X Factor terza puntata.

 

Accendo la tele e ci trovo Seal che canta, Gaudi in kilt, la Maionchi in fregola, Morgan con una cassa di Red Bull sotto il banco, Stefano Magnanensi che fa le stesse smorfie di Lex Luthor, Francesco che parla inglese come Totò e la Ventura agitata.
Non posso cambiare canale.
Aprono con una lunga polemica sull’incredibile eliminazione di Elisa nella puntata precedente.
Il tribunale internazionale dell’Aja ha decretato all’unanimità che è tutta colpa della Ventura e che i casi sono due: E’ una sua strategia, oppure ha i petardi nel cervello.
Dato che Rai 2 è un franchising della Ventura, la sua autodifesa è un monologo di sei ore.
Ne esco stremato.
Alla fine, vince Simona ai supplementari con uno splendido gol di Incoerenza battuto al limite dell’area.
Che palle, dice zia Mara. E ha ragione.
Finalmente, dopo colpi bassi, menate e territorial pissing, cominciano a cantare.
Inizia Ambra Marie, con “Ti Sento” dei Matia Bazar.
No, perché lei andava bene così, e non volevano cambiare niente.
Ambra Marie canta tra due materassi, e ho paura che da un momento all’altro esca fuori Giorgio Mastrota.
Non è il pezzo per lei. E’ come sei i Kiss cantassero: “Il Ballo di Simone”, ma lei lo esegue comunque e con buona volontà.
Poi tocca a Noemi, con “Somebody To Love” dei Jefferson Airplane.
Secondo me è poco incisivo, ma a Forrest, al Tenente Dan e a Bubba piace moltissimo, televotano anche loro e Noemi passa il turno.
E’ il momento dei Farias.
Questa volta potrebbero cantare: “Mueve la colita mamita rica” o: “El Ritmo Vuelta”, con alle spalle il balletto con tutti gli animatori del villaggio, invece optano per “La donna cannone” di De Gregori. Il tutto in una scenografia circense, con tanto di contorsionista.
Io non voglio essere cattivo con i Farias, però ci metto un po’ a capire che quei suoni sono le loro voci e non la sirena dell’ambulanza che porta Maradona in ospedale.
La canzone è così fastidiosa che più o meno a metà, si incastra anche la contorsionista. Verrà snodata più tardi da un fabbro, il conto lo paga Tommasetti.
Tocca a Serena, che canta “Chasing Pavements” di Adele.
Non conosco il pezzo originale, pare sia un pezzo di questa estate. Non lo conosco perché questa estate non sono andato dal dentista, e di conseguenza non ho ascoltato le canzoncine nella sala d’attesa. Perché quel pezzo è carta da parati, non è una canzone.
Scivola, senza sortire alcun effetto.
Mentre Serena canta, metto in ordine alfabetico le mie scarpe, e ho detto tutto.
Matteo Napo Orso Capo, si misura con “Starman” di David Bowie. Secondo me è sul pezzo e lo interpreta bene. Apprezzo anche l’ascella pelosa da rocker anni ’70 e quel look un po’ da Patrick Hernandez. Bravo Matteo.
E’ il momento di scoprire chi andrà al ballottaggio. Colpo di scena!
Il pubblico da casa decreta che ci andrà Ambra Marie.
Pezzo sbagliato. Ma vallo a spiegare alla Ventura che le scarpe con il tacco non sono la cosa che viene notata di più in un cantante.
Il grande Enrico apre la seconda manche.
E’ il mio favorito, ma inizio ad essere un pochino in tensione. Canta una versione swing di “Jump” dei Van Hallen, e ho l’impressione che lo stiano infilando nella corrente di Max Raabe, Michael Bublè e compagnia bella.
Temo che il riarrangiamento swingoso di una canzone famosa diventi, come per i due artisti citati sopra, il suo limite artistico.
E’ il turno di Giacomo, con “Bruci la Città” di Irene Grandi.
Non conosco il pezzo. So chi è Irene Grandi così come so che l’atmosfera di Urano è prevalentemente composta da idrogeno, e le due cose, nella mia vita, hanno più o meno la stessa importanza.
Tocca alle Sisters Of Soul. Premessa: Un mio amico mi ha detto che sono troppo cattivo con le S.O.S. Forse ha ragione, allora su di loro mi concedo solo due commenti.
Il primo lo faccio subito: Cantano “All around the world” di Lisa Stansfield, e la cosa che mi piace di più è il divano rotondo che gira.
Il secondo commento lo farò tra una decina di righe.
Tra i giudici, avverto una certa strategia nel commentare questa seconda manche. Li sento parlare, e vedo dei piccoli Rommel che muovono carroarmatini su tabellone del Risiko.
Daniele, canta “Closer” di Ne-Yo. Anche in questo caso, non conosco il pezzo originale, ma per tutta la durata dell’esibizione del Tenerone Batuffoloide, non ho l’impressione di vedere X Factor.
Mi sembra di guardare gli Mtv Music Awards. Daniele c’è, e c’è dibbrutto.
Chiudono i Bastards Sons of Dioniso, con una versione punk californiana/valsugana di “Ragazzo di Strada” dei Corvi. Il pezzo, arrangiato da loro, risparmia un bel po’ di lavoro a Gaudi, ed è molto meglio così. I Bastards prendono il vecchio classico e lo trasformano in una versione alla Weezer che causa valanghe sopra i 1000 metri. Tutta la valle voterà compatta.
E’ il momento di decidere chi andrà al ballottaggio finale scontrandosi con Ambra Marie.
Mi dispiace per lui, ma ci andrà Giacomo. Sono due cantanti della stessa categoria, come capitò alla Maionchi nella prima puntata.
Pausa. Si apre il collegamento con Savino. Qualcuno riesce a spiegarmi chi cazzo ha deciso che Nicola Savino ci deve essere simpatico per forza?
Siamo agli sgoccioli. Ambra Marie e Giacomo competono uno contro l’altra, uno dei due andrà a casa.
Ambra Marie canta “Roxanne”, in una versione con un po’ più di pompa rispetto all’originale e con gli anfibi ai piedi. Lei da sola, ha presenza, carisma e voce, in sostanza, tutto quello che non hanno le Sisters Of Soul in tre.
A cappella, sceglie “Hedonism” di Skunk Anansie.
Giacomo, spara: “Mente tutto scorre” dei Negramaro. I Negramaro e il loro successo, per me, sono parte dei misteri inspiegabili dell’Universo. Li metto assieme alla Pietra di Palenque, la telecinesi, il moto perpetuo e l’Ornitorinco. Per cui non mi pronuncio.
Segue: “Se io se lei” di Biagio Antonacci cantata a cappella.
Onestamente, gusti personali a parte, sono al ballottaggio i due che se lo meritavano di meno.
Io avrei mandato a casa Serena o i Farias, oppure Gaudi.
Mara elimina Giacomo.
Morgan elimina Giacomo.
Simona elimina i dinamismi psichici.
Giacomo, torna a casa, navigando su un fiume di lacrime. Ammetto che mi dispiace.
La commozione in televisione ha tempi misurati al millesimo di secondo. Giacomo viene portato fuori scena, the show must go on.
Deve entrare un nuovo artista, ne verrà proposto uno per categoria e il televoto deciderà quale dovrà entrare.
La Ventura gioca la carta di Iris. 16enne di origine albanese, con mamma e nonna tra il pubblico.
Perdonami, ma su Iris sarò serio.
Scegliere Iris è un azione irresponsabile. Proporla, portarla fin lì, con tutto il carico di speranza che scatena in lei e nella sua famiglia, dimostra tutto il cinismo di chi ragiona in modo catodico e non in modo umano.
Morgan, che con questa puntata ha guadagnato per me altri diecimila punti, cerca di spiegare che è molto problematico gestire una cantante così, sia per questioni di età che per questioni di storia.
La Ventura, imperterrita, continua a sostenere che la ragazza è forte e che ce la farà.
Dimostra tutto il suo carattere e la sua forza, piangendo come una fontana quando viene eliminata.
La Maionchi, propone I Retroscena, un gruppo vocale composto da due ragazzi e una ragazza.
Cantano “Sweet Dreams”, e cantano anche bene. Finalmente un gruppo, mi viene da dire.
Personalmente a me Lei piace parecchio, soprattutto perché ha un sacco di tette e mi ricorda il Borg 7 di 9 di Star Trek Voyager. (Mi correggo, mi ricorda il Borg Tette di 9 di Star Trek Voyager.)
Vengono eliminati anche loro.
Chi vince?
Andrea, il cantante proposto da Morgan.
Andrea è uno strano mix tra Camerini, Iggy Pop, i pupazzi a molla che saltano fuori dalle scatole, Ace Ventura e una bizzarra versione maschile cantautorale italiana di Nina Hagen.
Secondo me, e a questo punto anche secondo il pubblico a casa, potrebbe fare grandi cose.
Fine della terza puntata.

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