Starbucks ha aperto a Milano!

Per meriti guadagnati sul campo, sono stato invitato all’inaugurazione del primo Starbucks Cofee in Italia, qui nella Milano che si apparecchia per l’Expo.
Eravamo in molti ad aspettare questo momento, e l’assenza del marchio Starbucks nel nostro Paese aveva fatto nascere un milione di leggende urbane. Leggende prontamente smentite da Guerrino Fuculli, Local Manager di Starbucks Italia che ha lasciato una lunga dichiarazione alla stampa mentre venivano serviti i caffè ai fortunati presenti.
Fuculli ha affermato che il nostro è il Paese ideale per investire in una qualsiasi attività commerciale, e che il libero mercato è regolato da una vivace e sana concorrenza. Di conseguenza, tutte le voci di dumping nei confronti di Starbucks sono fandonie. Non è affatto vero che un nota società italiana detiene la licenza dello sfruttamento del marchio Starbucks da oltre dieci anni, impedendone l’apertura in Italia.
La stessa società infatti, possiede i diritti sul marchio per tutta l’Europa, negli altri paesi sono state aperte un milione di caffetterie. Se fossero vere le voci sul dumping significherebbe che gli italiani sono europei di Serie B, e non è asssssolutameeeeente vero.
Qualcuno ha chiesto a Fuculli se, come si dice spesso, Starbucks non aveva ancora aperto qui da noi perché abbiamo una differente: “cultura del caffè e del cappuccino”.
La risposta del Local Manager è stata molto chiara:
“Abbiamo aperto locali in paesi in cui la popolazione non sapeva nemmeno che cosa fosse un locale. Oppure caffetterie in città dove il consumo di caffè pro capite era pari a quello del tartufo in Norvegia. Secondo voi la differente cultura del caffè e del cappuccino, può essere un problema?
Sappiamo quali sono le esigenze della clientela italiana, e quali sono i suoi gusti. Tre centimetri di caffè, da bere in piedi, in trentaquattro secondi, con le gente dietro che ti spinge. Noi offriamo un servizio diverso, tutto qui.”
Mi sono seduto a bere il mio caffè, mangiando un sandwich in cui erano indicate la data di scadenza e tutti gli allergeni presenti. Poi sono andato in bagno. Mi sono lavato e asciugato le mani. Di fianco al bagno c’era uno stanzino dotato di fasciatolo in cui una mamma cambiava il suo pargolo.
Tornato al mio tavolo, ho finito il mio caffè e ho aggiornato il blog usando il WiFi del locale.
Un tizio, al banco, ha chiesto un espresso. E’ stato accontentato. Lo ha bevuto in piedi, in ventisette secondi con dei figuranti che lo spingevano da dietro.
Forse è questo il servizio diverso di cui parlava Fuculli.
Un servizio da Paese normale.

DISCLAIMER.
Sì, è un post ironico.
Però è bene metterci d’accordo, perchè potrei essere piuttosto feroce nel rispondere agli eventuali commenti.
Non dirmi che a te “il beverone” non piace. Non sono in discussione i gusti personali delle persone, ma la loro possibiità di scegliere.
Come dico spesso parlando di Starbucks, questa è una questione di globbalizzazzzione all’itagliana, e del terrore fottuto nei confronti della vera concorrenza.
Le leggende urbane su Starbucks e l’Italia sono tantissime. La mia preferita è quella che da noi il caffè si beve buono dappertutto, anche a casa.
Vero. Le mamme italiane sono le cuoche migliori del mondo, però questo non ha impedito di aprire qualche ristorante.
Prima di farmi un pippozzo ideologico sui brand, le catene, le multinazionali e massimi sistemi, ti ricordo che stai usando un computer fabbricato in Cina, probabilmente sei iscritto a Facebook, possiedi un cellulare, hai perlomeno un bancomat, in casa hai dei mobili svedesi, e vai a fare la spesa al supermercato.
Accetto pippozzi ideologici solo da hippie che vivono in campagna, in una comune autosufficiente dove non si usa energia elettrica.

2 thoughts on “Starbucks ha aperto a Milano!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *