Grillino caro, fa male. Lo so.

Caro amico pentastellino, sappi che ti voglio bene e ti capisco, anche se appartengo alla ka$ta e sono un pidiota.
Quella strana sensazione che hai da quando ti sei svegliato stamattina, io l’ho già provata in passato e sappi che ti sono vicino.
Quella sensazione in italiano non ha un nome preciso, sono quasi sicuro che invece lo abbia in tedesco, una di quelle parole lunghissime e filosofiche tipo: swabreshaububbolanwerfer, che significa: avevo così tanto creduto in qualcuno ma adesso che si sono dimostrati tutti una pletora di teste di cazzo incompetenti false e ipocrite non so se piangere dal dolore o picchiare un negro perchè sono comunque un po’ fascista.
Grillino caro, fa male. Lo so. E ti è anche andata bene. La tua delusione politica non ti ha provocato dei danni fisici. Alla mia generazione invece sì. Anche noi eravamo convinti di poter cambiare il Mondo, ed è finita che ci hanno rotto il culo a Genova nel 2001.
Perlomeno, a te fa male soltanto l’orgoglio, e non la schiena per le bastonate. Potrebbe farti male anche la coscienza politica, ma non credo tu l’abbia mai avuta, altrimenti non avresti mai accettato che una società privata avesse un non ben definito ruolo politico ereditabile in questo paese, come e peggio di Berlusconi.
Tesoro, mi ricordo di te nel 2013, quando eri in piazza a urlare Rodotà Rodotà. Sono lontani quei tempi, eh? Lontani i tempi dello streaming, lontani i tempi in cui Di Maio, o il suo doppiatore, sosteneva di essere contro l’immunità parlamentare.
Lontani i tempi dell’uno vale uno, lontani i tempi dell’aprire il parlamento come una scatoletta di tonno.
Il parlamento l’avete aperto sì, ma non come una scatoletta di tonno. L’avete aperto come si apre un museo dedicato alla miseria umana, confermando le teorie di Lombroso che si riflettono negli sguardi dei vari soggettoni da Corrida di Corrado che avete mandato a sedere su quegli scranni. Dov’è quello che fa le scorregge mettendosi la mano sotto l’ascella? Ah, è tornato dal viaggio in Sud America, capire che ruolo abbia, a parte fare scoreggiare l’ascella a tempo di Dragostea Din Tei nessuno lo sa.
Mi ricordo, caro grillino, del vostro: nessun alleato, men che meno la Lega. E ti sono vicino, mentre Salvini ti è ancora più vicino di me.
O meglio, voi siete molto più vicini a lui, perchè adesso siete nel suo stomaco, tra i suoi succhi gastrici felpati. Vi sta digerendo, vi ha sbranati con tutte le vostre piattaforme, i vostri vaffanculo, i vostri Rodotà Rodotà, il pianeta Gaia popolato da tutta la vostra arrogante incompetenza.
Salvini vi ha ruttato, pulendosi poi il ghigno con il cappello di Casaleggio, pace all’anima sua.
La cosa buffa, che non ti basterà vomitarmi addosso l’arresto del padre di Renzi per risolvere la cosa. Non c’è soluzione e lo sai anche tu, altrimenti questa mattina non ti saresti svegliato pieno di swabreshaububbolanwerfer.

4 thoughts on “Grillino caro, fa male. Lo so.

  1. Solo su una cosa non sono d’accordo… il Parlamento alla fine lo hano aperto come una scatoletta esautorandolo quasi completamente, togliendo potere decisionale ai suoi membri e mettendoci dentro persone che non conoscono e non hanno rispetto per le istituzioni. Cosa vale il nostro Parlamento ora? Quasi nulla… siamo a “il governo ha potere anche legislativo ed il parlamento ratifica…”

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