Fumetti, come muoversi pragmaticamente.

Ho commesso i miei sbagli tutte le volte che ho potuto. Fino alla fine. Non mi sono mai serviti gli avvertimenti. Ho imparato e imparo in un unico modo: facendomi male.
Per cui, dal mio punto di vista: nessuna indicazione, nessun aneddoto, nessuna spiegazione, nessun manualetto, nessuna lezione potrà mai sostituire l’esperienza personale, o perlomeno il risultato ottenuto con un proprio ragionamento.
Questa sarà una serie di post pragmatici per modo di dire. Non verrà fatto un elenco di cose da fare e cose da non fare. No. Qui non funziona così. Qui funziona che cerco di farti arrivare da solo ad alcune conclusioni.
Nelle mie notte insonni, mentre mi rigiravo tra le coltri, pensavo:
– Qual’è la cosa più importante, da capire costi quello che costi, per muoversi agili nel mondo del fumetto? Torna indietro nel tempo a quando eri sbarbo e implume, al primisssssimo periodo della tua ca-ca-cariera, che cosa hai imparato allora che ti serve ancora oggi?
Ce l’ho!
Dopo attento ragionamento, ho capito che tutto quello che mi serviva sapere su come muovermi  nel mondo del fumetto, me lo ha insegnato Aldo Maccione.
Nello specifico, mi riferisco ad Aldo Maccione in: “Sono Fotogenico”, nella parte dell’avvocato Pedretti. Capire il perchè del Pedretti è così importante che non può essere spiegato ulteriormente. Le risposte non possono essere servite belle e pronte in una vaschetta da infilare nel forno a microonde.
Bisogna arrivarci da soli.
Capire, conoscere e ri-conoscere i vari Pedretti e i Cripto-Pedretti.
C’è così tanta verità, neorealismo, vita vissuta, cronaca, autenticità nel rapporto tra Pozzetto e Maccione che tutte le volte mi vengono quasi i lucciconi.
Pedretti può essere declinato in altre mille maniere. Nel nostro ambiente in ballo non c’è soltanto il denaro, anzi. Il Pedretti moderno dell’editoria fumettosa alla pecunia non ci pensa, freme su altre frequenze, ma è pericoloso allo stesso modo. E’ anche lui sudato e volgare, ma essendo molto più chic risulta ancora più subdolo. Capisci, non lo fa per piacer suo, è missione per conto della cultura.
Ovviamente il nostro Pedretti non è un agente, e non è necessariamente un editore. E’ soltanto uno che c’è.
Riconoscere il Pedretti. Poi sta a te decidere se lavorarci oppure no. Sono scelte.
Questa è la prima cosa importante da sapere per muoversi pragmaticamente nel mondo del fumetto.

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