Due fumetti

Rughe
di: Paco Roca
Tunuè

12 euri e cinquanta.
Siccome sono un tamarro ignorante di periferia, aspettavo con ansia l’arrivo di alcune capsule spaziali immerse in una piscina in grado di far tornare sani e arzilli tutti i vecchietti del ricovero.
Ma di capsule spaziali non c’è traccia.
Siccome sono un tamarro ignorante di periferia, dico che Paco Roca gestisce in modo favoloso i passaggi da vignetta a vignetta. L’effetto straniante del flashback soggettivo, punto di forza della caratterizzazione interiore dei personaggi, è l’elemento emozionale che aspettavo da tempo.
Nello specifico, Roca racconta uno stato mentale usandone i sintomi in modo narrativo.
Un lavoro simile a quello fatto al cinema con Memento, ma su Rughe funziona decisamente meglio. E’ un vero e proprio sistema di composizione dello storytelling, che arriva dritto come un treno nella matrice costitutiva delle caratteristiche del media.
Non è montaggio, è modo, è modulo, diventa struttura.
Qualcuno dice che il fumetto è un linguaggio.
Se è di linguaggio che si parla, in questo volume ci sono un bel po’ di aggettivi nuovi.
Comunque sia, fazzoletti alla mano e buona lettura.

Interni
di: Ausonia
Double Shot

6 euri

L’unica critica negativa che mi sento di muovere ad Aus, è di carattere tecnico. Non so se è la mia copia o se sono i miei occhiali, ma la texture di sottofondo sulle tavole è un po’ troppo densa. Oppure è proprio la carta che è così. Fatto sta che non mi ha conciliato la lettura.
Ecco. Trattandosi di un fumetto di Ausonia, quella mia difficoltà era probabilmente un effetto voluto, e io ci ho fatto la mia solita figura da tamarro ignorante di periferia.
Da questo “Bugs Life kafkiano”, meta-fumettoso-meta-narrativo profondamente critico, potrebbe scaturire un interessante dibattito sulla figura del narratore e sull’industria stessa della narrazione.
Il mio punto di vista è il seguente: Un Albert Gruenwald “vero”, il suo equivalente mammifero, non sa di essere un Albert Gruenwald. I Gruenwald non hanno “sensi di colpa”, fanno quello che fanno e basta, nella convinzione assoluta di fare bene.
Faletti la notte dorme benissimo.
Ausonia racconta questo agitarsi di insetti attraverso il suo sguardo, ed è uno sguardo decisamente preromantico. E’ una storia sui sentimenti, sull’interiorizzazione costante del punto di vista, una storia dove il manoscritto Interni è considerato un capolavoro per dato di fatto. Siamo tutti sicuri che lo sia, è una sorta di dogma stürmer und dränger. La serie di John Strauss invece, negazione del culto del genio, ne è l’antitesi industrialista.
Questa centralità del sentimento sulla ragione, in termini sia positivi che negativi, unisce plot e personaggi, amalgamando azioni e reazioni. Ha ragione la signorina Sherwood quando dice: “Non possono smettere di pubblicare le avventure di John Strauss” .
Questo, credo, potrebbe essere il punto di partenza per gli sviluppi futuri.
Perché nella tremenda ottica del nemico antiromantico quello che conta è John Strauss, non chi lo scrive.

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