Il santo patrono dei privilegi.

Approvata la versione non-mi-ricordo-più-che-numero della finanziaria, la director’s cut probabilmente. Quella con il finale in cui si capisce meglio che Tremonti è un replicante.
La faccenda l’hanno portata avanti con l’usuale cialtroneria italica, ed è utile quanto cambiare stazione sull’autoradio mentre precipiti in un burrone.
Però ti fa capire molte cose, in generale, sul paese in cui viviamo.
La prima, è che l’intera classe politica non si rende conto della gravità della situazione, ma è ovvio, altrimenti non sarebbe la nostra classe politica.
Mai come in questo momento, i politici rappresentano benissimo la società in cui viviamo, perchè la gggente, tanto quanto loro, non ha capito una mazza.
Lo popolo infatti, in queste ore si sta incazzando.
Per che cosa? Perchè gli hanno levato la festa del santo patrono.
Retribuita.
Sei a casa, pagato, per una festività difficile da spiegare a un buddista, e ti indigni leggendo su feisbucc i prezzi del ristorante del senato.
Ah che privilegiati maledetti!
Nel frattempo, c’è qualcuno che lavora con contratti che non prevedono nemmeno i giorni di malattia, o che scadono prima delle ferie e si rinnovano subito dopo.
Stai pure a casa a festeggiare il tuo santo, non te lo vieta nessuno.
Ma niente lavoro, niente soldini.
Ovvero la realtà quotidiana di tantissime altre persone, tra cui, per dire, il sottoscritto.
Questa manovra, stando a quando leggo in giro, ci proietterà direttamente a fallimentolandia. Pare inevitabile e i segnali ci sono tutti.
Il primo, è sicuramente la serie di articoli che stanno uscendo in queste ore, dove ti spiegano che cosa succede se una nazione scappa senza pagare il conto.
E’ che anche in quel caso, quegli articoli, sembrano riguardare soltanto una parte della popolazione.
Quella che può contare sul TFR, o che ha diritto alla pensione, o che è già in pensione, a chi possiede più di una casa, o chi ha dei soldi investiti in borsa, o che ha dei soldi messi via in banca.
Mi spiegano che cosa può succedere a loro, ma continuo a non capire che cosa succederà a tutti gli altri. Quelli che l’unica mossa economicamente azzardata è stata di accendere un mutuo per la casa in cui vivono.
Ho come l’impressione di vivere da sempre, assieme ai miei economicamente-simili,  in una situazione di praticamente-default. Senza rendite, capitali, soldi in più da investire, futura pensione.
Forse il mio santo patrono mi aiuterà a capire, aspetterò la sua festa per fargli qualche domanda.

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