L’aggressione grillesca contro i giornalisti: dalla violenza sul web alla violenza reale, per l’idiota il passo è breve.

Violenza e frasi fatte.
Tutto qui.
Una mandria di idioti web-guidati che vomita violenza e frasi-slogan che qualcuno ha scritto per loro.
Ecco che cosa ho visto in quel video. (questo video)
Il bello delle frasi-slogan scritte da altri è che ti danno l’illusione di dire qualcosa tipo: “giornalisti terroristi!” quando in realtà non fanno altro che confermare al mondo quanto sei idiota.
La violenza di quelle reazioni ha portato l’Ordine Dei Giornalisti a rilasciare un comunicato, lo puoi leggere cliccando qui se ti interessa.
Toccherà ripetermi, scusa.
Lo dico e lo ridico che le ferite ontiche provocate dall’uso distorto del web hanno portato a dei cambiamenti radicali e non sanabili nella realtà delle persone.
Persone che poi si radunano in gruppi e si muovono sotto la spinta dell’uni-mente grillonesca fomentata, alimentata, finanziata, auto generata, dalle mille pagine in rete che fanno propaganda 24 ore su 24 con bufale e tutta la merda che a questi piace ingoiare in grandi quantità.
Lo dico e lo ridico che con questi celenterati ogni tipo di confronto è inutile.
Vivono in una realtà auto-costruita e auto-generata, e tutto quello che non ne fa parte, compresi quelli che tentano di ragionare, è visto come un nemico.
La disintermediazione del web è diventata un’arma di controllo, di propaganda, di aggregazione grulla.
La delegittimazione totale a colpi di: “sveglia!!!111 informatevi!!111!!” è la mannaia che cade impietosa sui giornalisti, sui medici, sulla scienza, sulle istituzioni.
Perchè, nel caso non ve ne siate ancora accorti, quel tipo di violenza, quel tipo di vuoto mentale è stato riempito da tempo con milioni di pagine fuffa, parecchie delle quali nate con l’unico scopo di finanziare il capobastone casaleggesco, che hanno riscritto la realtà in modo letterale.
Usando bufale, frasi fatte, click bait, slogan e quant’altro.

4 thoughts on “L’aggressione grillesca contro i giornalisti: dalla violenza sul web alla violenza reale, per l’idiota il passo è breve.

  1. Devo essere sincero. Questi tuoi ultimi post mi hanno fatto capire quanto, negli ultimi anni, io mi sia totalmente disconnesso da questo mondo. Il problema è che un conto è farlo attraverso la classica ignoranza nei confronti di cantanti, o del fenomeno degli youtuber e cazziemazzi (no davvero, ma dove sono stato negli ultimi 10 anni? Ultimamente questo pensiero mi devasta… immagino sia normale arrivati ai 30 e rotti), un altro è scoprendo questo mondo di cui ignoravo quasi del tutto l’esistenza.

    Insomma cosa fosse grosso modo il M5S ecc (e tutto quello che gli ruota attorno o attorno a cui esso ruota) lo sapevo, ma non credevo si fosse arrivati a tali livelli di fervore e follia.

    Insomma, per lavoro parlo ogni giorno con decine di persone diverse. Spesso, molto spesso, mi è capitato di avere a che fare con sostenitori del movimento, o di questa o quell’altra idea bislacca (ultima: il terremoto di Amatrice è stato opera dei cinesi. Parole proferite da una Preside di un istituto scolastico superiore), ma che il concentrato e l’aggregazione di tutto questo potesse generare tutta quella cieca furia idiota, boh… mi lascia esterrefatto… perchè alla fine sono persone normalissime, le stesse con cui interagisci ogni giorno nelle più disparate situazioni. Eppure è abbastanza evidente che se “l’ordine di scuderia” fosse “accoltella senza pietà” molti, moltissimi di quelli che si vedono in questi video non esiterebbero un solo secondo.

    Ma sul serio non c’era un modo più costruttivo e intelligente per sfruttare un mezzo incredibile come il web?

    Non sono più tanto sicuro di volermi riallacciare a questo mondo.

    PS
    i miei dati restano privati vero Diè? Non vorrei che mi venissero ad aspettare sotto casa.

  2. Temo che l’impatto e la forza dei social media ci abbia in gran parte sorpresi. Non ci sono argini in gradi di tenere sotto controllo la marea montante della post-informazione che gira vorticosa. Mancano i filtri, i riferimenti e quando anche ci fossero non potrebbero compensare il brusio costante che infesta internet e le piattaforme di condivisione.
    Il ventennio berlusconiano era tutto lustrini, tette finte e due mani di fondotinta sulla realtà, ma comunque era un qualcosa che si sovrapponeva ad un mondo in qualche modo oggettivo e condiviso.
    Ora con FB e le notizie che ognuno si seleziona – comparsa sulla pagina, eventuale condivisione e blocco delle pagine sgradite – si finisce per creare e delimitare uno spazio tanto più delimitato dai propri bias quanto più confortevole – e ingannevole! – per l’utente.
    E a questo aggiungiamo la quantità incommensurabile e inarrestabile di notizie false, distorte, palesemente folli.
    Siamo nella post-realtà, nello spazio-bias.
    E il tutto è favorito dall’assoluta economicità del web che permette di creare, per esempio, meme con citazioni falsissime e la possibilità di una loro diffusione capillare –sia in termini spaziali (il web è il mondo) che temporali (possono ricicciare fuori all’infinito) – a costo zero.
    Pensate solo a 20 o 30 anni fa a quanto costava una campagna di affissione e quanto era limitata geograficamente e temporalmente. Oggi bastano 5 minuti e 3 clic per l’immortalità e l’universalità di qualsiasi boiata.
    L’utente bue riceve da FB la sua dose quotidiana di fieno intriso di odio, violenza e balle garantito da quella fabbriche dell’indignazione che sono certi partiti politici e certi movimenti che hanno come core business l’adulterazione della realtà.
    Penso che ogni riflessione critica sul web, sui social media sia dovuta, urgente e inderogabile.

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