X Factor, quarta puntata.

 

Per contrastare gli ascolti del Grande Fratello, questa puntata di X Factor inizia in modo pirotecnico e scoppiettante con Fiorella Mannoia. Seguendo questa logica, la prossima puntata verrà introdotta da una video lezione di Teoria dei Materiali direttamente dal Politecnico di Milano.
Poche menate e si inizia al volo, verso le 21.15. Penso sia meglio, ma alla lunga capisco che mi sbaglio.
Le sessantadue ore di polemica iniziale servono ai tre giudici per sfogarsi, infatti, privati di quel momento, i nostri tre saranno piuttosto nervosetti per tutta la puntata.
La gara ha inizio, e le prime a salire sul palco sono le S.O.S. con “This Love” dei Maroon Five.
Nel mio salotto si materializzano venti giapponesi ubriachi al Karaoke che applaudono, e mi trascinano con il loro entusiasmo. Uno mi dice:
– Perché quella è vestita come Mario?
– Mario chi?
– Mario di Mario Bros!
– E’ un omaggio alla Nintendo, credo.
Tocca a Daniele con “Tutto quello che è un uomo” di Sergio Cammariere. Dato che non sono un intellettuale, e non ambisco a spaccarmi i maroni quando sento della musica, non ho mai seguito Cammariere. Fatto sta che Daniele, vestito come James Bond dopo una scorpacciata di panettoni dissuasori di sosta, canta. Canta e non si addormenta russando sul microfono come l’originale.
Il pezzo mi piace abbastanza.
Dopo l’esibizione, inizia il documentario: “Francesco Facchinetti e i suoi congiuntivi”.
Diretto da David Attenborough. Introdotto da Piero Angela, è un lungo viaggio verso la speranza di azzeccarne uno prima o poi.
Esce Noemi e canta “Extraterrestre” di Finardi. Appollaiata su un mappamondo e finalmente priva del mood da figli dei fiori. Non capisco una fava di quello che dice sul parlato, e si dimentica le parole. Momento da dimenticare, a mio parere.
Nel frattempo, Zia Mara, la Ventura e Morgan sono sempre più incazzosi. La Ventura questa sera ha masticato le ortiche, bevuto puntine da disegno e si esprime solamente con modi di dire ed espressioni idiomatiche. Credo che le abbia usate tutte, tranne: Come una Lontra in edicola.
Tocca ai B.S.O.D., con “Rock The Casbah” dei Clash. I Bastard mi piacciono, però questa sera sbagliano di brutto. Anzi no. Non è vero che sbagliano, mettono in scena quello che è diventato oggi il punk. Ovvero, dei ragazzini che prendono a martellate delle macchinine a pedali.
Tocca ad Andrea, la new entry della settimana scorsa.
Andrea porta un pezzo di Paolo Conte, “Via con me”.
Dato che ho ammesso subito di non essere un intellettuale, non ho obblighi morali e di immagine verso Paolo Conte, non sono costretto a dire che mi piace per fare bella figura, giusto?
Per cui posso dire che l’arrangiamento e la versione proposta da Andrea mi è piaciuta un sacco.
La Ventura arriva con una settimana di ritardo e scopre che Andrea ha dei punti di contatto con Camerini. Tutti però, distratti dalle faccette e dalle mosse del suddetto, non notano una cosa fondamentale: Andrea ha cantato. Ha cantato su un pezzo in cui di solito non si canta, ma si parlotta con aria compiaciuta.
Da tutto questo, ne scaturisce un caso nazionale, con mezz’ora di menata su Andrea, durante la quale scopro che Andrea è amico di Valeria. Dopo le scrivo e mi faccio dire un po’ di gossip.
Facciamola breve, al ballottaggio vanno le S.O.S.
I giapponesi ubriachi non ne sono affatto contenti.
La seconda manche viene aperta da Ambra Marie con “Call me” di Debbie Harry.
Sembra più sicura di sé e spara. Alle sue spalle c’è una lap dancer che a momenti scardina il palo, ma il pezzo si conclude senza incidenti.
E’ il turno di Enrico, con “Ordinary World” dei Duran Duran.
Grazie al cielo, non è un arrangiamento swing. Tommasetti propone una scenografia in stile quadro di Goya con una tizia morta in una vasca da bagno.
A Mara non piace il gusto del macabro.
Tommasetti prende nota, e lunedì prossimo Enrico canterà all’interno di una performance di Hermann Nitsch con capretti sgozzati e secchiate di sangue sul pubblico.
Secondo me Enrico si incasina di brutto nel finale, ma va bene così. Questo omone mansueto mi trasmette qualcosa.
Arrivano i Fajitas, alla fine ho deciso che sono dei gran bravi ragazzi, sono simpatici. Non è colpa loro se cantano come dei gatti investiti da un furgone che va alla sagra del Chimichurri.
Ho l’impressione che ci sia sempre del casino sulla scelta del pezzo da dare ai Fajitas. Io opterei per una scelta radicale, tipo i Control Machete o i Cypress Hill. Il problema è che zia Mara è ferma a Cachito di Nat King Cole e questo gruppo latino, con i pezzi che gli danno, è proprio da festival latinoamericano della provincia più profonda.
Tocca a Serena, con “In alto mare” di Loredana Bertè.
Serena canta vestita come un un’educanda in crociera sulla nave di Love Boat. Da un momento all’altro potrebbero uscire il Capitano Stubbing, il barista Isaac, Gopher e Viki la figlia del capitano.
Invece, calano dall’alto un agglomerato di alghe dell’adriatico, quelle da cui poi estraggono le Fave di Fuca. Ottenendo, tra l’alto, il medesimo effetto fisiologico.
Esce Matteo, con “Mille giorni di te e di me” di Baglioni. Mi dicono che non sia convinto del pezzo, canta strano, poi si riprende.
Tra lui e Morgan scatta una polemica feroce, con tanto di rimprovero, discussione, menata, richiami alla subordinazione e brutte parole. La cosa va avanti dietro le quinte. I filmati di quel confronto li puoi vedere sul sito della WWE, nella sezione Smackdown, dopo l’incontro tra Mark Henry e Undertaker.
Fatto sta, che dopo il collegamento obbligatorio con l’uomo che ci deve essere simpatico per decreto, arriva l’esito del televoto.
Al ballottaggio finale vanno le S.O.S. e Serena.
Le S.O.S. propongono “Emotion” delle Destiny’s Child, e a me viene sonno.
Serena, canta nuovamente “Georgia on my mind”, scalza.
A cappella le S.O.S cantano “ Di sole e d’azzurro” di Giorgia, non conosco il pezzo, ma mi ricorda la sigla delle Fiabe Sonore.
Serena invece, canta “Tristezza” della Vanoni, in italobrasilianomarchigano.
Mara elimina Serena.
La Ventura elimina le S.O.S.
E’ tutto nelle mani di Morgan. Che è un po’ come dire:
– A che ora torni stasera, tesoro?
– Siamo troppo legati alla convenzione temporale, il tempo che scorre, il minuto che passa e il mondo che gira, i fusi orari sono spicchi, nell’arancia Greenwich che tu sbucci e il profumo degli agrumi mi ricorda del tempo che passa, che non ti so dire, non so come azzardare, il momento giusto per tornare, è una pagina da scrivere nel diario delle ore di orologi a cucù tristi, che ripetono meccaniche neutrali senza fine e senza mare.
(Poi arriva anche Andy con la tastiera.)
Dopo una riflessione di tre quarti d’ora, Morgan, a sorpresa, elimina Serena.
Rimangono le S.O.S.
Fine della quarta puntata.

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