Scrittura, WEB

Per quanto tempo riuscirai a tenere i ritmi dei social?

20 giugno 2016 • By

kiss4dr

L’accelerazione è costante. Esponenziale. L’obsolescenza dei contenuti, nell’inferno dello scroll verticale è sempre più breve e letale.
Un film del mese scorso è vecchio. Una pellicola di due mesi fa è preistorica. Un film di sei mesi fa non esiste più, a meno che non esca adesso, in questo istante, in Blue Ray.
Ti è piaciuto un film di tre anni fa che hai visto oggi?
Cazzi tuoi. Hai visto una cosa che non esiste più.
Tutto, in questo fuoco che brucia ogni cosa ardendo sullo schermo del tuo smartphone, ha la necessità di diventare un evento imperdibile. Tanto imperdibile che appena ne hai finito uno devi crearne un altro, e un altro ancora e ancora e ancora e ancora.
Fatti che non sono più fatti nel momento stesso in cui hai finito di scriverne. Necessità di tenere altissimo ogni fronte di hype. Una strategia di comunicazione frenetica, una lepre digitale che corre davanti ai cani da corsa social, non la prenderanno mai, eppure corrono. Sono costretti a correre. Siamo costretti a correre.
La folle velocità con cui i social ingurgitano i contenuti ci costringe a far vedere dove siamo, che cosa facciamo, che cosa vediamo, pensiamo, vogliamo. Infinite battutine riversate su più piattaforme, e guai a non essere sul pezzo nel momento esatto in cui quel pezzo viene forgiato. È questione di istanti, in una frenetica corsa di milioni di istanti. Non esserci, equivale a non essere. Devi dire la tua, sull’argomento del giorno, sulla polemica dell’ora, sul fatto del minuto, sulla questione del secondo.
Siamo all’ipermodernismo, dove ieri è vecchio. Dove sotto, giù, nel fondo della pagina che spingi con il pollice c’è un mare di nulla di cui non frega più niente a nessuno. Se non hai fatto in tempo a leggere qualcosa o, peggio: vuoi rileggere qualcosa, non puoi perchè non la ritroverai mai. Sparita. In quei minuti che sui social corrispondono alle settimane.
E tutti corrono. Agenzie di comunicazione comprese. Corrono seguendo un ipotetico “imperdibile”, un potenziale “capolavoro”, un nuovo meraviglioso nuovo capitolo di qualunque-cosa che perderà la sua importanza dopo otto secondi.
A parte le bufale. Quelle no. Quelle riescono a penetrare nell’immaginario comune con effetti letali e infestanti.
Ora.
Seriamente.
Per quanto tempo pensi di poter reggere questi ritmi?


WEB

Il Web degli idioti è un’arma politica.

27 maggio 2016 • By

tipiTalk8

Se, come me, hai l’insana passione di andare a infilarti in quanto di peggio può offrire il Web di Superficie, tra bufale, complotti, condivisioni di panzane e quant’altro, ti sarai sicuramente accorto che è in atto un processo massivo di diffusione di contenuti farlocchi. Contenuti che aumentano a livello esponenziale con rapidità virale inarrestabile, modificando, compromettendo, riscrivendo i parametri stessi della realtà percepita e il senso della verità. (Per questo motivo trovo che il Deep Web sia un luogo più “onesto”, ma magari ne parleremo un’altra volta.)
La frode e la mistificazione digitale sono i protagonisti dei tempi in cui viviamo. Ammiro e stimo la squadra di eroi moderni che, ogni giorno, investe energie enormi per demolire puntualmente tutte le cazzate che qualcuno diffonde, e che la maggior parte degli utenti si beve senza farsi alcuna domanda.
Il paradosso è che per demolire le cagate che un imbecille qualsiasi scrive o dice, è ormai necessario mettere in campo un plotone di scienziati capaci di produrre un paper completo in tre volumi, meglio se con bibliografia linkabile in appendice.
Tutto questo sbattimento serve? Non serve?
Per me è un’operazione di debunking tanto meravigliosa quanto inutile, perchè non puoi più ragionare con quella-gente. Ma io sono uno stronzo. Scusa.
Quello che vedo io, adesso, sul Web e sui Social Network, è una manovra di propaganda politica senza precedenti. Si sta creando una massa critica, una base. Il Web sta creando una realtà politica, composta da migliaia di individui che ogni giorno vengono indottrinati dalle bufale e dalla fuffa che gli viene spacciata.
Antivaccinisti, scie chimiche, Sovrani Individuali, gente che cura il cancro con il Chinotto, nazi vegani, terrapiattisti, antisemiti, antibanche, antieuropeisti, bigpharma, bildeberg.
Ho visto profili Facebook che potevano essere considerati come dei crossover: persone che credevano a tutto il grande cucuzzaro cospirazionista/alimentarista/alieni/minipony.
Non serve più dire: basta una ricerca su Google per scoprire che la dottoressa dal nome impronunciabile ha detto cazzate. Chi diffonde la foto di quella tizia non ci crede. Non crede a te, non crede a Google, non crede a niente che non arrivi dalla sua cerchia cospirazionista coglionista.
Siamo stati tutti quanti delegittimati. Perchè non siamo “dei loro”. Anzi, se qualcuno vanta dei crediti accademici, un titolo di studio, l’appartenenza a un albo professionale, è ancora peggio. Perchè la verità, per loro, può arrivare soltanto da un video di 2 ore su YouTube o da un blog del cazzo su Altervista. (Nota a margine: io chiederei ad Altervista di rivedere i suoi parametri sui guadagni pubblicitari dei blog che ospita. Oppure chiuderei direttamente tutta la piattaforma, invocando l’Articolo 656 del Codice Penale. Ma io sono stronzo, l’ho detto prima)
Quello che vedo io è una folle, populista, antiscientifica realtà Web autoalimentante. Il rapporto con la realtà è impossibile, pur di non farci i conti con la realtà vera, quella dove se ti curi il cancro con il Chinotto ci lasci la pelle, questa massa di idioti sta ricorrendo all’homeschooling. Immagino che tipo di istruzione parentale può darti qualcuno che crede, seriamente, alle scie chimiche e al Piano Kalergi.
Non è più divertente. Questa massa di idioti digitali non mi fa più ridere. Ci vedo dei parallelismi rituali con quanto è già accaduto agli inizi degli anni ’90, ai tempi della propaganda televisiva Forzaitaliota berlusconiana.
Al posto dei comunisti ci siamo noi e manca la figa, ma per il resto è uguale.
Uso propagandistico e strumentale del media. Prima si faceva usando la televisione, oggi viene fatto usando il Web. L’esposizione è ancora più capillare, grazie a quell’aggeggio di merda che abbiamo tutti in mano. Una propaganda che occupa anche gli spazi interstiziali, che erano preclusi alla televisione, per ovvie ragioni.
Tolti quelli che fanno i soldini con i siti di bufale, rimane una grande parte della popolazione che a quella roba ci sta credendo davvero. Stanno formando il loro pensiero con quel tipo di informazione. Ci sono persone che vengono strumentalizzate h24 7 giorni su 7. Il Web di oggi, per me, è stato trasformato in una pericolosissima versione digitale di Rete 4 ai tempi d’oro.
Il nemico non sono più i sinistri, il nemico ormai è tutto quanto. Non ti serve delegittimare la magistratura se puoi delegittimare direttamente la realtà.
Quelle persone, che ne siano consapevoli o meno, sono a tutti gli effetti delle armi pronte per essere usate politicamente.
Il Web degli idioti è un’arma.
Qualcuno prima o poi la userà, o semplicemente minaccerà di usarla.
Non sarà Grillo. Ormai ha perso il treno. Temo che sarà qualcuno di ancora peggio, e purtroppo per tutti noi, non sarà Cthulhu.


Pseudo Tumblr, Tutto Il Resto

Manifesti Elettorali Travisati

26 aprile 2016 • By

Travisare13

Sono circondato dalla propaganda elettorale per le amministrative del 2016.
E mi succede una cosa strana. Guardo i manifesti e leggo delle cose differenti.
Tolgo la politica dalla politica, lascio soltanto i nomi e le facce e traviso la comunicazione elettorale.

Se vuoi mandarmi materiali da travisare, li accetto più che volentieri!

 

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Cinema, Pseudo Tumblr, Scrittura

Raccolta di figurine

29 marzo 2016 • By

write009

Ormai lo sai: Martedì Pigrizia! Post Antico Riproposto!

 

Nella testa ho delle immagini. Un casino di immagini.
Ogni tanto le trovo anche fuori dalla mia testa, e allora le raccolgo. Le scarico, le sistemo, le archivio. Ordinate. In cartelle.
E’ che poi non so bene che cosa farmene.
Non mi servono per qualcosa in particolare, anche perchè comunque quelle immagini c’erano già nella mia testa. Sono degli appunti, una sorta di documentazione visiva. Punti di partenza e punti di arrivo.
Ho capito che è la mia Raccolta di Figurine personali. Cose che ho visto, cose da cui nascono altre cose, ricordi narrativi e memorie visive.
Forse saranno utili anche a te.
Attacco le prime dieci figu sull’album, eccole qui sotto.
Non è una gara, non si vince niente, non è un quiz.
E’ una raccolta di figurine. Se ne riconosci qualcuna, dimmelo pure.
Al limite, ci scambiamo le doppie.