Metropolitana linea uno.

 

Davanti a me un tizio con la barba e la camicia stropicciata che legge Montale.
Di fianco, una signora alle prese con un libro di Laura Pallavicini.
In piedi, sorretta dagli appositi sostegni, una ragazza rapita da Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen.
E io non ho con me nemmeno una graphic novel con cui bullarmi.

Bullo e Gregario tornano a casa dopo la scuola.
– Taraschini è proprio scemo. Ma scemo scemo! – Dice Gregario.
– Perché? Che cosa ha fatto? – Risponde Bullo.
La prof se ne stava andando, e lui ha detto: Prof! Non ci ha dato i compiti! E lei ce li ha dati.
Allora ho fatto bene a sputargli in faccia.
Ma non la sapevi ancora la storia dei compiti, però!
Io sono avanti.
E sulla conclusione di Bullo applaudo mentalmente, tipo Joker nel Ritorno del Cavaliere Oscuro.

Il che sostanzialmente, mi ricorda quando facevo il militare. Ero un carrista.
Dice un tizio giaccocravattato che sta raccontando tutta la sua vita a una donna. Probabilmente una collega, incontrata per caso durante il tragitto verso il lavoro.
Lei ha l’espressione stremata. In quel momento, un documentario in finlandese su un’operazione chirurgica all’orecchio interno la interesserebbe di più.
Lui va avanti imperterrito.
Lei mi guarda in cerca di aiuto, ma io devo scendere.

Una delle cose più difficili da capire a questo mondo, è che a un certo punto la metropolitana si biforca. Fa una “Y” . Ci sono due capolinea, Rho e Bisceglie, con tratte diverse e fermate diverse.
Questa complicatissima variabile è segnalata 4 volte: Dal display alla stazione che ti informa dove va il treno, dalla scritta in testa e dentro i treni, dal tabellone interno e da una voce che a Pagano (punto di biforcazione) ti dice in quel direzione va il treno su cui stai salendo.
Puntualmente qualcuno si sbaglia. Di solito le reazioni sono le seguenti:
Si innervosisce con i presenti.
Perchè noi milanesi metropolitani siamo tutti telepati, e sapevamo tutti dove doveva andare, non l’abbiamo avvisato.
Panico e paura.
Perché il lato sconosciuto della metropolitana ti porta in una terra straniera, una zona di guerra, un deserto nucleare, una suburbia pericolosissima dalla quale non potrai mai più tornare indietro.
Domande.
– E adesso come faccio?
– Torni indietro a Pagano e prendi la metro nell’altra direzione.
– Ma come faccio a tornare indietro?
– Scendi alla prossima e prendi il treno nella direzione opposta.
– Come? Attraverso i binari?
Devo resistere con tutte le mie forze alla tentazione di rispondere di sì.

Mi consenta! Risponda! Chi è un comunista? Mi consenta!
Suoneria del cellulare di un tizio, voce di Berlusconi.

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