Struzzo parallelo.

E’ da un po’ che perseguo la politica dello Struzzo Parallelo, quell’orribile scatola dentro alla quale si muovono le immagini faccio finta che non esista, ci guardo dentro solo i Dividì e la uso per giocare.
Non ascolto nemmeno la radio, e le informazioni le ricevo unicamente attraverso due giornali e un bel po’ di siti internet, accuratamente selezionati.
Vivo nel mio mondo parallelo, dove chi mi dice quello che succede nel mondo non usa la parola “pensate”.
L’ultimo che me l’ha detta è stato Sposini un po’ di tempo fa, e io ho spento l’apparecchio con stizza, dicendogli: Chi cazzo sei tu, per dire a me quello devo pensare.
Con la mia testina sotto la sabbia, sbagliando, faccio finta che il resto non esista, godo del mio isolamento parallelo, e faccio finta di non sporcarmi con l’orrendo danzante guano che schizza poltiglia dallo schermo.
L’altra sera, Ladyzilla va a cena dei suoi, lasciandomi da solo, con uno Zagor da finire di scrivere, un panino con il pollo e purtroppo, mi dispiace, alle otto di sera, ho acceso l’ignobile aggeggio sul TG5 delle 20.
Ero in cucina, a scaldare gli ortaggi e sentivo solo le parole, mi sono detto: Ah, come mai trasmettono i Simpson a quest’ora?
Credevo fosse il Tg di Kent Brockman.
L’unica differenza, è che il buon Kent, non usa le parole e la scaletta dei servizi in quel modo così vigliaccamente disonesto.

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