Il business dell’ignoranza e dell’odio.

A me dispiace per tutti quelli che si affannano a debunkare le bufale.
Fanno un lavoro eccezionale, investono le loro energie, si sbattono quotidianamente per discutere con degli amassi di guano, cercando di spiegare a quei subumani che stanno credendo e diffondendo delle notizie non vere. Sbugiardare le bufale è un lavoro tanto nobile quanto, purtroppo, inutile.
Dopo la sua condivisione una bufala diventa vera soprattutto a livello emotivo. Le bestioline da tastiera che si affannano a diffondere merda non verranno mai raggiunte dalle smentite e da tutto il lavoro di debunking. E anche se fosse, non gli frega assolutamente niente

Agli animali da bufala non interessa la verità. Gli interessa avere un capro espiatorio sul quale riversare tutta la loro ignoranza e tutta la loro violenza derivata dall’avere una vita infima e piena zeppa di schifo.
Vivono delle vite squallide non per colpa loro, la colpa è tutta della casta, ovviamente.
Di fatto basterebbe applicare l’articolo 656 del Codice Penale: “Pubblicazione o diffusione di notizie false, esagerate o tendenziose, atte a turbare l’ordine pubblico.”
Certo, se non fossimo nel paese delle banane.
Qui, nel paese delle banane le bufale vengono usate per turbare l’ordine pubblico a scopo elettorale. Spero che prima o poi qualche magistrato se ne accorga.
Segnalare a Facebook chi diffonde le bufale non serve a nulla.
Tra l’altro, per la loro policy delle frasi come “Troie infami e maledette” non incitano l’odio. Va tutto bene, okay. Perfetto.
Sappi che se ti danno della Troia infame e maledetta su Facebook rientra nella loro policy e regolati di conseguenza.
Rimane il fatto che sull’odio e sulla profonda abissale ignoranza dei cefali sul web è stato costruito un modello di business.
Contatti che salgono, migliaia di like su Facebook pronti per essere rivenduti, proventi dal traffico che si genera, pubblicità per le agenzie di comunicazione e i soggetti che gestiscono pagine e siti pieni di odio e merda.
Senza contare i banner pubblicitari
Ho disattivato AdBlock per un momento e ho fatto un giro su Catena Umana, giusto per dare un’occhiata al sito escrementizio più famoso del momento.
C’è un sacco di pubblicità lì, tra i sentieri percorsi dagli scarabei stercorari. (con tutto il rispetto per gli scarabei, sia chiaro)
Guardando tutta quella pubblicità mi sono chiesto un paio di cose.
Ci rifletto sotto gli screenshot che metto qui sotto, scusandomi in anticipo per lo schifo che vi costringo a vedere.

Io ero rimasto che l’Euronics faceva il rottamatutto e il sottocosto. Forse è cambiato qualcosa, forse adesso ha aperto un reparto spurghi ed è per quel motivo che fa pubblicità su Catena Umana.

Genialloyd è una compagnia di assicurazioni. Mettere la propria pubblicità accanto a un contenuto di questo tipo sottointende che se Greta e Vanessa fossero state assicurate da loro le cose sarebbero andate in modo diverso?

A febbraio scade l’assicurazione della mia auto. Ho Genialloyd, però a questo punto non sono sicuro di voler riconfermare.

Ecco. Se fossi un comico da prima serata per famiglie, utilizzato per la campagna nazionale di un gestore telefonico,  a me non piacerebbe tantissimo che la mia faccia comparisse accanto a quel contenuto. Forse non piacerebbe nemmeno all’AD di Wind, ma chi può dirlo?

Forse bisognerebbe chiedere.

Facciamo degli screenshot e proviamo a chiedere alle aziende coinvolte se sono contente di vedere le loro pubblicità accanto a quel tipo di contenuti. Chiedere non costa nulla: #avoistabene?

AGGIORNAMENTO DEL 21-GENNAIO

UPDATE!
Dopo la pubblicazione di questo articolo Euronics Italia è stata l’unica a rispondere alla domanda: #avoistabene?
Quindi, per prima cosa: grazie.
Sono stato contattato dal responsabile Social di Euronics Italia, e lui,
con forza ha detto no.
A loro non sta affatto bene che il loro marchio compaia in pagine con
quel tipo di contenuti.
Loro non hanno un contratto con JuiceADV, la concessionaria di pubblicità
che gestisce i banner del sito di cui parlo qui sopra, ma con altri
circuiti, che ben conoscono le loro policy. Ora stanno indagando
sull’intera questione, per capire come sia possibile che la loro campagna
sia comparsa in un contesto a loro non gradito, come esplicitamente
richiesto dalla loro policy, per questo genere di attività.

Ora non rimane che attendere le risposte da parte di Wind, Genialloyd, Panariello e delle altre figure coinvolte.

27 thoughts on “Il business dell’ignoranza e dell’odio.

    1. Fare uno screenshot della pagina con pubblicità e inviarla/taggarla/twittarla all’azienda coinvolta.
      Vediamo che succede.
      Su twitter si sta usando l’hashtag:#avoistabene?

  1. Per quanto sia d’accordo, spesso quei banner non sono fissi ma sono generati a caso in base ai cookies. Però non sarebbe male far notare a chi chiede campagne pubblicitarie di chiedere al gestore della campagna di controllare dove vengono pubblicate. Se sapessi che una mia pubblicità appare di fianco a degli articoli come quelli accennati mi darebbe molto fastidio visto che verrei associato inconsciamente ad un messaggio molto negativo (e che non condivido per nulla).

  2. C’è un problema di fondo: quelle AD sono in qualche modo collegate alle tue ricerche… prova a cercare un hard disk su amazon e su ebay, poi torna su quel sito, e vedi cosa ti propone.

    1. Si lo so, ma il fatto che a te compaia della roba e a me un’altra non è un problema.
      Tu gli mandi i tuoi screenshot e io i miei!
      🙂

      Meglio se sono aziende diverse.
      E’ il principio pubblicitario che va segnalato.

    2. No le pubblicità Genialloyd, Euronics, Wind sono proprie del portale e te le fa vedere lì sulla sidebar come negli screenshot che ha mostrato Diego.

  3. Stanno gia’ nascendo sistemi per le inserzioni che discriminano meglio la pubblicita’, comunque. Durante l’affondamento della Costa Concordia, su un noto giornale italiano apparve l’immagina della Concordia curva e la reclame di crociere scontate.

    Da allora, i pubblicitari si stanno attrezzando con sistemi piu’ context sensitive. In qualche anno, chi pubblica quei contenuti non fara’ piu’ soldi. Anzi, no:

    “Guarda anche tu! Il Context sensitive advertising umilia TzeTze!”

    😛

  4. Letto & sottoscritto.

    Purtroppo temo che la battaglia contro la bieca ignoranza sia persa in partenza ma tant’è, almeno proviamoci

  5. Lignoranza impera a qualsiasi livello e sono troppi ormai quelli senza cervice che pensano di essere super partes mentre sono solo degli scarti

  6. Bè di certo Brand Image e merda escrementizia come quella non vanno di certo d’accordo. Euronics ovviamente monitora i social per controllare e valutare la brand reputation…panariello ne dubito!

  7. Alitalia mi ha rispost: “I banner pubblicitari seguono le ultime ricerche effettuate o siti visitati da chi naviga in internet. Il web li ripropone in automatico in caso di navigazione non incognita.”
    Ho risposto loro che si trattava di una navigazione in incognito e che è comunque possibile impedire che le proprie campagne compaiano su siti non conformi alle policy aziendali.

  8. Occhio che quei banner vengono generati in base al profilo dell’utente che naviga (in base ai siti che visita grazie ai cookie traccianti e ai mi piace che mette su Facebook). Avresti visualizzato le stesse pubblicità su qualsiasi altro sito di quel circuito perché l’obiettivo eri TU, non il contenuto del sito.

    1. Sì, ma c’è uno spazio pubblicitario venduto su un sito che offre contenuti inneggianti all’odio e diffamanti. È comunque un danno di immagine per l’inserzionista anche se tu ne vedi uno diverso dal mio.
      È lo “spazio” il problema, non quello che c’è dentro.

      1. Diego, sono perfettamente d’accordo che certe schifezze di siti non dovrebbero affatto esistere.
        Quello che mi sembra assurdo è che tu sembri ignorare – da blogger – il funzionamento di un circuito tipo AdSense o altri.
        Informati e vedrai che la tua giusta battaglia viene vanificata “by design” da come sono gestiti “tecnicamente” i circuiti pubblicitari. La selezione dei siti “publisher” potrebbe essere migliore, ma non è – evidentemente – una priorità di chi gestisce i circuiti.

  9. Nauseato e schifato da tanta scemenza .Tutta questa gente “mononeurone” è un delitto che abbia imparato a pigiare tasti solo per scrivere cazzate.

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