Supernemico

Finalmente sono diventato un eroe a tutti gli effetti, seguendo la tradizione supereroistica che lega indissolubilmente l’eroe alla sua nemesi, da Sabato scorso ho anche io un vero nemico!
Forse mi da la caccia!
Devo stare attento!
Riuscirà Diegozilla a vivere sereno nonostante la terribile minaccia che incombe su di lui?
Il misterioso nemico è noto come IL TRANVIERE!
Ma andiamo con ordine, rispettando la continuity…
Sabato scorso, Diegozilla e la sua Bella devono andare a farsi gli affari loro, scendono e si mettono ad aspettare il 2, la fermata è sotto casa, in via Lodovico il Moro di fronte al bar del papà di Manu.
All’orizzonte, si profila la sagoma del tram, sono circa le 13…
Dall’altro lato della strada, un ragazza si prepara ad attraversare, confidando che il tram, fermandosi alla fermata, rallenti, concedendole di passare di fronte alla vettura.
Pericolo!
Mistero!
Ciò non accade.
Il tram della linea 2, targato 1980, non da segni di volersi fermare, passa oltre la fermata, io e un simpatico esponente dell’umanità milanese, facciamo cenno all’autista di fermarsi, eccheccazzo, non siamo mica lì per guardare il panorama.
La ragazza, attraversando, si rende conto che il tram non sta rallentando, e si spaventa.
Il Tranviere, che mai e poi mai aveva intenzione di fermarsi, capisce che se non inchioda, la ragazza è spacciata.
Inchioda, stridore di ruote su binari.
Apre le porte, saliamo, un po’ incazzati, ragazza compresa.
Si apre lo sportellino del guidatore, fa capolino un “vorrei ma non posso”, stempiato, faccia da bambino delle medie cresciuto, con occhio assassino iniettato di sangue, che stona moltissimo con la sua aria da scopettone.
Mi insulta.
Dice: Che cazzo sono quei gesti?!
Io cerco di capire se esattamente ce l’ha davvero con me.
Effettivamente è così.
Sono circa sei anni che non picchio nessuno, e se devo proprio dire la verità, la sensazione di percuotere un pirla come se fosse un tamburo un po’ mi manca.
Mi avvicino sorridendo, tengo una guardia invisibile, bassa, decido di concedergli di attaccare per primo, è l’unico modo che ho (vista la mia preparazione di cui ora non parleremo) per non finire in galera se parte una rissa.
Ma l’omino si limita a masticare l’aria, mette gli occhi feroci di Mister Potato e afferma che:
Uno, si stava fermando.
(Certo, come no)
Due: Ragazza, la prossima volta attraversa sulle strisce.
(Se rallentavi per la fermata, la signorina non avrebbe corso alcun pericolo)
Tre, nessuno deve insegnargli il suo lavoro che lo sa fare benissimo.
(Io osservo il tram, praticamente fermo all’incrocio di via Pestalozzi, cinque metri oltre la fermata.)
Il Tram riparte.
Nessuno dice niente.
Arriviamo dove dovevamo arrivare, e la mia bella ed io scendiamo dal tram.
Il tranviere suona.
Mi guarda male, lo sguardo di Mister Potato è diventato l’occhio della tigre di Rocky.
Dico alla mia bella di andare avanti, il semaforo è rosso, il tram è fermo.
Mi avvicino alla porta e lo guardo negli occhi, sorrido.
A questo punto, un uomo vero aprirebbe le porte e scenderebbe a menarmi.
Che cazzo mi suoni, perché mi guardi assassino se poi non porti a termine le tue azioni?
Il tram riparte.
E io capisco.
Capisco che sui binari scivola una minaccia che mi prenderà alle spalle quando meno me lo aspetto.
Il terribile Tranviere è in agguato.
Diegozilla, sta attento!

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