Fumetti: perlomeno, pur sempre in debito.

Passando per House Of Mistery, scopro una news interessante, seguo il link e mi leggo tutto l’articolo di Mirella Appiotti che parla di Graphic Novel su La Stampa.
Se fossi uno di quelli che si accontenta delle briciole di attenzione mediatica che cascano giù dal grande tavolo della comunicazione sarei contento.
Mi sosterrebbero le stampelle del “perlomeno”.
Perlomeno si parla della 001, una casa editrice che merita attenzione, con un catalogo interessante, tra cui spiccano (a gusto del sottoscritto) le ristampe dei grandi classici della EC Comics.
Purtroppo, soprattutto in questo periodo, i “perlomeno” li ho finiti e le briciole mi interessano poco.
L’articolo non solo conferma le mie teorie sulla percezione del nostro media, ma è anche un ottimo esempio di come ci sia un’intenzione (forse) genuina nel voler parlare di certe cose. Peccato poi che il tutto si traduca in un’emulazione mancata di giornalismo, per dirla alla Labranca-maniera dei bei tempi che furono di “Andy Warhol era un coatto”.
Nel pezzo, mi diverte la pubblicità occulta alle strisce per depilarsi le gambe
L’ho evidenziata nella schermata qui sotto, perché se un redattore intelligente se ne accorge poi la corregge.

(Mirella, le strisce a fumetti sono le Strip. Quello che hai scritto tu sono delle fettucce di carta con della cera spalmata su un lato.)
Ma il vero capolavoro è questa frase:
“… la graphic novel che punta ormai a toccare la letteratura, è pur sempre un’erede e debitrice del fumetto..”
In quel “pur sempre” c’è tutta la diffidenza, la sottovalutazione, il dover prendere le distanze, l’esigenza di differenziare la neo manna culturale Graphic Novel da quella merda per sottosviluppati chiamata fumetto.
Il concetto è filologicamente sbagliato. Ma dato che invece di studiare andavo in giro a fare gavettoni alle matricole, lascerò che qualcuno dei vari dotti in ascolto ci spieghi per bene il perché.
A me piace giocare con le parole. Basta manipolare la frase per far capire anche ai non addetti il motivo per cui siamo di fronte a una gran cazzata.
Versione 1:
Il giallo che punta ormai a toccare la letteratura, è pur sempre un’erede e un debitore della scrittura.
Versione 2:
I medical drama, che puntano ormai a toccare la cinematografia, sono pur sempre degli eredi e dei debitori dei telefilm.
Versione 3
La nouvelle cuisine che punta ormai a toccare la ristorazione, è pur sempre un’erede e debitrice dei fornelli.
E via così, a sfumare, come le canzoni anni ’80.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *