CSI NY

Il vero mistero del terzo millennio non è che cosa ha combinato l’abate Saunière a Rennes-le-Château, delle persone di polso lo scoprirebbero in un quarto d’ora con un paio di Bulldozer.
L’autentico mistero, oscuro, terribile eppure sotto gli occhi di tutti, è legato a Las Vegas, è nascosto tra le luci dello strip e negli occhi di Gil Grissom, o di William Petersen se preferite.
Che cosa c’è a Las Vegas che negli altri posti non c’è?
Perché a Miami e a NY non nasce la stessa alchimia che sembra scorrere a fiumi in Nevada?
Non può essere colpa della variazione delle luci, il verde di Las Vegas, il rosa/rosso di Miami e il grigio/azzurro di NY non bastano per spiegare il motivo dell’assenza del patto di complicità con i personaggi.
Se per Miami è abbastanza facile, identificando in Orazio Che Strazio l’allontanamento del mio cuore dalla partecipazione emotiva alle vicende, per NY, almeno per me, è molto più difficile capire perché ieri, in prima serata, mi sono abbastanza striato le gonadi.
Io adoro Gary Sinise.
Gary lo apprezzo fin dai tempi della versione televisiva dell’ Ombra dello Scorpione di King, il personaggio di Stu era praticamente costruito su di lui, ed era stato grande a muoversi nell’apocalisse post influenzale.
Gary è il Tenente Dan, non il primo bamboccio che passa.
Eppure, nonostante la mia passione nei suoi confronti, tra lui e Petersen, o tra Mac e Grissom se preferite, c’è un vero e proprio abisso.
Ieri, a tenermi sveglio è stata solo la regia di Deran Serafian, un vecchio volpone del piccolo schermo, che ha saputo ribaltare il mio ventiquattro pollici come pochi sanno fare, ha ritratto una New York visivamente inedita, più costruita rispetto alle diagonali in movimento del New York Police Department di Sipovic, ma al tempo stesso senza il disturbo dell’effetto cartolina.
Eppure…
Manca qualcosa, e il qualcosa che manca non è nemmeno nella scrittura, la sceneggiatura è una sola per tutti gli episodi delle tre serie, cambiano i nomi, i fatti, ma alla fine la struttura tecnica è assolutamente identica, lo sai e lo accetti, per fede o per passione.
Credo che CSI Las Vegas sia un autentico classico moderno.
Grissom non è un personaggio, ma è un vero e proprio archetipo, tutto quello che è venuto dopo, sia come location sia come struttura di personaggi, è soltanto una ri-produzione, e il tuo cuore lo sa.
Ma se CSI Las Vegas è un classico moderno e CSI Miami e New York non sono alla sua altezza , RIS Omicidi Imperfetti che cos’è?
Semplice, è Una Pallottola Spuntata senza Frank Drebin e la demenzialità intenzionale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *