Londrazilla 1

Ryanair Hooligans!
Io gli ultrà li ho visti solo in tivvù.
L’8 Agosto, il volo Ryanair Orio/Luton è pieno zeppo di ultras del Toro che vanno a Londra per la partita: Fulham Vs Torino, che si disputerà il giorno dopo. (Finirà 2 a 2, come ho appena scoperto)
Fanno un sacco di casino, bevono tantissimo e già sull’autobus che ci porta all’aereo intonano cori e canti da stadio, per me chiaramente sconosciuti, vista la mia ignoranza calcistica.
(Pare ci sia dell’astio con dei non meglio identificati “gobbi”.)
A bordo, le hostess e gli steward hanno il loro daffare per tenerli buoni, ma tutto sommato si comportano bene.
Speravo cantassero anche “Quel mazzolin di fiori” con il bum e col salto, (qui sotto a 5.52) ma niente.

Guai a cambiare idea.
Io, Ladyzilla e Sara prendiamo l’autobus che da Luton ci porta a Victoria. Però, dopo una breve consultazione della mappa, decidiamo che ci conviene scendere alla fermata intermedia di Marble Arch. Scendiamo assieme ad altri. L’autista si incazza, perché i nostri bagagli sono sistemati nel vano di carico “Victoria” e non in quello “Marble Arch”.
Lasciamo il tizio smadonnare in cockney e zompiamo su un taxi diretti all’ostello.

The Generator.
E due.
E’ la seconda volta che soggiorniamo in quello che è diventato il mio ostello preferito.
Un ostellone gigante, a metà tra un centro sociale, una nave spaziale, un dormitorio di studenti, una versione cyberpunk di Shining, zeppo di ragazzi di tutte le nazioni del mondo.
Quest’anno è la Spagna a farla da padrone.
E’ vietato fumare ovunque, tranne che in uno spazio ben delimitato nel cortile. Diventa un luogo di aggregazione e tabagismo. Conosco due ragazzi nipponiuiorchesi. Uno dei due è un fan di Davide Gianfelice e io mi bullo della mia amicizia con il disegnatore di Northlanders.
Mi offrono anche un paio di tiri di petardo, ma ormai ho una certa età e ci rinuncio.
Fatto sta che al Generator io mio trovo proprio bene.
Nonostante i corridoi adattissimi per un film horror.

 

Costa o Starbucks?
Vero dilemma di questa altravolta londinese.
La mia passione per il caffè mi ha portato a rivalutare la mia passata adorazione per Starbucks.
Ho rivoluzionato la mia top five internazionale del caffè:
1: Dunkin’ Donuts
2: Costa
3: Starbucks
4: Pret a Manger
5: Nero
Comunque sia, tecnicamente, ora non sono più astemio.
Ladyzilla e Sara mi hanno convertito alla birra.
Ho scoperto che mi piace amara e poco gassata.

The Hunterian Museum.
Sara, in una delle sue ricerche su Stevenson, aveva scoperto l’esistenza di questo tesoro nascosto londinese. Un museo aperto al pubblico (aggratis) nel Royal College di chirurgia.
Ci andiamo di corsa.
Il personale è gentilissimo e disponibilissimo. Il museo è decisamente molto particolare. E’ la raccolta completa di tutti i reperti anatomici del dottor John Hunter, patologo, cerusico e chirurgo della fine del 1700.
Insomma, oggi si usano le foto e le slide, ai tempi, il docente si presentava con simpatici vasetti contenenti il “pezzo” su cui verteva la lezione.
Fegati, cuori, ossa, lingue, orecchie, sistemi nervosi, cervelli, e tutto quello che puoi immaginare. Umano o animale.
Tre piani di teche, bacheche, vasi e vasetti. Grandi pannelli ti spiegano tutto per bene.
Sconsigliato ai deboli di stomaco, ma vale proprio la pena di farci un salto.

The Snatch
A casa avevo fatto i compiti, e avevo trovato l’indirizzo del pub dove è stata girata la sequenza di The Snatch del monologo sulla Desert Eagle.
Il pub è il Jolly Gardners, e si trova nel southbank.
Ci andiamo a prenderci un birrozzo.
Felice, indossando la mia felpetta nuova di Pulp Fiction comprata a Camden Town, ci entro.

 

L’hanno completamente rimesso a nuovo. L’esterno è stato riverniciato di nero, e adesso è un elegantissimo pub molto accogliente e spazioso.
La scena del bagno mi sa che l’hanno girata da un’altra parte perché il cesso è completamente diverso. Boris Lametta comunque non c’era.

(continua…)

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