Info e Contatti.

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Se voi scrivermi, scrivimi qua: diegozilla[at]yahoo.it

Mi chiamo Diego Cajelli e ho sempre più o meno la faccia che vedi qui sopra. Ho 45 anni. Sono nato e vivo in quel di Milano. Dato che io sono Diegozilla, per estensione, la mia compagna è Ladyzilla e mio figlio Minizilla.
Di lavoro faccio fumetti.
No. Non disegno. I fumetti li scrivo. Sono uno sceneggiatore di fumetti.
No. Non scenografo!
Sceneggiatore.
Metti che i fumetti non li leggi, non c’è problema. Mottispiego.
I fumetti che faccio io si fanno in due. Uno scrive e l’altro disegna.
Per altri tipi di fumetti invece c’è uno che se li fa tutti da solo.
Ma non è il mio caso.
Di solito, tutti i giorni, dalla mattina presto presto alla sera tardi me ne sto nel mio studio a scrivere i fumetti.
Ovvero, mi invento una storia che poi sceneggio. Sceneggiare una storia significa descrivere a un disegnatore vignetta per vignetta tutto quello che succede, dialoghi compresi.
Con questo lavoro ci pago le bollette, il mutuo, ci faccio la spesa, mi compro altri fumetti e ci faccio i cazzi miei. Insomma ci campo.
Pubblico per diversi editori. Già, perché non ho uno stipendio, non sono assunto da nessuno. Sono un freelance e vengo pagato in base a quante pagine scrivo.
Lavoro per la Sergio Bonelli Editore, scrivo per le serie Martin Mystére, Dampyr, Dylan Dog, ho scritto diversi Zagor, parecchi Napoleone, Legs Weaver, Le Storie e Nathan Never.
Sono uno di quelli che scrive Diabolik per la Astorina. Ho trasformato in fumetti alcuni film della Disney come Uno Zoo In Fuga e I Pirati dei Caraibi. Ho i miei progetti personali tipo Pulp Stories e Milano Criminale pubblicati da Edizioni BD. Nel corso degli anni, ho scritto e scrivo per un bel po’ di case editrici.
Ho portato in edicola la mia miniserie: Long Wei, edita dall’Aurea.
Ho pubblicato un fumetto su Chef Rubio.
Mi sono occupato de: Il Ragazzo Invisibile, l’espansione a fumetto dell’universo creato nel film di Salvatores.

Ho iniziato a fare questo lavoro nel 1993. Fatti tu due conti, scopri quanti anni avevo che a me viene il magone.
Giusto per bullarmi quel tanto che basta, nel 2008 ho vinto il premio Gran Guinigi a Lucca Comics come miglior sceneggiatore italiano e ho replicato nel 2013 vincendo il premio Boscarato.
Dato che scrivere non è una cosa che puoi tenere a bada, oltre ai fumetti scrivo anche altra roba. Articoli, racconti, monologhi, testi, cortometraggi, prefazioni, saggi, favole, eccetera ecceterone.
Ho cercato di coniugare la scrittura a diversi campi espressivi.
Ho collaborato tantissimo con Radio Popolare per esempio, scrivendo e conducendo programmi come Strane Storie o Popotrek.
Ho scritto testi di cabaret, recitandoli in prima persona. Tanto tempo fa, un secolo fa, in coppia con Alessio Tagliento ero finito nella cricca di Zelig. Giravo per teatri, facevo show, poi basta.
Un giorno ho smesso.
Definisco quel periodo: Quando ero quasi famoso.
Ho scritto e condotto tre stagioni di un programma televisivo: Ultra, andava onda su Joi. Spiegavo le tecniche narrative e i segreti delle serie televisive.
Dicono che sono uno dei maggiori esperti di cultura pop. Forse è vero. Può darsi.
Ho tenuto dei corsi di sceneggiatura e di scrittura creativa alla Scuola del Fumetto di Milano, alla FNAC e in occasione di alcune convention fumettose.
Il mio hobby ufficiale è la fotografia. Mi piacerebbe dedicargli molto più tempo di quanto ci dedico in realtà. Ma siccome mi conosco, ho paura di trasformarlo in un lavoro.
Mi piace parecchio il cibo e cucinare, ho preso anche un diploma da chef, che non si sa mai, se mi rompo le palle vado a pelare cipolle a Brooklyn.
Un po’ di tempo fa, parte di questo blog è diventata un libro: “Il luogo comune è sempre affollato”, per la Limited Edition Books. Lo trovi cliccando qui.

A partire da Marzo 2016 insegno Crossmedialità e Storytelling all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Sono stato definito un Web Heretic. Io ci credevo nel web, nei lontani anni ’90.
Ora penso che il web di massa sia una colossale merda fumante e a tal proposito ci sto scrivendo dei libri. Fortemente critici.
Uno sarà il Dizionario Dell’Idiota Digitale, che uscirà nel 2017.
Degli altri ne parlerò a tempo debito.
Spesso, come web heretic sono in giro a dire la mia. Nel caso ti interessi seguire una mia conferenza passa da ste parti che lascio dei promemoria.

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