Fumetti, perdonami.

Sono un triste bastardo cannibale corporativo berluscrotalo fornitore di tiggìuno e ci ho messo un po’ a capire che ho non ho il diritto di dire quello che sento, perchè vengo pagato per il mio lavoro.
E’ una questionaccia lo so.
La mia percezione del mercato e della situazione culturale in Italia è viziata dalla mia esperienza fallimentare da un punto di vista cu cu culturale e a a artistico. Ho pisciato fuori dal mio vaso, quello dell’intrattenimento. Quindi chiedo ancora scusa a tutti. Evidentemente di alcune cose può parlare a ragion veduta solo chi quelle determinate cose le fa.
Oh, senza tener conto dei risultati, sia chiaro. Perchè comunque siamo in Italì e la ggente non capisce gnente per definizione.
Eppure a me sembrava l’esatto contrario.
A me sembrava che nei riguardi del meritevole fumetto di qualità ci fosse una spettacolare attenzione da parte dei media, dei critici, dei lettori, delle giurie e non ultimo anche da parte del marketing.
Il tutto a partire dal mettere “di qualità” di fianco alla parola fumetto. Sono stato accompagnato, indottrinato, catechizzato, istruito, laureato ad apprendere e apprezzare i metatesti. Milioni di parole mi hanno fatto capire le esigenze, le scelte, le genialità, le interpretazioni, le importanze, la contemporaneità, la necessità storica di opere e autori.
Fanniente. Mi sono sbagliato, ho visto male. Del resto se un autore non ha alcun obbligo, seguendo il terzo principio della dinamica, ci sarà qualcun altro che li deve avere. Eccomi. Sono io.
E in effetti mi sono sentito in obbligo di leggere, approfondire, capire i pregi e le difficoltà del fumetto di qualità papparappa pappapppà. Un amore non corrisposto, dannazione. Ma è giusto che sia così. Tutto quello che non è fumettosamente uguale o affine è nemico. E su sul nemico si possono spalare quintali di merda a prescindere. Per partito preso.
Bisogna stare attenti a dire certe cose. Che se a me viene detto di andare a zappare la terra, è soltanto di lavoro e storielle che si parla, ma quando ci si rivolge agli autori è della loro vita che si sta parlando. Ed è diverso. Profondamente diverso.
Buffo però come alle volte, le discussioni sui fumetti assomiglino ai fumetti. E qualcuno abbia bisogno di didascalie per comprendere a pieno il senso di quello che sta leggendo.
Didascalie e virgolette per evidenziare l’antìfrasi, questa sconosciuta.

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