Tredinotte

Ho finito le sigarette e non riesco a dormire.
Non è che non dormo perché ho finito le sigarette, è peggio.
Mi ritrovo sveglio, in cucina, di fronte al portatile, senza sigarette.
Ladyzilla è nell’altra stanza che dorme e io penso intensamente a tre cose:
uno – All’Uomo Ragno di Straczynsky.
due – Al comune senso del pudore.
tre – Alla macchina da scrivere telepatica che c’è in quel romanzo di Stephen King dove inciampano nelle astronavi sotterrate.
Partiamo dal punto due.
Sono in maglietta e boxer, con i calzetti ai piedi.
Non posso andare di là a vestirmi, sennò la sveglio, di conseguenza non posso andare dal tabaccaio automatico sottocasa perché se passa una volante mi arrestano.
E poi non saprei comunque dove mettere le monetine.
Se vivessimo in una società più libera nei costumi forse poteri scendere in mutande alle tre di notte per comprarmi le sigarette, o magari basterebbe finirle in un’altra stagione, tipo in agosto a quest’ora forse potrei, ma in novembre proprio no.
L’Uomo Ragno di S. (vi prego, sono senza sigarette, non fatemelo scrivere giusto due volte, copiare e incollare mi sembra scorretto)
Tornando a Casa, solo 13euri per avere tutto, parlo in termini assoluti, in quel volume c’è la vita, la mia vita, la tua vita, le scelte, i modi e pensieri dell’umanità.
Un favoloso romanzo, una ricerca sui simboli, sui linguaggi, se fosse disegnato male, su cartone ruvido e costasse 90euri piacerebbe anche ai radical chic.
In Tommyknockers dello zio Stephen fa la sua comparsa la macchina da scrivere telepatica, funziona grazie alla tecnologia aliena e scrive direttamente quello che pensi, anche se sei impegnato a far altro, eliminando l’interfaccia, collegando direttamente “il foglio” al pensiero, nel romanzo si leggeva di come la protagonista scrive un libro bellissimo in un paio di giorni, il libro era un malloppone di oltre 600 pagine.
La macchina telepatica scrive rapidissima, automaticamente, seguendo il filo dei tuoi pensieri e dei tuoi ragionamenti, anche quelli non lucidi, pesca anche dall’inconscio, non serve pensare di scrivere, basta pensare, il resto del lavoro lo fa lei.
Ecco.
Avendola, e mettendola in funzione 24 ore su 24 per un mese, forse, riuscirei a finire tutto quello che devo finire.
Era per questo motivo che non riuscivo a prendere sonno.

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