Il porno dell’attimo prima: 6!

Torna la rubrica dedicata ai “momenti precedenti” del porno.
Come ho già detto varie volte si tratta di: “Quel momento, quei minuti, quel prologo iniziale dove tutto principia.
Le fasi precedenti al momento topico in cui il genere si esprime nella sua essenza narrativa specifica. Questa rubrica esplora quei fotogrammi, cercando di ricostruire le storie che ci sono dietro.”
Il porno, prima che diventi porno. Quello che succede poi lo sai, vediamo quello che succede prima.
Come le altre volte, pesco sempre dai pornazzi vintage.
Per leggere tutti gli altri attimi prima, basta cliccare qui.
E ora passiamo alla favolosa storia di oggi…

La meravigliosa Fedosia decise, finalmente, di cedere alle avance dissennate del Generale Zerimir.
E lui, dopo aver pagato il dovuto alla squadra di carpentieri ingaggiati per ristrutturargli il mullet, andò a prenderla sottocasa con il suo macchinone.

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– Ma quante belle medaglie che hai, bel tomo! Dove te le sei guadagnate?
Chiese lei, maliarda.
– In trattoria. Il Giovedì c’è la gara di rutti.
Rispose lui, sincero e un po’ triviale.

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– Sali serena e leggiadra sul mio cocchio d’acciaio, o mia stupenda Fedosia!
– Chi è quel milite che ci spalanca l’usciolo?
– È il giovane Patriciu…
– Mi inquieta!
– Non badarci, è scemo. Ha preso tante botte dalla Stasi.

Eppure, c’era qualcosa in quel giovine attendente che aveva attirato l’attenzione della fragrante Fedosia. Qualcosa che l’azzimato generale non aveva. Forse era il viso pulito di Patriciu, o quel suo sguardo di uno che annega in una piscina di silicone.
A quel punto, Fedosia decise di lanciare verso il giovanotto un piccolo, invisibile e discreto messaggio d’invito.

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– Ma che fai?
– Mi espongo, Generale!
– Vedo!
– Dissenti?
Chiese lei.
– Giammai!
Rispose il baffuto graduato con un rutto. Un po’ triviale, a dire il vero.

Il focoso Generale Zerimir, seguì il consiglio del suo baffo strategico e iniziò le grandi manovre. Direttamente sui sedili posteriori del macchinone, senza neanche essere arrivato a casa.

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– Sta buono con ‘ste mano!
Intimò Fedosia.
– Perchè? Non ci stai?!
– Sì che ci sto, altrimenti continuavo a darti il due di picche fino all’elezione di Gorbaciov e il successivo crollo del muro di Berlino. Ti fermo giacchè mi rovini le calze con quelle manacce che ti ritrovi!
– Scusa.
– Patriciu ha di sicuro delle mani più delicate delle tue.

Sentitosi chiamato in causa, il candido attendente si voltò, inserendosi nella discussione con maestria ed eleganza.

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– Porca la stravacca rotante della maremma incaponita se ho le mani delicate! Delicatissime! Vedi? Metto i guanti anche d’estate! Di inverno invece ci metto le pinne, sennò le mani mi esplodono! Ciò la delicatezza estrema, ciò!

– Allora unisciti a noi.
Disse il Generale Zerimir, che aveva un grande senso del cameratismo.
Fedosia annuì.
– Ma prima di salire su a casa, passa a comprare una boccia di Champagne Caianiello.
– Subito!
Rispose il giovine, con i soldi già in mano.

Quando Patriciu tornò nell’appartamento del Generale, posando la bottiglia di Champagne Caianiello sul tavolo, si accorse subito che l’atmosfera era diventata rovente.
Il Generale Zerimir e la piacente Fedosia limonavano duro come due ornitorinchi spiaggiati sulla baia del sesso di Cap d’Agde.

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– Avavablhh! Blllhhhh Mhuabla!
Sentenziò Fedosia, staccandosi dalle labbra triviali del Generale.
– Che ti prende, mia dolce pulzella?
– Bhfaganana!
– Che cosa cazzo hai Fedosia?!
– Lo so io.
Disse il giovine Patriciu.

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– Vedi, o mio adorato Generale comandante? Ella ha un’allergia e le si è gonfiata la lingua a canotto!
– Bhlualala!
Annuì lei.
– Dici? Dici che sia una repentina reazione allergica alla pomata con il brillantante che spalmo sul mio impunito baffo?
– Sì. Oppure è una bizzarra e infernale interpretazione di “atteggiamento erotico”.
– Mhuablalala!
– Meglio allergia.
Per fortuna, il giovine, oltre ad avere le mani delicatissime, era anche un vero esperto di antistaminica sperimentale.
Patriciu quindi aveva la soluzione. Un calice di Champagne Caianiello avrebbe risolto ogni problema.
E i tre, passarono finalmente un lieto pomeriggio.

Questi erano gli attimi prima… Quello che succede dopo è roba che poi non ci credi. Oppure sì. Tanto lo sai come va a finire con questo genere di cose.