X Factor 3 – La finale! –

Alle 21 e 04, nel fragore di una collisione di neutrini, il vocione di Zeus annuncia la detonazione della finalissima di X Factor. Non esce un Facchinetti tarantolato, nudo e spalmato di burro d’arachidi, escono direttamente i tre giudici. Claudia Mori ha la stessa pettinura di una Blythe Doll, e quando sposta lo sguardo sento anche il tlack causato dagli ingranaggi del suo meccanismo interno. Poi rovesciano sul palco dei ballerini acrobati, sale la nebbia, si alza una cazzo di tenda e dietro c’è il Facchi. Lui inizia a urlarle, ma il microfono è spento. Quando ripristinano la sua urlante favella, mi dice che è arrivato il momento della canzone di natale.
All I Want For Christmas Is You di Mariah Carey cantata da (quasi) tutti i ragazzi di X Factor. Presto, presto. Dobbiamo fare presto presto e portare il ragazzino all’aeroporto che poi Joanna riparte per gli Stati Uniti, cazzo. La canzone mi risucchia in Love Actually tanto velocemente che quando esce Sofia penso subito alla sorella cozza di Aurelia.
Le Yavanna sullo slittino, Giuliano che tradisce il playback alle 21.09, la neve, gli alberelli, i doni, il Nakatomi Plaza, evviva il natale.
Finito il torrone, parte una clip riassuntiva/celebrativa di queste 12 settimane di X Factor. 600 ore di lacrime e vecchie facce. Riepilogo, sottotitoli e poi arriva Antonella Clerici.
E’ venuta a prendersi il vincitore di X Factor. Poi lo passerà ad Anna Moroni che lo cucinerà in un soffritto di sugna, avvolto nel lardo, ripassato nei Canederli, sei uova, pecorino di Stambecco, purea di castagne e cipolle di Tropea, con scaglie di Durian e Ippogrifo.
Alle 21.19 si apre il televoto e un collegamento con le città natali dei tre finalisti: Ronciglione per Marco, Sassari per Giuliano e Bra per le Yavanna.
Ci sono anche degli inviati: Laura, Brenda e Daniele, pralinati nella folla che incita i propri beniamini.
Daniele, Brenda e Laura spiccano per carisma e presenza scenica. Sono utili quasi come tre sassi dipinti di marrone posati sulla cima del Resegone in una note di nebbia, e un po’ meno di tre brugole dodecagonali in ceramica infilate in una rotoballa di fieno.
Dopo averla tirata in un lungo oltre il limite strutturale della mia schiena, inizia la gara.
Apre Giuliano, con: Caruso di Lucio Dalla. Sugli schermi c’è un video con il mare. Mavà? Non l’avrei mai detto. Poi arriva anche Lucio Dalla in persona, accompagnato da quel dolcissimo animaletto che vive sulla sua testa. Il duo trasforma la parte: tevoglibeneassai mattanto ttanto bene saai in una gara di acuti all’ultimo sangue. Il gioco al rialzo è serrato, alla fine vince Dalla, che con un ultimo guizzo vocale arriva a una nota percepibile soltanto dai pipistrelli.
E’ il momento delle Yavanna, con: Come Mai. Sono vestite in stile Moulin Rouge, in una scenografia molto anni ’80, una migrazione di massa di unicorni ad aerografo. Ecco che arriva Max Pezzali. Il tutto diventa decisamente surreale, ma nel complesso piacevole. Da tempo ho deciso che a Max ci voglio bene. Non ho capito il perché, ma ci voglio bene. Affronterò questa cosa in analisi.
La manche di duetti la chiude Marco, con Alex Britti. Cantano: Oggi Sono Io, suonato dal vivo da Britti. Voce e chitarra e basta. Al di là del pezzo, Britti o non Britti, quel che ti pare…
Quella canzone è il miglior momento di musica dal vivo in televisione dopo l’unplugged dei Nirvana a Mtv. Punto. Dimostra le capacità alchemiche di Marco che riesce a trasformare in oro anche le materie meno nobili, comprese quelle anfibie.
Ci si collega con la sala stampa, dove sono stati riuniti tutti i giornalisti musicali italici. Sorvolo, che mi danno l’idea di essere gente incazzosa. Però..
Però faccio la conoscenza di Luca Dondoni. E penso intensamente a Lovecraft.
Al di là dei mondi, vaghi fantasmi di cose mostruose, indistinte colonne di templi blasfemi che poggiano su massi senza nome al di sotto dello spazio e raggiungono vuoti vertiginosi sopra le sfere della luce e della tenebra. E su tutto, in questo ripugnante cimitero dell’universo, si ode un sordo e pazzesco rullo di tamburi, un sottile e monotono lamento di flauti blasfemi che giungono da stanze inconcepibili, senza luce, al di là del tempo; la detestabile cacofonia al cui ritmo danzano lenti, goffi e assurdi i giganteschi, tenebrosi ultimi dèi. Le cieche, mute, stolide abominazioni la cui anima è Nyrlathotep.
Ospite internazionale, spero Cthulhu, ma invece è Mezzo Dollaro, accompagnato da tre suoi amici.. Non si capisce un cazzo, credo sia colpa dei microfoni, il tecnico, impegnato a schivare i proiettili vaganti, fa casino con i volumi.
50 Cent, che nell’ottica Facchinettiana 50 è il nome, Cent è il cognome, verrà chiamato Fifty per tutta la sera.
Spicciolo rimane come giudice aggiunto.
Si siede vicino a Zia Mara che ne apprezza le pagnotte d’ebano. (Corretto in seguito alla segnalazione della mia editor.)
La gara ricomincia con le Yavanna, impegnate con Zombie dei Cranberries. Vicino a loro dei soldati in marcia sul tapis roulant, poi la velocità aumenta, e quei due eroi corrono per mezz’ora.
Le Yavanna si spogliano mentre cantano, ma a parer mio e di molti altri, si fermano un po’ troppo presto. Tre Quarti di Tallero sottoscrive.
Dopo la performance, si prende un ascensore minerario e si arriva sul fondo del fondo nel fondo del più profondo sprofondo. Un siparietto comico con una parodia delle Yavanna, fatta da non ho capito chi. Con tanto di risate registrate. Necessarie. Altrimenti la clip era indistinguibile da uno spot sulla liberalizzazione dell’ente nazionale per l’idiozia.
Sei Decimi di Fiorino è allibito.
Tocca a Marco, con Amore Assurdo di Morgan in person. Va tutto bene fino a quando la ballerina non inizia a versarsi addosso il vino. A quel punto io e Tieni il Resto perdiamo ogni contatto con la realtà.
Altra parentesi, altra clip con Fiorello e i tre finalisti che sono andati a trovarlo in teatro. Regolamentato da un preciso disegno di legge, Fiorello deve stare simpatico per forza a tutti. Non c’è scampo, anche lui è imbrigliato da questo codice normativo. Deve essere brillante e simpaticissimo anche quando l’unica cosa che vorrebbe fare è chiudersi in casa con una scodella di pop corn e piangere guardando “Gli anni dei ricordi”, strizzandosi il naso davanti a quel cazzo di circolo della trapunta.
E’ il momento di Giuliano, canta Bella Senz’anima. Nessuno lo direbbe, ma dall’inizio della puntata si è già fatto la barba sei volte, l’ultima delle quali usando una katana Hattori Hanzō. Giuliano è molto convinto e convincente. Grande energia. Dall’alto calano la mia ballerina preferita. Appena scopro come si chiama non le chiedo l’amicizia su Facebook, le chiedo direttamente la venerazione.
Anche Moneta per il Carrello rimane molto colpito dalla performance.
Il tempo vola, e per Offerta Libera è arrivato il momento di andare via. Al suo posto arriva mezzo cast di X Factor presente e passato, con Lorella Cuccarini, protagonisti del Miusicall di Tommassini. La Cuccarini e Tommassini rimangono come giudici per la manche con gli inediti, e diranno le loro cosine.
Apre Marco, e al secondo ascolto il suo inedito, forse, forse forse forse, è abbastanza digeribile. Se fai finta di chiamarti Beent Rasmaundervagaunter, di essere un lappone e di non capire le parole.
Dato che, tra il pubblico a casa, non si sono ancora registrati episodi di autocombustione, la tirano in lunghissimo sprezzanti del pericolo.
Danno la parola a Carlo Pastore.
Ultimo metodo per divertirsi con Carlo Pastore.
Salve! Sono l’ansia da prestazione di Diego Cajelli. Dato che questo è l’ultimo metodo per divertirsi con Carlo Pastore, sono qui per dirvi che Diego è bloccato su questa parte da circa sei ore. Ha scritto tutto quello che viene dopo, e ora sta pensando intensamente con le dita nel naso.
Ha valutato diversi sistemi, da Antonio Inoki e la Monster Lippa, dal pianeta Arrakis alle tane dei Morlok, non disdegnando i cimiteri degli animali e cartelli da indossare ad Harlem rimanendo in mutande.
A questo punto, visto che Diego è nel panico, sono le undici del mattino, prendo io il controllo della situazione e decreto che l’ultimo metodo per divertirsi con Carlo Pastore, secondo i complessi calcoli elaborati dal computer Pensiero Profondo, è: 42.
Tocca Giuliano, hanno caricato dei vestiti a caso in un bazooka e poi gli hanno sparato addosso il vestiario.
Il suo pezzo, ancora, non mi dispiace. Non è il mio genere, ma vabbè. Fondamentale la presenza di Lei che cammina e balla.
Mara si commuove sulla clip a lei dedicata. Zia Mara la vorrei invitare al pranzone di natale.
Arrivano le Yavanna. Tope. Accompagnate da ballerini di flamenco strafatti di Ritalin. Il loro pezzo, di nuovo, mi da le stesse emozioni di uno spot per una crema antirughe all’acido ianuronico.
E’ tardissimo. Sono mummificato nel sarcofago del mio divano. Anelo a una conclusione rapida, invece, torna Lucio Dalla.
Lucio canta una canzone nuova, vagamente in playback. Occhei. Ho grande rispetto per Dalla, però basta. Non è che magari le cose importanti che aveva da dire le ha già dette?
Mi viene voglia di stracotto d’asino con la polenta. Vado a cucinarlo. Dopo sei ore, quando torno davanti alla tivvù, è il momento di sapere chi è il terzo classificato.
Il pubblico da casa decide che le Yavanna arrivano terze. Probabilmente lo sapeva anche Beent Rasmaundervagaunter.
Penso sia finita, invece no. Ore 0.16, arriva Gianna Nannini.
La cara Gianna. Non si sa più come vestirsi, con l’euro ci hanno fregato, non si trovano più le patate giuste per fare il purè e la Gianna è una rocker. Perché? Perché così diciamo tutti.
Arranco, esausto verso il finale. Giuliano e Marco si sfideranno in due manche. Un giro con i medley dei loro pezzi migliori e un giro solo vocale.
Alle 0.31 Claudia Mori perde l’uso dei congiuntivi, ma la perdono. Io ho perso l’uso dei miei muscoli involontari e per mantenermi in vita devo usare le tecniche ninja che mi ha insegnato Naruto.
Mi ritrovo quindi con le dita delle mani avvinghiate e in un blando stato confusionale. Cerco di slacciare i pollici dagli anulari, quando alle 0.46 annunciano la chiusura del televoto.
Gli serve un po’ di tempo per elaborare i dati. Seimila contabili della mafia cinese, con i loro pallottolieri iniziano a fare i conti. I toni della regia si fanno drammatici, enfasi sull’attesa, le piazze sono in fermento, gli inviati danno fondo a tutte le loro risorse e quindi implodono su loro stessi.
E’ il momento. La busta si apre.
Valentino Rossi vince anche la terza edizione di X Factor, felice taglia il traguardo impennando.
Tanto lo sapevi già che vinceva Marco. E se lo merita.
Terza vittoria consecutiva per Morgan.
E adesso?
Adesso lampi, fuoco, Frecce Tricolori, scintille, Royal Rumble, coriandoli, giubilo e delirio, feste. Torna la Clerici che si porta Marco a Sanremo, il contratto, casino, abbracci, baci, lacrime.
Ore 0.57. Fine dell’ultima puntata di X Factor.
Fine per me di questa avventura settimanale, dalla quale ho imparato che è meglio subito il momento secondo effetto andando muflone simpatizzando della retta via sulla collina poi rotea conclusioni gargantuesche senza retorica.

Tutte le altre puntate sono qui.

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