Moderna vita di coppia.

Sette di sera. Lei torna a casa, dopo una giornata di lavoro. Dopo un viaggio di andata e di ritorno nel carrobestiame estivo della metropolitana milanese. Un forno umido. Scortese e pieno di puzze.
Io ho scritto tutto il giorno. Tanto. C’è questo mezzo uomo e mezzo vampiro che deve fare il culo ai cattivi. Armi. Tecniche di combattimento, funziona? Qui ci starebbe bene un Tomoe Nage. Ecco.
Nei momenti di pausa ho cucinato.
Coniglio.
L’ho comprato un paio di giorni fa.
Bugs Bunny all’Auchan costava poco. Tre euro un coniglio intero, in sconto. Davanti a me, nel reparto carni, c’era l’intera Collina dei suddetti. C’erano quasi tutti, Moscardo, Dente di Leone, Smerlotto, Quintilio… Nudi, rannicchiati in vassoietti bianchi ricoperti di plastica trasparente.
A casa con me, alla fine, è venuto Tippete. Ho visto tutte e due le stagioni di Dexter e so bene che cosa devo fare.
La mannaia è grossa e pesante. Parte di un set completo di coltelli da cucina. Preziosi coltelli ben affilati. Un regalo dei miei facente-funzione di suoceri, quando io e la mia facente-funzione di moglie abbiamo preso casa nel peccato del concubinato.
Metto In a Gadda da Vida degli Iron Butterfly a tutto volume, come in Manhunter, e mi dedico all’anatomia di Roger Rabbit.
Lo cucino con un soffritto di cipolle, carote e sedano. Olio extravergine ligure. Lo sfumo con una generosa dose di birra.
Sono le sette di sera. Lei entra in casa, dopo una giornata di lavoro.
– Ho fatto il coniglio!
– Oh, bene!
Va in cucina, solleva il coperchio e guarda il risultato dell’incontro tra Bret Easton Ellis, Richard Adams e Gualtiero Marchesi.
– E’ un po’ anemico.
– Scusa?
– Mia madre lo fa in modo diverso.
Dice Lei.
E io mi sento tanto una casalinga media di fronte al paragone culinario con la cucina di mammà.
Altro che Serial Killer.
Sono Freddie Mercury che passa l’aspirapolvere.

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