Affari al Buio!

Il format è semplice. Qualcuno affitta dei box-deposito e ci mette dentro le sue cose.
Per delle misteriose ragioni che non vengono mai spiegate, questi signori smettono di pagare l’affitto. Il box viene dichiarato “abbandonato”. La roba che c’è dentro finisce all’asta, e un popolo di professionisti è lì, pronto a comprarsi tutto quanto. Poi lo rivendono.
Perché i proprietari hanno smesso di pagare?
Che fine hanno fatto?
Può essere che tra i partecipanti all’asta ci siano i proprietari che si ricomprano le loro cose?
Non si sa. Mistero.
I compratori hanno cinque minuti per guardare il lotto da fuori, fare le loro valutazioni e poi parte l’asta. Si paga in contanti, quello che c’è dentro diventa tuo.
Purtroppo, date le mie lacune, non capisco il termine: “vincere un asta”. Non c’è niente da vincere, basta avere i soldi, non è che devi essere bravo. Offri di più. Fine.
Hai in tasca un gruzzolone e prendi quello che ti pare.
Che cosa vinci? Hai pagato.
Ho detto questa cosa ad un amico. Lui ha sorriso, mi ha detto:
– Si vede che non sai mai stato ad un asta.
Mi ha spiegato, in via confidenziale, che qui da noi la bravura nel partecipare ad un asta è nel resistere a quelli che ti fanno brutto per impedirti di comprare quello che vuoi.
Trovo sempre molto interessanti le tradizioni italiane.
Affari Al Buio (Storage Wars) è uno dei tanti programmi su “quelli che comprano le cose alle aste”. Va in onda su Cielo e ha un cast fisso formato da simpatici esempi umani.
Oltre al banditore e alla sua zinnuta moglie, i campioni che scendono nel ring ogni giorno sono questi, in un rigoroso ordine basato sulle mie preferenze:

Darrell Sheets.
Assomiglia un sacco a Leon, il replicante che si vede all’inizio di Blade Runner. Infatti, quando si imbatte in una tartaruga rovesciata sul guscio va in crisi e sbarella di brutto.
Darrell è un’anima semplice. Uno che ci spera, siempre.
In cuor suo, vorrebbe trovare davvero un Van Gogh originale in un container nella periferia di Wichita.
Ma gli va sempre di sfiga, nonostante la sua convinzione, quando porta il Van Gogh che ha trovato dall’esperto di turno, quello gli dice che si tratta di una pagina strappata via da un libro di storia dell’arte delle medie.
– Raramente Van Gogh ha disegnato su carta patinata.
– Ah.
– E poi questa è una stampa, vedi?
– Ah.
Forse tutti non sanno che… Nel 1988 Darrell ha trovato un corpo umano, avvolto in sacco di plastica, nascosto in un box-deposito. L’intero lotto è stato sequestrato dalla polizia, e l’ex proprietario è stato arrestato per l’omicidio della moglie.
Nonostante tutto, Darrell non è ancora finito in galera per uso improprio di canottiera pezzata e abuso abbronzatura a strisce.
Spesso si accompagna con il figlio: Brandon. Un portavasi di un metro e ottanta dalla personalità tanto intrigante e profonda da essere un mistero per chiunque.
Anche per sé stesso.

Jarrod Schulz e Brandi Passante
Magari hai notato che lui si agghinda con magliette e vestiti marchiati Outlaw Apparel. Sì, perché è co-proprietario del brand.
Se Jarrod e Brandi trovassero un Van Gogh originale in un lotto, non saprebbero riconoscerlo come tale.
Lui leccherebbe la cornice per capire se si tratta di mogano o di moplen, e lei si farebbe arietta con la tela.
Questo segna i confini intellettuali dei due. Poi si possono usare soltanto i ragli.
Brandi è una scassamaroni suprema. Il bello è che lo è senza nessunissima ragione.
Jarrod… Ho visto tamarri di Baggio fare le penne con il Booster con più eleganza ed erudizione.
Il loro segno distintivo è l’assoluta mancanza di rispetto. Verso ogni cosa e verso loro stessi. Altrimenti Jarrod non andrebbe in giro con i pantaloni corti e dei pedalini bianchi a mezzo stinco.

Dave Hester
Deve essere un tipo piuttosto incazzoso. Ha fatto causa alla produzione per questioni di principio. Tipo che secondo lui la produzione si metteva d’accordo con gli organizzatori delle aste, entravano prima nei box, davano un’occhiata al contenuto, e pilotavano poi il programma.
Per lui, incazzoso ma nobile d’animo, questo comportamento era truffaldino e lesivo verso gli spettatori.
Ha perso la causa perché non aveva capito che in televisione di vero non c’è nulla.
Dave lo odiano tutti perché fa soldi a palate svuotando i depositi. E se ne vanta. Parecchio. Ha un negozione vendi-merda dove è in grado di rivendere tutto quanto. Il negozione pare sia diventato una catena. Organizza aste lui stesso, ha una divisa e una mossa finale, come i Wrestler.
Attento al marketing da poveracci, ha fatto cappellini e magliette con la sua frase simbolo: YUUUUP! (qui tradotta in: SEEEEEE!)
Comunque, è l’unico che se trovasse un Van Gogh originale in un lotto saprebbe a chi venderlo facendoci un sacco di soldoni.

Barry Weiss
È il mio preferito. Quando sarò vecchio e californiano vorrò essere come lui. Si veste benissimo, ha dei guanti-dita-da-scheletro meravigliosi e un parco auto spettacolare.
È anche amico di Brad Whitford degli Aerosmith. Non compra depositi per guadagnarci, lo fa perché è un collezionista di cose rare.
Quindi, se trovasse un Van Gogh originale in un lotto se lo terrebbe per lui.
È l’unico del mazzo ad avere una conversazione piacevole, e quel pizzico di follia che lo rende un personaggio interessante.
Il programma lo guardo per lui.

Ora, qualcuno si potrebbe chiedere: ma perché segui questo docu-reality di immane tristezza?
La risposta è che non lo so.
Non è ipnosi verso l’abisso come può esserlo il Geordie Shore, che sì, guardo anche quello. In Affari Al Buio ho trovato qualcos’altro.
Tipo che ho capito che la gggente compra troppe cose. Troppa monnezza, troppo pattume accumulato per anni e poi scaricato in un container per essere dimenticato.
Ecco, in un certo senso Affari Al Buio è un buon paradigma dei tempi in cui viviamo.
Gente che accumula merda.
Altra gente che con quella merda poi ci campa.
Sperando, prima o poi, di trovare in Van Gogh.

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