Milano, raccolta differenziata!

L’altro giorno vado in casa editrice a consegnare il lavoro, e decido di andarci in metrò.
Di solito uso la muturetta, ma quel giorno lì c’erano Balto e Amundsen che mi aspettavano sottocasa, e salire in motorino con un calorifero sulle spalle non mi sembrava rispettoso del codice della strada.
Per cui metrò.
Dato che attorno a me giocavano quasi tutti a Ruzzle, in molti si sono persi uno dei dialoghi più belli degli ultimi decenni.
Protagonisti, un signore sui sessanta, sessantacinque e sua moglie.
Il dialogo tra i due lo riporto qui, modificandolo quel tanto che serve per renderlo narrativo: gli ho dato dei nomi, ho sistemato un po’ le frasi, ho cambiato una parola nel finale, ma non il suo senso.

– Che cosa la pago a fare la tassa sui rifiuti, dico io!?
– Ma perchè?
– Ma ti pare normale a te, Cesira? Umido, secco, plastica, carta, vetro, pile… Sono io che lavoro al posto di quelli della nettezza urbana. Sono io a differenziare. Dovrebbero dare loro dei soldi a me!
– Valà, Pietro! Sei il solito polemicone.
– Polemicone io? Ma con tutti i soldi che pago, mi devo pure sbattere per fare il loro lavoro? Abbiamo la casa e il balcone pieni di pattumiere!
– Dai basta!
– Ma basta cosa?! La gente dovrebbe fare la rivoluzione! Dovremmo dare fuoco a tutto per come stiamo messi! E invece, come pecoroni, sono lì a mettere le bucce in un secchio, le lattine del tonno in un altro…
– Basta! Che stiamo facendo una figura di emme!
– Come se la differenziata servisse davvero a qualcosa. Lo fanno solo per farci impazzire a noi. Figurati se a Napoli lo fanno. Quelli seppelliscono tutto assieme e poi chi si è visto si è visto.
– Su questo hai ragione, Pietro.
– Mica solo su questo. Anche sulla differenziata. Gestita così è una roba da matti.
– In che modo faresti tu? Sentiamo!
– Io metterei tutto assieme. Tutto tutto assieme. Umido, lattine, vetro, tutto. E poi, dopo, qualcun’altro lo divide.
– Bel lavoro di merda!
– Ma perchè? Fare gli spurghi ti sembra un lavoro migliore?
– Mettere le mani nell’immondizia! Ma sai che puzza?
– Oh, ma perchè, Cesira?! Quelli che asfaltano le strade sentono profumo di rose, eh!?
– Non lo so…
– Ecco brava. Che con la mia idea si creerebbero un sacco di posti di lavoro. Metti tutta l’immondizia su un nastro trasportatore… Una calamita tira sù il ferro, e poi ai lati, quelli che prendono le varie cose e le dividono.
– Non si può fare.
– No?
– Nessuno vorrebbe fare quel lavoro lì.
– E allora facciamolo fare ai robot!

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