Diegozillab: Fase 1. Scrivere. Lezione 2

Ok. Panico. Forse dovevo dirtelo prima, ma può essere che se ci capiamo al volo, ti rovinerò per sempre il rapporto che avrai con le storie che ti racconteranno in futuro. Film, telefilm, romanzi e quel che ti pare, non riuscirai più a guardarli con gli stessi occhi di prima. Non si tratta di “indovinare” come sarà il finale, a indovinare sono capaci tutti. (Parentesi: Anzi. Più uno è un grezzone, più non sarà in grado di stabilire il giusto patto di complicità con la storia che ha di fronte. Quindi, al mondo, ci sono una serie di tamarri che si vantano di indovinare il finale di un film o di un telefilm non perché hanno capito come funzionano i meccanismi narrativi, ma perché hanno inconsciamente rifiutato la narrazione.)
Il nostro caso è diverso. Capirai (che è molto diverso da indovinare) quale sarà la sequenza successiva o il passaggio seguente della trama. Può essere fastidioso. Devi necessariamente generare un secondo cervello e usarli a turno, passando da uno all’altro a seconda della situazione.
Con il mio cervello numero 1, quello che ha otto anni, io mi metto di fronte alla narrazione e me la godo. Con il mio cervello numero 2, quello che ne ha 39, spacchetto, analizzo, esamino, prevedo, eccetera. Ecco perché le cose devo vederle/leggerle almeno tre volte.
E’ tutta colpa del righello. Che cos’è il righello? Lo vediamo subito.
Prendiamo una storia. Come ti ho detto all’inizio, qui abbiamo a che fare con storie di genere. Storie che vanno a inserirsi nella tradizione del racconto popolare, commerciale, filmico, telefilmico, romanzistico, fumettistico. Quello che sto per dirti non vale per la narrazione sperimentale, l’uber autoriale, e tutte quelle cose che quando le vedi/leggi ti rendi conto che potrebbero finire da un momento all’altro, anche adesso.
(Le ultime due righe necessiterebbero di una spiegazione approfondita di almeno sei pagine. Semmai la faccio a parte.)
Per cui: genere. Inizio, fine. Narrazione industriale, fatta per essere letta, capita, distribuita, venduta, apprezzata o disprezzata in quanto storia. Non perché è l’esposizione di una tesi o una costruzione narrativa basata sul metatesto puro.
Ovvero: io ti racconto una bella storia. Se devo dirti qualcosa di importante, oltre a raccontarti una storia, ti telefono che faccio prima.
– Pronto?
– Si, ciao sono Diego.
– Dimmi!
– Volevo dirti che provo un immenso senso di disagio di fronte al declino dell’occidente e la deriva della società contemporanea.
– Grazie!
Le nostre storie si dividono in tre atti. Un inizio, una parte centrale e una fine.
Lo vedi sulle storie già fatte, a maggior ragione devi tenerne conto quando elabori la tua.
Di solito, scrivendo per istinto, scrivendo da “lettori” (come si diceva nella Fase 1) si parte proprio dall’inizio, dal prologo e dopo un po’ l’istinto di abbandona.
Ci sono dei passaggi per passare da un punto all’altro. Passaggi “standard”, riconoscibili in tutte le loro forme in tutte le storie di genere.
E’ chiaro che cambiando il genere, cambieranno anche le specifiche narrative di questi passaggi.
Eccolo qua il righello.
Tutti i punti attraverso i quali passano le storie di genere. Compresa quella che stai scrivendo tu.
E’ l’esecuzione, la stesura della trama che hai in testa. Conoscere i punti, conoscere il righello ti può aiutare quando ti inchiodi in un passaggio.
Vediamoli questi punti.
Parte Iniziale.
Situazione di calma iniziale.
Il concetto di “calma” è relativo. E’ chiaro che la “calma” di un racconto apocalittico sugli zombi, sarà diversa dalla “calma” di una commedia sentimentale.
A che cosa serve definire la “calma”? Serve per introdurre la situazione, e tutte le cose che accadranno dopo. Si parte da una “norma”, per raccontare poi le modifiche a quella “norma”.
Identificazioni ruoli 1
Presentazione dei protagonisti. Chi sono i protagonisti di questa storia? Chi è l’eroe? Chi deve sopravvivere agli Zombi? Chi è la mia nuova vicina Holly Golightly?
Identificazione ruoli 2
Presentazione degli antagonisti. Chi è il cattivo? Chi sta frequentando la mia ex moglie? Chi sono i miei amici? I miei soci?
Identificazione Plot principale.
E’ un suggerimento, è il capire quale sarà l’elemento che va a modificare la “calma” vista prima.
Io e i miei mercenari che rubiamo delle armi chimiche, o io che mi rendo conto che il karma mi sta punendo e stilo una lista per rimediare.
Identificazione Plot secondario.
Soprattutto nel racconto seriale, viene presentato quella che sarà il problema da affrontare nel singolo episodio. O nella singola sequenza.
Conflitto
Questo è il punto più importante di tutti. Uno scrittore in realtà è un costruttore di casini. Senza un conflitto la storia non può esistere. Senza conflitto non si può andare da nessuna parte. Senza conflitto non c’è un cazzo da raccontare.
A chi, o a che cosa si può applicare il concetto di conflitto? A tutto. Ai protagonisti, agli antagonisti, ad agenti esterni. L’importate è elaborare un casino che sconquassi la situazione di calma iniziare.
Primo colpo di scena.
E’ la conseguenza del conflitto. Di solito, nella fasi iniziali, è una lieve sterzata narrativa. Non è ancora la botta necessaria per chiudere una storia con un finale pazzesco. Quello arriva dopo.
Dove ci porta il colpo di scena?
Alla parte centrale.
Sviluppo.
Ho inserito un disordine nell’ordine iniziale. Porterà a delle conseguenze. Qui si racconta come si arginano le conseguenze portate dal primo colpo di scena.
Conflitto.
Vedi sopra. Se le cose sono facili, non c’è storia. A che cosa porta un conflitto? Ecco:
Secondo colpo di scena.
Rispondo, in parte, a delle domande in sospeso. Risolvo UN problema, non IL problema. Risolvo il primo conflitto, o il plot secondario, ma non il Plot principale.
Per la cronaca: una puntata “media” di Lost arriva fino a questo punto, poi ricomincia da capo.
Perché? Perché siamo arrivati dove?
Parte Finale.
Conflitto.
Idem come sopra, andiamo avanti ancora per un po’ a inserire casini. Vado nella base dei cattivi e inizio la mattanza. Vado alla festa di capodanno da solo come un pirla e poi corro da Sally.
Penso sia ovvio che per conflitto non intendo soltanto due che fanno a pugni, okay?
Risoluzione Plot principale.
Risposte, baby. Risposte. Rispondo alle domande lasciate in sospeso. Risolvo il casino principale.
Fine.
Terzo colpo di scena (eventuale)
Questo, quando c’è, è per forza di cose un twist. Le cose non sono come ti ho detto. Bruce Willis in realtà è morto, il cattivo è un altro, sembrava che vincessero i cattivi ma invece no.
Tre atti. Una serie di passaggi.
Tutti questi passaggi vengono ripetuti più volte, spostati, omessi, sottointesi. Di solito vengono ripetuti molte volte, sequenza dopo sequenza.
Possono arrivare con un ordine diverso, possono non esserci o si possono usare all’infinito soltanto alcuni passaggi. I plot secondari possono essere ripetuti fino alla nausea, così come i conflitti e le parti non relative al plot principale.
Lo schema base, il righello, non prevede le ripetizioni, a quelli ci pensi da solo.
Ecco qui il righello senza i miei commenti:

Parte Iniziale.
Situazione di calma iniziale.
Identificazioni ruoli 1
Identificazione ruoli 2
Identificazione Plot principale.
Identificazione Plot secondario.
Conflitto
Primo colpo di scena.
Alla parte centrale.
Sviluppo.
Conflitto.
Secondo colpo di scena.
Parte Finale.
Conflitto.
Risoluzione Plot principale.
Fine.
Terzo colpo di scena (eventuale)

Stampalo. Ti serve per…. IL COMPITO A CASA!
Con il righello in mano, ti devi mettere davanti a un film o a un telefilm. (Funziona con tutto, ma usando film e telefilm è più comodo) Lo devi guardare segnandoti i punti che la narrazione attraversa. Con tua grande sorpresa scoprirai che non sono un pirla. Scoprirai che, con ripetizioni, spostamenti, omissioni, quello che stai guardando segue il righello.
Funziona alla grande con le cose semplici. Un film anni 80 con Chuck Norris seguirà quei punti alla lettera, nell’ordine in cui li ho messi io, ripetendo alcuni punti. Narrazioni più complesse li sposteranno, alcuni li salteranno, altri li concentreranno tutti nella stessa area.
Ma li troverai. Sono pronto a scommetterci.
Quindi scegli un film. Guardalo tenendo il righello davanti, disponendo la storia sui punti del righello. Bastano due o tre righe, giusto per farmi capire se hai capito.
Disclaimer:
Nei miei quindici anni di esperienza, ho sempre trovato dei Furbetti Negazionisti.
Per principio, qualcuno vuole dimostrare che mi sbaglio, e di solito mi tira fuori Lynch, Zio Gigetto e compagnia bella.
Fallo pure, ma perdi tempo.
Fallo pure, ma a questo punto devi anche elaborare un sistema alternativo al mio, sennò non c’è gusto.

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