degli anni ’90. Mai e poi mai ristampato prima. O avevi letto la mini originale, o niente.
Per l’occasione l’ho riscritto tutto, l’ho attualizzato, aggiornato, ho corretto i tanti errori di Ittagliano presenti. C’è un nuovo finale.
(Tra le altre cose, ho tolto quella fastidiosa e dilettantesca rottura della quarta parete)
L’intero fumetto è stato sverniciato, ridipinto e lucidato per questa nuova avventura editoriale.
Bene. Ma di che cosa parla Randall McFly?
Per farla breve.
Tre studenti: Randall McFly, Victor Besson e Don Freeman. Frequentano tutti e tre un esclusivo collegio svizzero, il Saint Claire.
Questi tre possono essere considerati come i nipoti scapestrati di Martin Mystère.


Randall, Victor e Don sono appassionati di misteri, ufo, paranormale, criptozoologia, leggende urbane, occulto, complottismo e pepperepè.
Il mood è uno scanzonato e leggero incrocio tra X Files e Animal House.
Non è una parodia. Anzi, lo scrivo in neretto: non è una parodia.
È una commedia su base realistica. Tutti i misteri i casini, le avventure in cui si infilano sono documentate e serissime. È il modo di raccontare la storia che cambia, diventa ironica e sbarazzina.
Una storia dove di fronte a un’astronave, è legittimo domandarsi:

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Nei sei capitoli che compongono il volume succedono un sacco di cose. Gli argomenti, più o meno sono questi:
Alchimia e Pietra Filosofale.
Possessioni Demoniache.
Ufo.
Creature.
La sfiga.
Lo spionaggio industriale.
C’è una storyline orizzontale che collega tutti gli episodi, con vari sviluppi. Alternando momenti seri a momenti ironici, con toni da sit com.

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Nel capitolo finale c’è un crossover con Pulp Stories.
Robert Giusti va in Svizzera per chiudere un affare e i nostri tre sono coinvolti nel casino che ne consegue.

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E di nuovo, dato che siamo in un territorio informale e parecchio cazzone, rimanendo in un contesto di citazioni tarantiniane, su Randall McFly non ci sono Le Iene. No.

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Sconfinamenti e crossover a parte, la linea narrativa principale è legata alle Teorie del Complotto e ai misteri, anzi: i Mysteri.
L’approccio dei tre è un approccio consapevole, post moderno, simile a quello visto l’altro giorno nel terzo episodio della nuova serie di X Files.
Era già così quando Randall uscì negli anni ’90. Perchè da sempre, odio prendermi troppo sul serio. Oggi quell’aspetto di “presa per il culo cospirazionista” risulta essere ancora più marcato.

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Sì, ovvio. Ho aggiustato e reso contemporanei alcuni dialoghi.
Ho anche chiesto al povero Alfio di correggere alcune vignette, ma non vi diremo mai quali.

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Alex, Alfio e il sottoscritto consideriamo Randall Mcfly come una dei lavori più divertenti che abbiamo mai fatto.
Riletto oggi, mi assumo ogni responsabilità, e ti dico che lo è ancora.
Divertente, e al tempo stesso così serio da potersi permettere di essere scanzonato.

Randall McFly: Fattore X
di: Diego Cajelli, Alex Crippa e Alfio Buscaglia.
192 pp
b/n
6,90 €
In edicola dal 26 Febbraio.
Editoriale Cosmo.