A Dallas siamo tutti più magri.

Questo post, e la mia risposta cumulativa ai commenti al post qui sotto.
Sono contento la discussione proceda su un livello civile. Non è poca cosa nel fumettomondo internettoso italico.
Ho l’impressione, purtroppo, che nei confronti del fumetto ci sia una percezione che viaggia su diversi gradi di sottovalutazione.
Ho detto che fare fumetti non è facile.
Se qualcuno, in una scuola, in una conferenza, in uno stand, o dove ti pare ha sostenuto il contrario ha detto cazzate.
Il problema vero però, non è che qualcuno dica cazzate.
Il problema vero è che qualcuno ci creda, e con il fumetto, evidentemente succede.
Se qualcuno ti dice che è facile vivere suonando la chitarra, o facendo l’attore, o cercando di fare il regista, se hai un po’ di sale in zucca sorridi e lo mandi a quel paese.
Se te lo dice dei fumetti invece ci credi.
Perché?
Perché allora è vero, è vero che perlomeno inconsciamente, anche per chi li fa o li vuole fare o li vuole editare, i fumetti sono una cazzata.
Giusto per allargare il discorso agli editori dell’ultimo secondo…
Quante case di produzione cinematografiche sono state fondate da qualcuno a cui piaceva da matti il cinema ma non aveva una lira? Pochine, vero?

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