Il porno dell’attimo prima:7!

Torna la rubrica dedicata ai momenti precedenti del porno. Come ho già detto varie volte si tratta di: “Quel momento, quei minuti, quel prologo iniziale dove tutto principia. Le fasi precedenti al momento topico in cui il genere si esprime nella sua essenza narrativa specifica. Questa rubrica esplora quei fotogrammi, cercando di ricostruire le storie che ci sono dietro.”
Il porno, prima che diventi porno. Quello che succede dopo lo sai, vediamo quello che succede prima.
Come le altre volte, pesco sempre dai pornazzi vintage.
Per leggere tutti gli altri attimi prima, basta cliccare sulla tag Pornoz.
E ora passiamo alla favolosa storia di oggi…

Divertimento disinibito al night club Bitho Bitho

Il Bitho Bitho era il night club più elegante e famoso di Salukrasti. Il locale, molto alla moda, si trovava in un bellissimo capannone della periferia. Era un ottimo esempio di recupero industriale, nessuno avrebbe mai detto che una volta, al posto del Bitho Bitho, c’era la fabbrica che costruiva i sedili della Trabant 601.
Aivars, il proprietario, elegantissimo nel suo completo di basalto, era riuscito a domare i suoi baffi soltanto poche ore prima, eppure era già al lavoro, e stava dando istruzioni alla procace barista Ilze, laureata in storia medioevale.
– Vedi quei bei clienti nel privè, mia dolce Ilze?
– Sine!
– Porta loro due bei bicchieroni di spuma scura, e non lesinare!

Infatti, appartati nel privè, vicini a quelle che sembravano delle piante, ma in realtà erano i tentacoli di due polpi indonesiani incastrati nelle pareti, c’erano, partendo dal centro: Juris, la controfigura di Alan Sorrenti, uno che non poteva fare a meno di guardare dritto verso l’obiettivo. Accanto a lui il suo buon amico Edgars, anche lui lavorava nel mondo dello spettacolo. Era il correttore di bozze di Luca Giurato. La sua infelice professione gli aveva già regalato due ricoveri per esaurimento al Burghölzli la clinica psichiatrica dove lavorava Carl Gustav Jung.
Dall’altro lato la coppia formata da Pēteris e Dace due influencer con milioni di follower, ai quali le aziende facevano un sacco di regali. Il farfallino in kevlar antiproiettile di lui, o la giacchetta rossa di lei, che lo stilista aveva realizzato partendo da una storica camicia garibaldina.
Mangiavano anacardi intinti nel Paraflu, ma erano ebbri di felicità.

Quando la procace barista Ilze arrivò con i bicchieroni di spuma scura i nostri si accorsero di avere sete per colpa degli anacardi, ma soprattutto a causa dei dispositivi di deumidificazione nascosti nei quadri rotondi.
Pēteris mostrava con orgoglio il suo farfallino in grado di fermare un colpo di AK47.
– Eccovi le vostre bibite dissetanti, cari clienti…
Disse Ilze, poi aggiunse:
– E ci terrei a ricordarvi che la spuma scura venne creata da Ildebrando secondo di Svevia durante l’assedio al suo castello che durò ben sette mesi!
– E tu come lo sai?
– Mi diletto al Bitho Bitho, ma sono laureata in storia medioevale!
– Ashtag: non ce frega una beneamata minchia, carina!
Rispose Dace, i milioni di follower l’avevano resa forse un pochino antipatica.

Per evitare di mettere le mani in faccia alla sboccata influencer, Ilze tornò dietro al bancone.
Nel frattempo Aivars si stava intrattenendo con due clienti: Līga, celebre in tutta Salukrasti per essere riuscita a farsi fare i capelli esattamente come un putto di porcellana, e Mārtiņš, appena tornato da un lunghissimo viaggio dove, tra le altre cose, aveva smarrito il buon senso all’altezza di Orte.
Aivars che la sapeva lunga sui gusti dei clienti del Bitho Bitho, dopo aver dato un croccantino al suo baffo sinistro, propose ai due:
– Sentite, bella gente… Dovreste raggiungere gli altri nel privè e darvi alla pazza gioia!
– Un’orgiastica serata come accadeva in renania alla corte del Re Uflone, durante le feste in onore del dio Pan!
Aggiunse Ilze, barista laureata in storia medioevale.
– Hai rotto i coglioni, tu!
Rispose subito Līga, accusandola anche di far sentire tutti ignoranti, peggio di uno che vota Piddì.

Nel privè intanto, l’atmosfera si stava scaldando.
– Che cosa stai facendo, Dace?
Chiese Pēteris.
– Soppeso il valore dei tuoi followers, mio caro Pēteris, che i followers stanno proprio qui, accanto al tuo turgido e rubizzo Trend Topic, per altro ben nascosto in questi pantaloni di lamierino!
– Gentile omaggio delle acciaierie Falck, li costruiscono laggiù, a Sesto San Giovanni.
– Ma tesoro, un fashion blogger come te dovrebbe sapere che i pantaloni si cuciono, non si costruiscono!
– Ebbene, Dace mia carissima, questo paio no. Questo paio di pantaloni è stato forgiato nel crogiolo del metallo fuso!
– E per quale motivo?
– Per contenere il mio ardore!

Līga e Mārtiņš, sentendo quelle parole capirono che era giunto il momento di avvicinarsi al privè.
Per prima cosa però, Līga dovette azionare la pompetta che consentiva a Mārtiņš di avere un’erezione pantagruelica. L’interruttore era stato messo proprio nell’orecchio di lui, infatti, tutte le volte che Mārtiņš telefonava, veniva arrestato dalla buoncostume. Una piccola seccatura da sopportare, ma in cambio, aveva un cetriolo di marmo inarrestabile, adatto anche per stendere la pasta fillo, fare i buchi per gli ombrelloni in spiaggia e ammazzare gli zombi.
Quando furono pronti, si avvicinarono per dare inizio alla festa.
Nel frattempo, il buon Aivars e la colta Ilze osservavano con soddisfazione lo scatenarsi di un’altra serata magica al magico Bitho Bitho. Il night club più bello e famoso di Salukrasti dove tutti, almeno una volta nella vita, dovrebbero andare.

Questi erano gli attimi prima… Quello che succede dopo è roba che poi non ci credi. Oppure sì. Tanto lo sai come va a finire con questo genere di cose.