Londra 2012!

Stanco, stressato, esasperato dalla piumosa invasione del polline dei pioppi milanotti, bisognoso di una pausa e di una ricarica energetica, mi sono concesso la mia annuale settimana in quel di Londra.
Io, LadyZilla e in aggiunta Davide e Luca in gita per il Kapow Comicon.
Mettila come ti pare, dammi pure del fighetto, ma io a Londra ci sto benissimo.
Ritrovo tutto quello che ho perso, faccio i miei giri, faccio cose e vedo gente, faccio un pieno di non-so-bene-che, e torno rinnovato.
Di nuovo, metto le mani avanti, le mie cronache londresi saranno pregne di irritante esterofilia. Me lo dico da solo fin da subito, non c’è problema.
Mi capita tutte le volte che vado all’estero. Lo so. Esterofilia portami via.
Di sicurissimo, la mia esterofilia è ingiustificata e priva di fondamento, visto che nel nostro paese si sta benissimissimo e tutto funziona alla perfezione.
Giusto?

Luton.
Alla fine, Malpensa/Luton con Easy Jet è la soluzione più economica.
Ci sono anche dei voli con orari umani, basta lavorare un po’ con i vari siti per trovarli.
Rispetto a Ryanair i sedili di Easy Jet a me sembrano un pochino più comodi. La compagnia aerea è fiscalissima sulle dimensioni del bagaglio a mano, ma il limite di peso è virtuale.
Nel senso: se riesci a sollevarlo da solo senza bisogno di aiuto puoi portarlo a bordo.
E’ imperativo che le dimensioni siano esatte. Deve starci a pennello nel box di misurazione. Se sbuca anche solo di un centimetro, se sbuca un pezzettino di manico o una fetta di ruotina, sono tutti cazzi tuoi. Te lo fanno pagare Subito, anche all’imbarco, prima di salire a bordo.
Arrivati a Luton, la soluzione ideale per raggiungere Londra è il treno.
Treno. Niente menate.
L’autobus è un pochino più economico, ma ci mette mezza giornata. A bordo però fanno una esaustiva dimostrazione di pentole a pressione anti aderenti.
Con il trenino invece, in mezz’ora sei in centro. Poi prendi la metro e vai dove ti pare.

Il Giubileo della Regina e le Olimpiadi.
Londra è in pieno fermento per la celebrazione dei 60 anni di regno della Regina Elisabetta e per le prossime olimpiadi. Bandiere e coccarde ovunque, eventi speciali, edizioni speciali di tutto, dai saponi per le mani, agli elastici per i capelli, magneti da frigo, sciarpe, vuvuzela, tazze, zerbini, cucchiai, e chi più ne ha più ne metta.
Se prendi la Oyster Card per la metropolitana, ti danno quella del giubileo con su la regina. (L’anno scorso l’edizione speciale era per le nozze di William e Kate)
Sarà paccottiglia, saranno souvenir per campagnoli, sarà quel che ti pare, ma qui riescono a trasformare ogni cazzo di cosa in un brand vendibile.
E i turisti comprano. A palate. I negozi sono pieni, i venditori sono contenti. Venderanno anche paccottiglia e souvenir per campagnoli, ma il giro economico su sua Maestà e sulle Olimpiadi, così a occhio, regge sulle sue spalle una bella fetta del PIL britannico.

La scala di Covent Garden.
E’ un esperienza da fare almeno una volta nella vita.
Salire i 193 scalini della scala a chiocciola che dalla platform della metro, ti portano sù all’aperto. Sali a piedi, invece di prendere l’ascensore.
L’avevo già fatto, ma non adesso. Non ora che ho quaranta-cazzo-di-anni

193 scalini, ripidi, su per una fottuta scala a chiocciola dal design steampunk.
193 scalini, mi dicono, sono l’equivalente di un palazzo di 10 piani.
Magari per uno allenato sono uno scherzo, ma per me, che mi alleno regolarmente ad abbracciare i carboidrati, salire è stata un impresa titanica.
Ad accompagnarmi il prestante Davide. Che contava gli scalini durante l’ascesa.
Diciamo che io ho retto bene fino all’ 80esimo. Poi ho iniziato con le visioni mistiche, le gambe che bruciavano, il fiato corto e il cuore che pompava a palla nella giugulare.
Però, cazzo, sono arrivato fino in cima.
Arrivi su e, sorpresa, per premiarti hai un uscita riservata.
Così puoi svenire con tutta calma per strada.
L’anno prossimo lo rifaccio, però mentre salgo giro anche un video. Purtroppo, nonostante le percezioni alterate dalla fatica, io e Davide non abbiamo avvistato il fantasma dell’attore William Terriss che pare infesti la stazione di Covent Garden.

Sarsizza Spagnola.
Non si sa perchè, non si sa quando, non si sa dove, ma gli inglesi hanno sviluppato una dipendenza da Chorizo. Lo mettono dappertutto. Lo usano come base per le preparazioni, come ingrediente principale sulla pizza, come toccasana, come ingrediente segreto, per dare una spinta in più, in tutti i modi e in tutti i laghi.
Sono un popolo chorizo addicted. La polemica sul motivo per cui è il Chorizo ad avere invaso la cucina britannica e non la Luganega, la farò un altra volta.

Il Raviolo Gigante.
Se passi davanti ad un negozietto aperto su strada, che vende cover per telefonini, ciabatte, il tuo nome scritto su una foglia di banano, portachiavi e altre amenità, e noti che di fianco alla tipa che dipinge il tuo nome in cinese sul papiro c’è un fornetto/vetrinetta con dentro dei ravioloni giganti, che fai?
Io mi fermo.
Mi informo.
Scopro che per una sterlina e cinquanta la signora è ben felice di vendermi un raviolone con il ripieno di pollo. Lei dice: tipo hamburger, da mangiare per strada mentre cammini.
Va bene. Non posso proprio farne a meno.
Devo. Il mio credo me lo impone. Loro, i miei amichetti, un po’ non ci credono e un po’ ridono. Effettuo la proficua transazione e torno con il bottino.
Nessuno vuole assaggiare.

Dovrò recensire da solo.
Dunque: L’impasto è troppo presente, troppo spugnoso e spesso. Si potrebbe risolvere pucciando il mega raviolo in una tazza di salsa di soia o di salsa agrodolce. Il ripieno non era il massimo, per un umano. Di sicuro era una prelibatezza per tutti i Cocker nei paraggi.
Insomma, sapeva un po’ di Eukanuba.
Anzi, forse era proprio Eukanuba. Ciappi, per la precisione.
Ma non importa, certe cose vanno fatte perché vanno fatte.

(Continua…)

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