Pensionati contromano!

Motozilla è rimasta in letargo soltanto un mese. Dalla fine di gennaio alla fine di febbraio, durante il periodo della glaciazione. In quel mese sono andato in giro cavalcando il mio fido Tauntaun.
Poi è tornata una temperatura adatta alla sopravvivenza umana, e lunedì scorso la muturetta è uscita dalla tana.
Il favoloso studio che condivido con i miei amichetti è su un bel vialone. Da un lato c’è un semaforo, dall’altro una rotatoria.
Ora, se le condizioni viabilistiche lo consentono, da buon tamarro di periferia, mi piace pettinare la rotatoria.
Arrivo dal vialone in velocità, mi sposto sulla sinistra, mollo il gas, piego per bene sulla destra, riapro e imbocco la prima uscita che mi conduce verso casa.
Detta così sembra chissàcchè, ma non ho una moto moto, ho un 125. Per cui rileggi piano le righe sopra che in piega non supero i 55.
L’altra sera, con nessuno in giro, zompo sulla muturetta e vado. Arrivo alla rotatoria e mi ci infilo dentro a capofitto, tutto bello piegato come soltanto noi buzzurri della suburba sappiamo essere.
Mi ritrovo in faccia un vecchietto su una Graziella. Pedalava serafico, percorrendo la rotatoria contromano.
Lui urla. Io inchiodo. La ruota dietro perde aderenza, ma dato che la muturetta pesa poco di più di me, con un colpo di reni la rimetto in equilibrio. Evito l’anziano contromanista per un soffio, mi fermo e mi scappa un amichevole:
– Madovecazzovai?!
– Maleducato!
Risponde il tipo. Al che replico:
– Sei contromano! A momenti ti investo!
– Tu stavi andando troppo veloce!
– E tu contromano!
– Io ho ottantanni!
– Ma cosa c’entra?!
– Esigo del rispetto! Dammi del lei!
– Va bene. Ma… Guardi che potevamo farci male tutti e due!
– Tanto io sono abituato ad andare in ospedale!
Ha vinto lui e lo sa benissimo.
La sua è una logica inoppugnabile, una roba da vulcaniano, tipo che il signor Spock ne sarebbe contento. Non ci sono risposte possibili, a parte aspettare l’Amok Time e darsele di santa ragione. Non so davvero che cosa dire, vorrei invitare l’anziano a bere un bianchino al bar, ma non credo che accetterebbe.
Si allontana con aria soddisfatta, cigolando ad ogni pedalata. Lasciandomi lì, perplesso, nella Milano al tramonto.

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