X Factor 3 – nona puntata –

 

Alle 21.02, nell’isteria, tra i botti e i caratteristici lampi di energia quantica, Facchinetti esplode, disseminandosi da tutte le parti. La sua testa rotola sul pavimento del mio salotto e va avanti a parlare. Mi dice che San Remo è una figata, bella di padella, ciao zio.
San Remo?
Sto male. Anzi: Zto Bale. Sono tutto intasato, ho il fiato corto, la tosse, forse la febbre, gli occhi a zampogna, e non riesco nemmeno a fumare. Che cazzo fate voi che non fumate? Avete un sacco di tempo di libero. E dopo il caffè? Che cosa fate voi che non fumate dopo il caffè?
Ho preso delle medicine. Parecchie. Me le ha date un amico che lavora in un laboratorio segreto di una nota multinazionale elvetica. Mi ha detto che sono un po’ forti. Cureranno il mio raffreddore ma non potranno aiutarmi in alcun modo a mettere le virgole nei posti giusti o a scrivere in modo corretto i titoli delle canzoni. Facchinetti ricompone il suo corpo come in quel film con Chuck Norris che ho visto solo io e mi dice che sarà una gara con una sola eliminazione, manche unica, con ingresso di uno nuovo. Ma prima: arrivano i BSOD!
Zto Bale. Sono tutto intasato, ho le orecchie tappate, infatti non sento il testo della canzone. Però mi piace sulla fiducia. Ricevono il disco d’oro per L’Amor Carnale. Bene. Occhei. I BSOD rimangono per tutta la puntata come ospiti muti.
E io Zto Bale. Forse sono le medicine, forse è la febbre, mi appisolo per un momento. Quando riapro gli occhi, Facchinetti sta parlando con un Pokemon di un metro e ottanta, strizzato a forza dentro un abito rosso. Oppure è un abito rosso vivente che ha ingoiato un Pokemon di un metro e ottanta, biondo, che si muove ondeggiando i quarti posteriori. Guardo bene. E’ Valeria Marini.
Ah, già. La puntata è dedicata a San Remo.
Forse ho capito che cosa fanno quelli che non fumano. Guardano San Remo. Io, siccome sono un tabagista estremo, non ho mai visto una puntata del festivalle in vita mia. E me ne bullo un pochino. (Festivalle l’ho scritto sbagliato apposta, eh… Che qui è pieno di correttori di bozze e non si può mica abbassare la guardia.)
Inizia la gara. Apre Silver con Non sarà un’avventura. A me Silverino piace, e poi ci sono gli hippie, che non guastano mai. La performance è onestamente al minimo sindacale, ma per la CGIL CISL e UIL va bene.
L’adorabile Marini è seduta tra i giudici. Il suo tentativo di mettere assieme un paio di concetti le fa perdere quattro Kg per lo sforzo.
Parentesi su quanto è bello il festivalle. Tutti che ricordano le loro esperienze Sanremesi. Viene evocato Pippobbaudo, i fiori, la scalinata del terrore, l’hotel Ariston, Mango, la Vanonissima, i Bluvertigo, Facchinetti a torso nudo modello hooligan che stupra il buon gusto, la successiva esibizione riparatoria a fianco di suo padre, con il vestito della domenica e le ugole esagitate.
Ah, che bei momenti. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come caccole spiaccicate sotto un banco.
Tocca a Giuliano, che canta L’Immensità, stando dentro una copertina di Invisibles di Grant Morrison. Il pezzo, già cantato da Noemi nella scorsa edizione, è per me la hit di Straziami ma di Baci Saziami.
Arrivano le Yavanna, con Vacanze Romane in una versione tangosa e remixata. Non sono nude, per cui posso appisolarmi. Però hanno deciso di mostrare al pubblico i loro molteplici talenti. Una suona il violino, l’altra il piano, l’altra ancora balla il tango. Brave, eh… Però Zto Bale e mi appisolo.
Di sicuro è colpa delle medicine sperimentali per cui sto facendo da cavia, però sono quasi sicuro che in questo momento a XFactor/Sanremo ci siano dei Loompa Loompa femmine. Cazzo, non li avevo mai visti. I Loompa Loompa femmine, scappate dalla Fabbrica di Cioccolato di Willy Wonka, ballano assieme a Chiara che canta Le Mille Bolle Blu. Tommassini, in seguito a questa messa in scena è stato arrestato e portato in un carcere segreto della CIA. Una follia, con tanto di conclusione con Chiara appesa per aria.
E’ turno del ventilatore. Mettiamolo a velocità tre che deve cantare Sofia. La rocker più tosta del suo condominio canta: Nessuno mi può giudicare per la gioia di grandi e piccini.
Cristina D’Avena in confronto, è l’empia sposa satanica di Marilyn Manson.
Chiude la gara Marco, con Almeno tu nell’universo. Resisto fino a quando inizia a salire le scale. Poi basta. Mi viene il magone, dato che non mi vede nessuno, mi commuovo fino in fondo, con tanto di sospirone finale. Gli effetti collaterali delle medicine non c’entrano. E’ proprio Marco che è bravissssimo.
La si tira per le lunghe con un bel medley sanremerse, il giudizio dei BSOD, dei misteriosi zuccherini e delle misteriose caramelline, e poi una che cantava tanto tempo fa e adesso che ha finito i soldi torna. Ma sto dormendo, la sento in lontananza, la Imbruglia. Chi? La Imbruglia. Ah, vabbè.
Si chiude il televoto. Allo scontro finale andranno Chiara e Sofia.
Sofia ormai è abituata. Infatti per lo scontro finale ha stretto un accordo con Il Paradiso della Pala, un negozio di ventilatori sulla vigevanese, che sponsorizza la parte cantata a cappella. Chiara un po’ meno. Ma sotto sotto lei lo sa che è colpa di una delle messe in scena più deliranti di tutti i tempi.
Attacca il ventilatore che Sofia deve cantare. Qualcuno può dirle che fare il uàn tù trì quando si canta con una base e non con un gruppo è molto pericoloso? No, perché al limite il gruppo segue te, ma la base no. Per cui ti è andata solo di culo se il tipo ha schiacciato il tastino Play a tempo con il tuo uàntùtrì. A cappella però mi piace.
Cantano le loro robe. Io ormai sono un essere rantolante e fischiante, che vive circondato da fazzoletti di carta che saltellano qua e là come piccoli Vombati.
Morgan manda a casa Sofia. Dopo averle detto che comunque la stima.
Claudia Mori manda a casa Chiara. Dopo averle detto che comunque la stima.
Mara Maionchi, dopo un discorso che Facchinetti non capisce fa quello che deve fare e manda a casa Sofia.
Per fare un discorso non comprensibile per Facchinetti, basta mandargli una cartolina dal mare.
L’Imbruglia viene messa tra i giudici. Anche lei si chiede il perché.
Comunque sia, visto che siamo alla nona puntata e dobbiamo tirare fino alla tredicesima, lo sai anche tu che cosa serve adesso. Serve un po’ di carne da macello. Un agnello sacrificale. Qualcuno di nuovo. Un paio di sagome di cartone. Ed eccole qua.
Morgan propone Angelo. Rigido come un pezzo di compensato, canta the show must go one. Mah…
La Mori propone Paola. Che canta un pezzo di Bjork. Come tutti i pezzi di Bjork mi mette addosso un’ansia tremenda che confina nel terrore assoluto.
La Maionchi propone gli Spencer WIFI. In pratica una boy band all’amatriciana, Si sparano pose e mossette. Forse hanno dei tastini sulla schiena e le pile non so dove. Tipo i pupazzi che vendono gli abusivi sui lenzuoli.
Fatto sta che a nessuno frega del mio terrore.
Il pubblico da casa decide che sarà Paola a fare l’agnello sacrificale per la prossima puntata di X Factor.
A meno che non canti nuda assieme alle Yavanna.
Sto per schiantarmi a terra felice, ebbro dei miei virus, quando mi rendo conto che manca qualcosa. Tipo quando parti per le vacanze e all’altezza di Cantagallo Ovest ti rendi conto che hai dimenticato la nonna in cantina. Che cosa manca? Che cosa manca? Cazzo!
Non c’era Carlo Pastore! Forse qualcuno si stava divertendo con lui.
Mi dispiace.
Ore 00-17, fine della nona puntata di X Factor.

Le altre puntate sono qui.
Ringrazio Leo per l’aiuto prezioso.
Ringrazio il termometro che mi dice qualcosa in una lingua sconosciuta.

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