Tele Marella!

Ogni volta che capito su Real Time ci trovo sempre Paola Marella e due architetti-toy che cercano casa disperatamente, vendono casa disperatamente, se la menano immensamente.
In sostanza, un canale tenuto in ostaggio dalla lobby delle agenzie immobiliari.
I programmi di Tele Marella seguono le stesse regole narrative di Lost. Stagione dopo stagione bisogna per forza di cose alzare la posta in gioco per tenere viva l’attenzione. In Lost si aggiungono misteri e domande, su Tele Marella si aumenta in modo esponenziale la componente: Spandere merda disperatamente. Componente distribuita in modo equo su tutti, cast e compratori/venditori.
Le ultime stagioni hanno dei picchi di fastidio inarrivabili.
Viviamo in un mondo debordiano, dove il vero è falso e viceversa, quindi è tutto preparato, scritto, recitato. I compratori sono attori, come i mille altri programmi, questo ormai mi è chiaro.
Allo stesso modo, mi è chiaro il messaggio. Tele Marella agisce in modo diretto sulla percezione sociale, facendo passare il concetto che se non hai una svalangata di milioni di euro da spendere sei un inadeguato pezzente.
Poi arriva il secondo livello: la spersonalizzazione e la costruzione forzata di non luoghi da parte degli architetti.
Facci caso. Tralascia per un momento il feticismo verso il color Balena. Gli interventi degli architetti sono volti a trasformare ogni casa nella hall di un albergo. I bagni in piccole SPA, le camere da letto in fotografie da rivista.
Non Luoghi. Strutture riconoscibili come cool perchè le ho “già viste” e decodificate. Ambienti impersonali, dove l’elemento umano è ospite all’interno di un contesto figo perchè lo ha detto qualcuno.
Facciamo finta che sia tutto vero.
Vado a vedere delle case, accompagnato da una che mi descrive l’ovvio e mi tratta come se fossi l’ultima delle merde. Tra noi si instaura subito un rapporto schiavo-Padrona. La parola di sicurezza è: Lo compro.
Spendo un fantastiliardo di euri. Non si menziona mai la fetta di malloppo che si intasca Tele Marella, ma tant’è. Non mi interessa. Sono ricco per definizione e queste cose non mi interessano.
Compro una casa, viene sistemata dall’action figure dell’architetto di modissima. Spendo un altro urlo di euri.
Alla fine vivo come ospite a casa mia. Ma, dato che sono ricco per definizione e non per merito, non ho gli strumenti per accorgermente.

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