Sì, sono un cliente difficile.

Dato che a breve sarò Motozilla (poi ti racconto) mi serviva un casco.
Tempo fa avevo trovato nella casella della posta la pubblicità di un negozio sulla vigevanese che vende di tutto e di più per le auto e le moto.
Stamattina sono andato a darci un’occhiata.
Entro, non c’è nessuno.
Sulla soglia mi guardo attorno, c’è una tipa alla cassa attaccata all’ingresso e le dico:
– Buongiorno!
La bionda mi guarda senza dire nulla. Spiaggiata sulla sua sedia.
In un miliardesimo di millesimo di nanosecondo decido che lì non avrei comprato niente. Niente di niente di niente.
Non pretendo di essere trattato in un negozio itagliese come vengo trattato nei negozi all’estero.
A volte, entrando in alcuni posti hai la sensazione che il negozio sia tuo. Ecco, non esigo lo stesso tipo di cura e attenzione a cui sono soggetto varcato il confine.
Tipo che sono i commessi (addirittura!) a dirti: Ciao, come va?
Ma perlomeno, se ti saluto, rispondimi, annoiata pulzella!
Guardo un casco, mi giro due volte su me stesso ed esco.
Dico ancora:
– Salve!
La creatura risponde. Si vede che sono felici di vedere i clienti uscire a mani vuote.
Faccio duecento metri. C’è una concessionaria di una nota marca di moto. Dalla vetrina scorgo due pareti piene zeppe di caschi.
Bueno. Mi fermo, entro.
Il negozio è aperto, ma sembra chiuso. Luci spente, aria da: va che siamo aperti per sbaglio.
Dentro c’è un tizio, appoggiato a un mobile, con un cellulare all’orecchio.
– Salve!
Dico io.
Lui mi guarda, con l’espressione di uno che pensa: Toh, un bipede! e mugugna qualcosa.
Meglio di niente.
Vado dai caschi. Sono davvero un casino. Ne vedo uno abbastanza tamarro da piacermi. Sollevo il cartellino per vedere il prezzo.
Non c’è.
Addocchio un altro casco, controllo il cartellino, niente prezzo.
Io detesto non sapere prima quanto costa qualcosa.
Mi guardo attorno e mi chiedo se per caso il commesso è uno scienziato che conosce a memoria i prezzi di tutti i centoventi caschi esposti.
Ecco. Non pretendo di essere trattato come in un negozio all’estero. Dove appena vedono che potenzialmente hai bisogno, arriva qualcuno che ti chiede: Chènaìelpiù? e a Londra: Meiaìeelpiou?
Niente prezzi. Me ne vado, caro.
Ripiglio la porta, ridico: Salve. Questa volta il tizio appoggiato risponde con un: Buongiorno!
Mi volto stupito.
Non diceva a me, parlava al cellulare.
Fatto sta che il mio cazzo di casco me lo sono comprato nel reparto Auto/Moto/Accessori di un centro commerciale. Ho fatto tutto da solo. Ne ho provati cinque o sei, ci sono andato in giro, li ho guardati, annusati, strizzati e alla fine ne ho comprato uno.
Non sempre è colpa della Crisi o della Grande Distribuzione che schiaccia la concorrenza.
E’ proprio che è difficile vendere qualcosa a qualcuno se ti comporti da stronzo.

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