Vinoria, Chiavari.

Vinoria è un bar, enoteca, bottiglieria, un bel posticino infilato in un carruggio del centro di Chiavari.
Ex macelleria, riconvertita a locale, con un grande riutilizzo di arredi originali, e tanto di binario per le carni che scorre dal soffitto.
(Se ti interessa, cliccando qui ci sono gli architetti che ti spiegano quello che hanno fatto)
Vado spesso a Chiavari. Di solito mi concedo mezza giornata di vacanza, e l’altra metà lavoro. Quando la biblioteca è chiusa, oppure ho voglia di stare all’aperto, vado lì.
Nelle prime ore del pomeriggio è il posto ideale per scrivere. Mi piacciono da matti i tavolini e le sedie pesantissime in ferro, antiche e sbucciate.
Ci ho scritto parecchio al Vinoria: un paio di numeri di Long Wei, un episodio di Dampyr, tutta la parte finale di un’avventura di Nathan Never, e ho lanciato il nuovo sito-blogghe proprio da lì, grazie al loro capace wi-fi.
I ragazzi che lo gestiscono sono dei tipi simpatici. Tranquilli e gentili.
Una delle ragazze che lavora lì mi ha anche preso un po’ in giro perché mi siedo sempre allo stesso tavolo. Ehh… Abitudini da scrittore abitudinario.
Di solito quando mi piazzo al Vinoria, bevo ettolitri di caffè, hanno anche quello americano nella brocca. Una volta però ci ho preso l’aperitivo con Boris Battaglia. Abbiamo bevuto un ottimo Vermentino, accompagnato da una selezione di finger-food-stuzzichini ottimi e abbondanti.
Secondo Boris, il Vermentino era molto buono, e lui di vini ne sa.
Perché, in effetti, al Vinoria si dovrebbe bere del vino. Il locale serve a quello. Hanno scaffali interi di bottiglie e una selezione scritta sulle lavagne, tipo menù del giorno.
Se non ci vai per lavorare come faccio io, ma ci vai per diletto, è il posto ideale per bersi un calice in compagnia.

 

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