Cambiamenti!

Il 2011 principia rivoluzionando le mie abitudini. Tra un po’, quando imbianchino/Ikea/trasloco lo permetteranno, andrò a lavorare in studio.
Siamo in sei: tre fumettisti, due graziose illustratrici, e un cane.
Ho fatto i conti, è dal 1995 che scrivo da solo chiuso in una stanzetta e non ne posso più. In questi anni sono cambiate soltanto le dimensioni della stanzetta. La mia capacità di concentrazione, in una solitudine piena di giochi, è diminuita in modo verticale. Ultimamente, lo so che è pericoloso scoprire così tanto il fianco, ho iniziato a soffrire la solitudine. Tipo che quando Ladyzilla torna a casa dall’ufficio le faccio le feste come un bichon frisé. La tempesto di domande in un vortice di iperattività cucciolesca. Nessuna donna contemporanea dopo otto ore di ufficio e quaranta minuti di metropolitana è propensa al dialogo. Non ha nemmeno voglia di tirarmi la palletta che poi io riporto scodinzolando.
Da qui la decisione di separare gli spazi. Spazio casa, da spazio lavoro. Non più solo soletto, ma con qualcuno. E questi qualcuni sono amichetti, così si sta sereni.
Ho fatto degli esperimenti. Ho scoperto che se ho di fianco qualcuno che lavora, lavoro senza distrazioni. Funziono anche se si parla un po’ o cose così. L’assoluta solitudine dello scrittore forse, può essere una solitudine mentale in uno spazio preposto al lavoro. Senza un divano con davanti una televisione e un toto di canali di documentari, per esempio.
Per cui, abbiamo affittato un bel posto, e durante il periodo pre natalizio sono andato con mio padre a farci dei necessari lavori elettrici. O meglio: lui li ha fatti. Io gli passavo i ferri.
E ora ci siamo.
Attendiamo l’imbianchino.
E poi via, verso una nuova mirabolante avventura.

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