Adolescenti inquiete!

– Che tu, tu mi hai guardata mentre scendevo dall’autobus!
– Ti ho vista scendere e ti ho guardata, e allora?…
– E allora chetti guardi?
– Ma ti ho guardata e basta.
– Mi hai guardata negli occhi! E l’hai tenuto!
– E allora?
– Avevi uno sguardo di sfida…
– Macche dici?
– E poi tu mi hai detto…
– Ti ho detto: Embè! E te l’ho detto perché tu mi guardavi ammè.
– Hai cominciato tu, bella mia!
– No, no, no, cara… Io ti ho guardata scendere e basta, tu poi mi hai fissato cattiva, e allora io ti ho detto Embè.
– Sei tu che mi hai guardata per prima!
– Perché sei scesa dall’autobus proprio qui davanti a me, quiqquì. Io ero lì, tuqquì. Eccome facevo a non guardarti, scusa?
– Mi hai fissata mentre passavo via…
– Si però tu voltavi la testa e mi squadravi gli occhi.
– E ci credo, mi hai detto Embè!
– Nooo, quello te l’ho detto dopo…
– Ma dopo quando?
– Dopo che ho capito che mi guardavi male.
– Eri tu a guardarmi male.
– Io ti ho guardata scendere dall’autobus.
– Adesso mi spieghi perché tu che sei una ragazza guardi le ragazze che scendono dall’autobus!
– Mica lo faccio sempre…
– Allora l’hai fatto perché ce l’hai con me.
– Ma no!
– E’ per quello che hai detto embè!
– Io ti ho guardata e basta!

(Proseguire ad libitum)

Sera tardi, fermata dell’autobus sottocasa.
Litigio che si è insinuato dalla finestra aperta.
Sono andate avanti per più di mezz’ora, ripetendo più o meno le stesse cose.
Non ho idea di come sia andata a finire perché mi sono addormentato.
Comunque, deve essere dura la vita per le ragazze di periferia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *