Tutti i miei problemi, signora mia!

Me lo dice sempre Rae (Ciro) commentando, qui e su Facebook, i miei post più borghesi. Lo fa per farmi notare quanto siano borghesamente idiote le mie rimostranze e le mie menate.
Eh, Signora Mia!
Ha ragione, perché io hopporoblemi banali, meno che quotidiani, da borghesuccio che anela al rispetto e all’educazione. Ho menate molto meno che minimaliste, robe che i veri fighi come lui non hanno.
Rae (Ciro) non li ha, perché è un po’ “Mad” Max Rockatansky, e gli frega un cazzo di come si comportano gli umani. Vive Milano di petto, con tanto pelone sullo stomaco ed è (credo, lo spero per lui) felice così.
Io non sono così figo. Anzi.
Allora ho deciso di mettere tutti assieme i miei problemi “signora mia”. Così va in overdose, gli esce sangue dal naso e poi deve venire Vincent Vega a rianimarlo con l’adrenalina.
Ecco l’elenco tutto quello che non sopporto:

Non capire dove inizia una fila.

Quelli che stanno fermi davanti alle porte.

Il casellante che non mi saluta quando arrivo, gli dico buongiorno e gli porgo con gentilezza il biglietto dell’autostrada.

Sentire parlare DJ Ringo.

Quelli che camminano come se fossero su dei binari e non cambiano la loro rotta, in collisione con la mia, pur sapendo dell’impossibilità della compenetrazione dei corpi.
In quei casi mi sposto dicendo: Che cazzo devo fare? Evaporare davanti a te?

Quelli con il colletto della polo alzato.

La cassiera che mi dice: Dopo di lei chiudo!
Sottointendendo che devo essere io ad avvisare quelli che arriveranno alle mie spalle.

Gli operatori di call center, o i venditori porta a porta, quando credono seriamente che, insistere fino ai conati, serva a farmi cambiare idea.

Le vocali pronunciate da DJ Ringo.

Prendere il numerino, mettermi in coda, e poi notare che sono l’unico ad averlo preso.

Chi va in macchina sulle piste ciclabili.

La cassa di fianco che apre, e quelli in fila dietro di me che pogano per stabilire chi sarà il primo ad arrivarci.

Essere consapevole che la maggior parte di quelli indossano una maglietta con scritto sopra il nome di un luogo geografico, se interrogati, quel posto non lo saprebbero trovare su un mappamondo.

I ciclisti che prendono le rotatorie contromano.

I cestini del supermercato lasciati pieni davanti alla cassa per: “occupare il posto”.

I cartellini con i prezzi girati ad arte in modo che dalla vetrina non si possa vedere quanto costano le cose.

Essere in fila alla cassa con priorità donne in gravidanza del Leroy Merlin di Corsico, assieme a una donna in gravidanza. Davanti a noi tre pensionati e il cassiere che finge di non vedere la donna gravida, simulando una contrattura alla cervicale che lo costringe a tenere la testa piegata contro il lettore di codici a barre.

Le consonanti pronunciate da DJ Ringo.

Chi si lamenta che i politici sono tutti alladri, e poi non rispetta i limiti di velocità.

Chi non ha la minima consapevolezza dello spazio che occupa.

Lo dico da fumatore: Tutti quelli che spengono le sigarette in spiaggia e lasciano lì il mozzicone.

I siti di negozi, ristoranti, magazzini, etc che non mi dicono quanto costano le cose che vendono o i servizi che offrono.
Per saperlo mi devo iscrivere, lasciare i miei dati, mandare una richiesta via mail.

Sapere che adesso, da qualche parte, c’è DJ Ringo che fa qualcosa.

I siti o i blog con orrende musichette in sottofondo.

Tutti i: però, d’altra parte…

Aspettare il mio turno al bancomat, mentre lo sta usando un viaggiatore del tempo arrivato adesso dal 1367, che evidentemente si sta interfacciando per la prima volta con un dispositivo meccanico.

I bancomat tarati per essere utilizzati dai bradipi, che quando ho finito è già il giorno dopo.

DJ Ringo

 

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