X Men e tre!

ATTENZIONE AGLI SPOILER!

Filmetto.
Filmetto etto etto etto.
Tutta colpa del nuovo regista?
Brett Ratner al posto di Singer?
Forse.
Anzi.
Quasi sicuramente, sì.
Fatto sta che la pellicola gira, gira come una Mountain Bike con cambio Shimano da estrema salita, rimanendo però su terreno pianeggiante, ovvero: si pedala un casino ma non si va da nessuna parte.
I personaggi sono adimensinali, la bidimensionalità sarebbe già un pregio, e la regia piatta piatta si vede dalle piccole cose.
Casa distrutta, il Prof Xavier è stato annichilito da Fenice.
Logan cade a terra in ginocchio… e non solleva nemmeno uno sbuffo di polvere evocativo.
Lo so, è una piccola cosa, ma è con le piccole cose che si costruiscono quelle grandi.
Nessun pathos, nessuna introspezione psicologica, nessuna motivazione, e quel che è peggio, ci sono della cazzate immani anche in sceneggiatura.
Tipo l’omicidio in “diretta” di Mistica, nemmeno nei B Movie di Lenzi, una scena simile di fronte al Presidente degli Stati Uniti, sarebbe scivolata via senza commento alcuno.
Con una scena simile, io sarei stato crocefisso di spalle in sala mensa, con Boselli e Burattini a fustigarmi le natiche con rami di ortica.
Poi, devo ancora capire quando è passata la legge che obbliga le doppiatrici nuove ad avere la voce da stronza, ogni volta che parla Kitty Pride, ti viene voglia di prenderla a pugni.
C’è del buono?
Il trucco di Fenice, ma anche lì, se hai visto almeno un horror coreano non è niente di nuovo.
La composizione visiva della scena del ponte, Magneto lì è un figo.
E mentre scorrevano i titoli di coda, nel mio cervello partiva una canzone di Ornella Vanoni…
Tristeezzaaa
per favore vai viaaaa
nananananaà!

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