Cose che vorrei fare ma che non riesco a fare.

Vorrei andare al cinema.
Vorrei vedere Avatar o in alternativa Sherlock Holmes.
Ci sono andato già tre volte, in due cinema diversi.
E tutte le tre volte non ho trovato posto.
In compenso c’erano macchine parcheggiate ovunque. Alcune in aperta sfida alla legge della gravità, altre in contrasto con il buon senso.
Alla fine, invece di andare al cinema, sono andato a prendere il caffè a Rozzano.
Per quanto l’hinterland milanese stimoli la mia voglia di viaggiare per il mondo, mi faccia apprezzare la mia vita da metropolitano e mi fornisca sempre ottimi spunti per i miei studi antropologici, non è che bere un caffè a Rozzano sia una buon modo per passare la serata.

Vorrei spiegare alcune cose ai pensionati.
Tipo che magari, forse, è da prendere in considerazione l’idea di non andare a fare la spesa il sabato pomeriggio.
Vacci il martedì mattina, cazzo.
Invece no. Deve essere un comando post ipnotico, o un imprinting consumistico dalla radice romeriana, che spinge gli ottantenni ad andare il sabato pomeriggio a comprare due uova.
Poi, travolti dai lemmings con la Fidaty in bocca, ti guardano con gli occhi lucidi del cucciolo mandato a giocare a palla in tangenziale.

Vorrei fare il vigile urbano in metropolitana.
Con la paletta e il fischietto. Che è l’unico modo per spiegare che se lasci scendere me dal treno prima di salirci tu, i tempi di trasbordo si dimezzano e conviene anche a te.
Paletta e fischietto anche sulle scale. Perché se ci si organizza in due file, una che sale e una che scende tenendo rispettivamente la destra, non solo è visivamente più ordinato, ma si evitano collisioni ed è più comodo per tutti. A meno che il normale flusso di gente che sale e scende le scale alla cazzo non sia una versione milanese del Gioco dello Sparviero.
Allora vorrei sapere chi vince.

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