Laserblast!

Laserblast/L’uomo Laser è un film del 1978, prodotto da quel genio assoluto di Charles Band.
Band ha prodotto una serie di film fondamentali per la cinematografia degli anni ’80.
Oltre a TerrorVision, Ghoulies, Pupper Master e Re-Animator, ha prodotto lo spettacolare Eliminators, uno dei miei film preferiti: c’è un cyborg con i cingoli, un ninja, un robottino, un avventuriero tipo Indiana Jones e una scienziata tettona. Tutti assieme vanno in Amazzonia, per fermare uno scienziato pazzo che gioca con la cibernetica e la macchina del tempo, ma il mad doctor è protetto da alcune legioni di Antichi Romani. Scusa la divagazione.
Laserblast/L’uomo Laser dicevo. L’ho visto al cinema. Poteva essere l’82 o l’83, l’anno di Sogni D’Oro di Nanni Moretti, che ho visto sempre in quel cinema. (Senza capirci molto, a dir la verità, mi ricordo che pensai si trattasse di uno strano film sui lupi mannari, per via del finale) Avevo 11/12 anni.
Il cinema, era il cinema parrocchiale di Ponte di Legno. A quei tempi doveva essere gestito da un dissennato amante del cinema di genere. Sempre lì vidi un milione di film sui barbari tipo La Spada a Tre Lame, un miliardo di spaghetti western e 2010 L’Anno del Contatto.
E con una locandina così, che fai? Non vai a vederlo?

L’Uomo Laser è un film semplicissimo, la storyline arriva direttamente dalla golden age dei fumetti Marvel, ma prende subito una piega parecchio disturbante.
In un paesino della provincia americana, un ragazzotto belloccio ma emarginato, Billy Duncan, trova nel deserto un’arma di origine aliena.

Giocherellandoci scopre che quel tubo è una specie di fucile che si infila il braccio, funziona accoppiato con una collana diamantosa: il generatore di energia dell’arma.
Che ci fa?
Diventa un eroe marveliano e sgomina rapine in banca?
Ma figurati.
Inizia a vendicarsi dei soprusi subiti a colpi di laser. Laserizza tutti i bulli, semina panico e terrore nella cittadina in cui vive. E si sente immensamente figo.

Purtroppo il contatto con l’arma aliena inizia a farlo cambiare, gli cresce una sorta di placca metallica nel petto, diventa brutto, si trasforma nel carattere e nel fisico.
In breve, l’arma possiede il suo possessore, piegandone la volontà.

Arrivano gli alieni, delle tartarugone spaziali che si muovono in stop motion e pongono fine alla minaccia in modo pragmatico. Fanno fuori lui, ormai privo di ogni controllo, e recuperano l’arma.

Fine tra le lacrime.
Il film è stato girato senza budget in tre weekend.
La narrazione è lenta, un po’ sconclusionata e piuttosto ingenua, come solo i veri B-Movie sanno essere.
Il protagonista: Kim Milford, prima aveva lavorato a Broadway, nel musical Hair e aveva fatto parte del cast originale del Rocky Horror Picture Show. Purtroppo è scomparso giovanissimo per gravi problemi cardiaci. In Laserblast/L’uomo Laser sembra la controfigura di Mark Hamill. Ha lo stesso capello biondo da paggio di Luke Skywalker, ne ricalca in parte l’aspetto visivo. Non è un caso, non è mai un caso. In sostanza siamo di fronte a un disturbante Jedi in un contesto da B-Movie autentico. Se avesse avuto dei seguiti si sarebbe parlato di Jediploitation.
Nel cast ci sono un paio di chicche: Eddie Deezen qui al suo esordio assoluto, che interpreta il ruolo del nerd che lo renderà iconico in Grease e in altre pellicole dove, appunto, fa il nerd. Gianni Russo, celebre per il suo ruolo ne Il Padrino, qui fa la parte di un agente governativo che investiga sugli alieni. C’è anche il grandissimo Roddy McDowall nella parte del Dottor Mellon, che visita il giovine dopo i primi “cambiamenti” dovuti all’arma aliena.
In generale, la metafora sulla droga è così sfacciata da passare addirittura in secondo piano.
Le scene con Billy trasformato che spara raggi laser da tutte le parti urlando, facendo esplodere furgoncini da redneck, edicole di giornali, la macchina nera dell’ FBI (che è a conoscenza degli alieni) e la sua fidanzata turbatissima che lo vede trasformarsi, sono davvero da antologia.
Lui si muove in un modo stranissimo, obliquo e inquietante. Recita davvero con il corpo, di sicuro sostenuto dal suo lavoro di ballerino. Le sue movenze sono ipnotiche, fastidiose, aliene nel senso più ampio del termine.
Se vuoi vederlo trovi il DVD su Amazon (in inglese) e di sicuro con un po’ di sbattimento lo recuperi in streaming.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *