Internet e decreti legge.

Di tutta la questione D’Alia, delle sue proposte, e dell’imbarazzante intervista sull’Espresso, in giro se ne è discusso parecchio.
A me tocca parlare della Carlucci.
Scopro che la Carlucci, la risposta vivente ad una domanda che nessuno ha fatto, sta preparando (o ha preparato) un progetto di legge composto dai seguenti punti:

1. E’ fatto divieto di effettuare o agevolare l’immissione nella rete di contenuti in qualsiasi forma (testuale, sonora, audiovisiva e informatica, ivi comprese le banche dati) in maniera anonima.

2. I soggetti che, anche in concorso con altri operatori non presenti sul territorio italiano, ovvero non identificati o indentificabilì, rendano possibili i comportamenti di cui al comma 1. sono da ritenersi responsabili – in solido con coloro che hanno effettuato le pubblicazioni anonime – di ogni e qualsiasi reato, danno o violazione amministrativa cagionati ai danni di terzi o dello Stato.

3. Per quanto riguarda i reati dì diffamazione si applicano, senza alcuna eccezione, tutte le norme relative alla Stampa. Qualora insormontabili problemi tecnici rendano impossibile l’applicazione di determinate misure, in particolare relativamente al diritto di replica, il Comitato per la tutela della legalità nella rete Internet (di cui al successivo articolo 3 della presente legge) potrà essere incaricato dalla Magistratura competente di valutare caso per caso quali misure possano essere attuate per dare comunque attuazione a quanto previsto dalle norme vigenti.

4. In relazione alle violazioni concernenti norme a tutela del Diritto d’Autore, dei Diritti Connessi e dei Sistemi ad Accesso Condizionato si applicano, senza alcuna eccezione le norme previste dalla Legge 633/41 e successive modificazioni.

Ora, per quanto possano essere fastidiosi (in quanto privi di attributi) gli anonimi che ogni tanto defecano qua e la, in tutti gli altri casi un nickname è parte integrante del mezzo che stiamo usando in questo momento.
E poi, nella vita reale, io mica giro per strada con tatuato sulla fronte il mio nome e il mio cognome, e le mie generalità, sono obbligato a fornirle unicamente a un pubblico ufficiale.
Negli ultimi giorni, di fronte a questo “lavoro” che il nostro governo sta facendo (o sta cercando di fare) contro la Rete, tutti stanno gridando al regime, urlando Cina! Cina! Birmania! Birmania!
Secondo me, la questione è più triste e più pericolosa.
Non è una questione ideologica.
Non c’entrano rinascite democratiche e regimi dispotici.
La gente che ci governa non ragiona in modo ideologico/politico.
Racconta barzellette, chiagne e fotte.
E’ questione di soldi, amico.
Sono gli investimenti pubblicitari che spariscono dalle reti televisive e si spostano su Internet.
Ecco perchè hanno tanta paura, e stanno inanellando una serie di cazzate nucleari.

 

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