X Factor, dodicesima puntata.

 

Ore 21 e 03. Con un’esplosione atomica, un ledis&gentelmen dall’accento brianzolo, luci, razzi, la Ventura con una benda da regina dei pirati fetish, zia Mara truccata benissimo e Morgan con una giacca che grida se esposta alla luce del sole, inizia la nuova puntata di X Factor.
Facchinetti va di fretta. Introduce subito subito il primo ospite della serata.
J-Ax, che canta: “I vecchietti fanno ooh”.
Suona il mio telefono. E’ uno che ha sbagliato numero, si chiama Gianni e cerca il Loris. Convinco il Gianni a rimanere comunque al telefono con me per il tempo necessario. Parliamo del più e del meno, più che altro del Loris che deve passare a prenderlo con la Punto per andare a Ravenna. Quando capisco che J-Ax ha finito, saluto il Gianni. Forse dovevo prolungare un po’ di più la telefonata. C’è Enrico Ruggeri.
Ruggeri, lo sanno tutti, parla in quel modo strano perché ha nella bocca le tasche guanciali come i criceti. Farà da quarto giudice per tutta la prima manche. Pazienza mi dico. Poteva andare peggio, poteva fare un crossover con Il Bivio condannandoci tutti a morte certa per noia.
Il primo a esibirsi è Daniele, con “I Say a Little Prayer” di Burt Bacharach. Lo hanno vestito come Alberto Sordi nei panni di Nando Meliconi “Santi Byron” in: “Un americano a Roma”, cliccare per credere.
Fatto sta che massacra il pezzo a colpi vocali allungate, gorgheggi, mossette, rutti fonetici, ululati e pigolii da pulcino esagitato. L’orrida base da incubo in discoteca di provincia non l’aiuta per niente.
L’esecuzione leziosissima viene notata nella sua leziosità. Enrico Ruggeri dice qualcosa, mentre srotola dalla guancia un metro e venti di spago.
E’ il momento di Noemi. Canta “What’s love” di Tina Turner. Accanto a lei un ninja che trascina due ballerini che litigano con una fettucciona di tessuto bianco.
Il problema di Noemi è che sta assolutamente inventando l’inglese del testo.
Ho preso nota, canta questo: Oh uats lov gotto du uit, uats love bat a secon end emooscioo uats lov gotto du iii gotto duiii uidit.
Ma la perdonano. Anche Ruggeri, mentre le fa vedere l’uovo di struzzo che teneva nascosto nella guancia sinistra.
Tocca ai BSOD, con addirittura “I wanna be sedated” dei Ramones. Preceduti da un video in cui si vede Gaudi con in testa un secchio peloso, e da zia Mara che introduce il pezzo parlando dei Ramones per la prima volta il vita sua.
I BSOD hanno fatto un gran lavoro. Dalle prime puntate hanno lavorato sulle armonie e sugli arrangiamenti vocali. Sono cresciuti tantissimo e il pezzo va alla grande.
Sono tutti contenti. Anche Ruggeri che si ricorda quando era Punk. Ha ancora un giubbotto di pelle sotto la lingua.
E’ il turno di Matteo, con “Per un amico in più” di Cocciante. Il pezzo lo avrà anche scritto Mogol, ma posso dire che anche Michelangelo ha fatto le sue cappelle?
La canzone non la conoscevo, mi sembra adattissima come canzone da attesa telefonica quando chiami il Centro Italiano Ascolto del Disagio e trovi occupato.
Lui è bravo, eh… Ma il pezzo è tremendo.
Per Ruggeri il testo è un po’ retorico, e lo dice mentre estrae un posacenere in alabastro dalla guancia destra. Gli dava fastidio.
La puntata, per ora, è velocissima. Tocca già a Jury. Ultimo cantante della prima manche.
Propone: “Amore bello” di Baglioni. La Ventura dimostra tutta la sua spettacolare intelligenza sostenendo che questa canzonetta di Baglioni e il pezzo della settimana scorsa di Fossati hanno lo stesso grado di difficoltà per un cantante ventenne.
Vabbè. Jury affronta ‘sta roba, affiancato da dei ballerini alieni che ballano dentro delle sfere di gomma trasparente.
Non se la cava male, anche se il cantare in italiano non è proprio il suo forte.
Poi Ruggeri starnuta e semina mattoni per tutto lo studio. Li raccoglie, se li infila di nuovo in bocca, saluta tutti e se ne và.
Secondo il televoto, al ballottaggio finale andrà Noemi. Tutte le maestre di inglese hanno votato contro di lei.
Alle 22.47 Facchinetti si collega con Savino. Per una decina di minuti, grazie al collegamento con Scorie, Cthulhu ha altre ottocento buone ragione per manifestarsi nella nostra dimensione seminando inarrestabile morte e irrefrenabile distruzione.
Poi arriva Pino Daniele che canta in playback con J-Ax. In due mi gonfiano le palle tipo canotto e ci saltano sopra. Resisto. Dura poco, mi dico. Magari mi abituo, mi dico. Invoco pietà. Non la ottengo.
Questa canzonetta sul sole, che ripete ossessivamente le stesse cose, è come se mi infilasse due ganci nel petto e mi appendesse al soffitto, come Richard Harris in “Un uomo chiamato cavallo”.
Vedo anche Manitu. E’ incazzato perché non trova più il Grande Bisonte. Gli dico: Prova a chiedere a Enrico Ruggeri, magari lo ha lui in bocca da qualche parte.
Prima di avere altre visioni, lo strazio delle mie carni finisce.
Nella seconda manche, i cantanti saranno accompagnati da una band e non dalle solite basi. Vedremo chi verrà aiutato dall’Unplugged.
Inizia Matteo, con “I Fly for you” degli Spandau Ballet. Sarà che sono un ex paninaro, sarà che l’arrangiamento è eccezionale, ma mi vengono i brividi e i lucciconi. Giuro.
Miglior performance in assoluto di Matteo. Farò il mio dovere su ITunes. E’ stato favoloso, di grande classe e molto, molto intenso.
Arriva Juri. Propone “Sunny” di Bobby Hebb. Strano, pensavo che Jury avesse più presenza scenica di fianco a una band. Non mi convince molto. Credo sia colpa del pezzo.
E’ il turno dei BSOD con “Sono Bugiardo”. Hanno lavorato ancora sulle armonie, e l’arrangiamento non elettrico esalta ancora di più l’amalgama delle voci.
C’è un unico problema. Qualcuno dovrebbe dire al regista che durante un assolo non serve a un cazzo inquadrare la chitarra ritmica. Se combinano uno scherzo del genere a uno come Yngwie Malmsteen, poi mi rimane in terapia un paio di mesi.
Chiude la seconda manche Daniele, con “On Broadway” di George Benson.
Caso umano. Doveva cantare un pezzo di Pino Daniele, ma poi la Ventura ha cambiato idea.
Teoricamente, questo cambio dell’ultimo minuto dovrebbe giustificare lui che esce vestito in modo imbarazzante con addosso una maglietta orrenda su cui si legge: I Love Svisare.
Il pezzo è inascoltabile. E’ il festival del vocalizzo da gargarismo puro.
Non piace. E lui si inacidisce. Seccatissimo. Stizzito. Ad un passo da una crisetta isterichetta.
E’ senza occhiali, perché anche la sua montatura nera non lo sopporta più.
Prima di sapere chi andrà allo scontro finale, è il momento dell’ultimo ospite: Malika Ayane, che aveva tirato il pacco l’altra volta. Finalmente vedrò Malika Ayane!
Arriva una, che agita le manine come Petauri impazziti.
Improvvisamente, avverto l’esigenza di pulire accuratamente il mio frigo, e di riporre i cibi in esso contenuti in rigoroso ordine di scadenza.
E’ il momento di sapere chi andrà allo scontro finale con Noemi.
A sorpresa, la sfida finale sarà Jury contro Noemi.
Nessuno dei due merita di andare a casa. Tutti gli esseri viventi dotati di buon gusto, sanno che al posto di Jury dovrebbe esserci Daniele.
Lei canta “Altrove” di Morgan e “Ain’t no sunshine” a cappella.
Lui “Beautiful” in italiano e non ho capito che cosa di James Morrison a cappella.
Fanno i loro appelli, in video si ripercorre la loro storia ad X Factor.
Poi si va ai voti.
La Ventura elimina Noemi.
Morgan elimina Jury.
E’ tutto nelle mani di Mara Maionchi che alle 0.28 dice: “Bella rottura di balle”.
Lei è disperata. Se potesse voterebbe Daniele. Ma non può.
Sorpresa. Elimina Noemi.
Jury rimane in gara, con grande delusione e incazzamento da parte di Morgan.
Fine della dodicesima puntata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *