X Factor 4 – La semifinale.

Nove e tre minuti. Facchinetti vestito da Zorro, tra gli ululati del pubblico e le esplosioni delle lampade alogene, proclama l’inizio della dodicesima puntata di X Factor. La semifinale.
Sono rimasti quattro cantanti, ma il programma durerà comunque otto ore, come se ce ne fossero dodici. Potere della dilatazione spaziotemporale. Come faranno? Cazzeggiando a bestia.
Entrano i giudici. Elio opta per uno stile anni trenta, Ruggeri sta sul classico, la Tatta è passata da Promod e Mara Maionchi indossa una giacca che se la guardi a lungo ti ipnotizza.
Giusto il tempo di farli sedere, ed ecco il primo ospite: Carmen Consoli.
Cose che preferisco fare piuttosto che ascoltare Carmen Consoli:
– Accompagnare mio vicino di casa, il signor Curti, alle poste.
– Cercare di capire se il numerino eliminacode che abbiamo preso contiene dei messaggi criptati e va decodificato seguendo la successione di Fibonacci.
– Realizzare che il numerino eliminacode non elimina affatto le code, soprattutto se il software che dovrebbe gestire i flussi è stato craccato da un hacker dodicenne di Corsico.
– Difendere il proprio posto in fila, usando una mazza chiodata medioevale.
– Capire che c’è qualcosa che non va vedendo quello davanti a noi che tira fuori uno sgabello pieghevole e si mette a sedere.
Finita la Consoli, arriva Gianni Morandi. Io ho un certo rispetto per Gianni Morandi, però ho un problema: soffro di Bananelamponite. Se sento Banane e Lamponi poi vado avanti a canticchiarla almeno per una settimana. L’ultima volta mi hanno fatto smettere a pugni.
La mia stima per Morandi è messa a dura prova nel duetto voce e chitarra che fa con il Facchi. La tristezza si abbatte sui presenti come una sequoia sui boscaioli.
Ma resisto. Chiudo gli occhi e sopporto. La prima manche sarà tutta di canzone giannimorandesche. Se cantano Banane e Lamponi sono rovinato.
Apre la gara Nevruz, con C’era un ragazzo. Pezzo al quale sono molto affezionato. Nevruz lo affronta con molta energia e carisma. Alle sue spalle un ballerino che corre sul posto. Velocissimo. Sul finale Nevruz fa finta di sparargli e lui si schianta a terra, cappottando.
Piace a tutti, Morandi compreso.
Guardo troppo a lungo la giacca della Maionchi e cado in trance ipnotica. Mi convinco di essere duro come il marmo. Sistemo due sedie una davanti all’altra. Guarderò la puntata sdraiato, con la nuca e i piedi appoggiati alle spalliere.
La Tatta, è senza concorrenti, però ha ricevuto un’interessante offerta di lavoro. Una ditta concorrente ai Baci Perugina le ha proposto di scrivere le frasi da mettere dentro i loro cioccolatini.
Si chiameranno “I Banalotti”, e conterranno la summa del pensiero Tatangelesco. Secondo quelli del marketing, servono dei cioccolatini da regalare non in un momento speciale, ma in momento qualsiasi. La Tatta ci pensa.
Parte una clip con il riassunto dello scontro tra la Tatta e Ruggeri. Al termine, la Tatta cerca di spiegare la sua posizione. Nel discorso di chiarimento che segue, la Tatta usa tutti i verbi concepiti dalla lingua italiana. Ne inventa anche qualcuno.
Fatto sta che tocca ai Kymera, con: Occhi di Ragazza. Performance onestamente agghiacciante.
Guardo troppo a lungo la giacca della Maionchi e mi convinco di essere una gallina. In brodo.
E’ il turno di Davide, con: Un mondo d’amore. Esce vestito di bianco, con alle spalle i ballerini rotanti e gesticolanti. Davide è sul pezzo, e lo trovo molto convincente, come sempre.
In sala c’è anche il nonno di Davide. Cazzo. E’ uguale uguale a Raf di Sipio, il barista dei film di Celentano! Quello entrato di prepotenza nella storia del cinema italiano con la scena del cocktayl in Grand Hotel Excelsior!
Chiude il giro morandesco Nathalie, con Se perdo anche te. Gran bel pezzo, interpretazione buona.
Non sapevo che fosse una canzone del Gianni, forse avevo sentito una cover fatta non mi ricordo da chi.
Sono salvo. Non hanno cantanto Banane e Lamponi.
Però qui ho scritto quel titolo troppe volte, la canzone mi è entrata in testa lo stesso. Questa sera ho un incontro pubblico sui fumetti.
Quindi, il mio intervento sarà: L’orologio batte l’una tu sei fuori chissà dove giro nudo per la casa dimmi tu se questa è vita tu che esci con le amiche.
Siamo al momento degli inediti. Non vedo l’ora. Per questa parte di gara arriva anche il direttore artistico di San Remo, che non mi ricordo come si chiama e non mi interessa. Si mette tra i giudici e dirà la sua.
Più guardo il direttoreartisticodisanremo, più capisco alcune cose. Non serve Giacobbo per svelare i misteri dell’universo, basta guardare in faccia il direttoreartisticodisanremo.
Il primo inedito è quello di Davide: Il tempo migliore, scritto da Francesco Renga.
Nella clip che precede il pezzo compare Roberto Rossi della Sony che definisce il pezzo Brit Pop. Bene.
Ecco Davide. Ecco l’inedito. La musica riesce a superare di slancio il concetto di ovvio. Sonorità, ritmi e dinamiche dense di piattezza e prevedibilità. Il testo è di una banalità sconcertante. Un panino farcito di luoghi comuni.
Ovviamente, piace a tutti. Direttoreartistico e manager Sony, compresi.
Io sono felice di non fare musica, se è con quei cervelli che bisogna relazionarsi. Vorrei chiedere a Tizio Sony dovecazzo e comecazzo ha visto del Brit Pop in quel pezzo lì.
L’unico che va un pochino controcorrente è Elio. Non può dire che il pezzo è una merda, ma suggerisce a Davide di scegliere con cura le canzoni che canterà in futuro.
La Tatta ha rifiutato la proposta dei cioccolatini, perché fanno ingrassare. Allora le propongono di scrivere le frasi da mettere negli incarti di una linea di caramelle. Le caramelle Minus Mentis. La Tatta ci pensa.
Tocca a Nathalie, con la canzone scritta da lei: In punta di piedi.
Mi piace per principio. Il pezzo è talmente distante da quello sentito prima che non sembra nemmeno di essere nello stesso programma. Il punto di vista narrativo e l’uso del linguaggio di Nathalie sono molto interessanti. La canzone mi piace, ma non comprerei un suo disco intero. Rimane il fatto che è un brano notevole. Un capolavoro se lo rapportiamo a quello di Davide.
I Kymera cantano: Atlantide, un pezzo che gli ha scritto Ruggeri. Otto ore di introduzione per una canzone che mentre la ascolti ti chiedi perché.
Anzi: Peeeeercheeeeeeeeèèè!
SMS del mio amico Otto: Sigla di un documentario di Teletuscolo.
SMS di Don Enzo: Uomo Ascolta lo dico anche io durante la messa.
SMS di Otto, again: Ma è la musica di Mc Giver!
Ruggeri cade nella stessa trappola in cui cadde Morgan con gli Aram Quartet. Dare un proprio pezzo ai cantanti della propria categoria.
L’ultimo è Nevruz, con: Tra l’amore e il male di nonhocapitochi.
Pezzo potente, ogni riferimento a Manuel Agnelli degli Afterhours è puramente casuale, ma sono convintissimo che sia meglio ricordare gli Afterhours piuttosto che la canzonetta dell’itaglietta amore mio di quell’anguria dammi una fetta.
Unica canzone che comprerei. Sono felice, orgoglioso, mi sento vivo quando Direttoreartistico dice che non sa, deve capire, non è convinto del pezzo di Nevruz.
Vivo!
Nella città dei morti!
Per digerire gli inediti, ecco gli ospitoni della serata. Il Facchi gioca in casa, anzi in salotto, arrivano i Pooh.
Chiedo scusa a tutti, ma a me Dodi, Poppi, Sgnuppi e come cazzo si chiamano, mi hanno alquanto piallato tutto quello che potevano piallarmi, e non ho mai neanche ascoltato una loro canzone per intero. Per cui, saluto i loro capelli tinti e il loro crederci tantissimo, manco fossero i Led Zeppelin, e li lascio a Paolo Bitta.
Vado a farmi un panino di muflone, melanzane, uovasode, calamari, rucola, cipolline, polenta, lardo di colonnata, cetriolini, nutella e maionese.
Torno alle 23.24 e scopro che i Kymera andranno al ballottaggio.
Mavalà? Maddai.
C’è una seconda manche a tre di cui nessuno sentiva il bisogno.
Nathalie canta, bene, Bette Davis Eyes.
Davide canta, abbastanza, The Right Thing dei Simply Red.
Nevruz, in un impeto di autolesionismo, canta: Ancora. La sigla di Marzullo.
I tre cantano in una scenografia tipo discoteca queer, c’è anche qualcuno che cerca la dark room, ma non la trova.
La tiriamo per le lunghe. Elio è molto duro con Nevruz, ma poi riconosce le sue colpe.
Allo scontro finale andrà Nevruz.
Nevruz contro i Kymera.
Cantano quello che devono cantare, ci sono le clip riassuntive dei rispettivi percorsi a X Factor.
Bello: Pigro di Ivan Graziani cantato da Nevruz, non lo conoscevo.
Tiritera, tirainlungo.
Parola ai giudici:
Ruggeri elimina Nevruz con signorilità.
Elio elimina i Kymera con un discorsone.
La Tatta elimina i Kymera con ovvietà.
Mara Maionchi, ipnotizza i presenti con i poteri della sua giacca, fa correre tutti sui carboni ardenti mentre, spietata, elimina i Kymera.
Mi dispiace per Yaeko Mitamura e per Go Kato, ma se ne tornano a casa.
Ore 0.17, fine della semifinale di X Factor.
Ho un leggero senso di pensantezza allo stomaco. Forse è colpa del panino.
Suono al signor Curti, che magari ha del Digestivo Antonetto.
Non c’è.
Dove sarà andato il signor Curti?
Un ennesimo mistero da svelare.

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