Autolavaggio.

 

Martedì Pigrizia! Post vecchio riproposto.

Sulla Skoda erano cresciute le cozze, per cui sono andato a lavarla.
Uno di quei posti dove compri i gettoni e poi fai tutto tu. Una decina di boxdoccia per auto, messi in fila da un geometra. Infili il gettone e spruzzi, insaponi, spazzoli, risciacqui. In base a quanti gettoni metti, il tempo di utilizzo dei vari sistemi idropulenti aumenta.
Poi esci e vai vicino agli aspiratori, pulisci cruscotto, profumini, panni di daino e ambrèmagic.
Ero lì che scrostavo lo Skodo, nella mia postazione di lavaggio. Mi ci sono voluti un bel po’ di gettoni e di olio di gomito per rendere il veicolo non passabile di denuncia da parte dell’Istituto di Igiene.
Mentre strinavo, ho captato i discorsi di due amici che erano già alla postazione di aspiraggio e rifinitura.
Giusto a un paio di metri da dove mi trovavo io.
Presumo che questi due si fossero incontrati per caso lì all’autolavaggio. A meno che darsi appuntamento per lavare le rispettive auto non sia una pratica da maschio alfa a me sconosciuta.
Fatto sta che parlavano di donne.
Di una donna in particolare. La moglie di quello che per comodità narrativa chiamerò Ettore.
Ettore raccontava al suo amico Carlo (altro nome dato per comodità) delle tensioni che ultimamente aveva con la moglie.
Capiamoci. E’ un discorso molto lungo che ho captato tra una pausa e l’altra, mentre infilavo gettoni.
Il punto della loro discussione è che secondo Ettore sua moglie gli sta nascondendo qualcosa.
– Non me la racconta giusta quellalì, me lo sento…
Dice Ettore a Carlo.
Carlo lo ascolta, minimizzando.
– Secondo me ha un altro.
Dice Ettore un po’ sconsolato.
Carlo lo tranquillizza, spiegandogli che le donne sono strane a prescindere e che non è mica detto che abbia un altro.
Poi Ettore ha un lampo di genio.
– Senti, tu la conosci da tanto. Prova a parlarle tu alla prima occasione. indaga un pochettino. Me lo fai questo favore?
– Va bene.
Risponde Carlo.
Mentre lotto con un nido di tassi che si è insediato tra il paraurti e la carrozzeria, vedo Ettore salutare Carlo e andare via sulla sua Punto tirata a lucido.
Con la coda dell’occhio, vedo Carlo che osserva Ettore allontanarsi.
Poi prende il cellulare.
Il tempo concesso dal mio gettone finisce, la mia lancia ad alta pressione smette di fare casino e sento Carlo dire al cellulare:
– Oh. Dobbiamo stare attenti. Guarda che tuo marito ha capito qualcosa!
Ecco.
Vado a lavare la macchina e mi ritrovo in un episodio de “I Mostri” di Dino Risi.