Hell’s Kitchen Italia 2 è una metafora di questo Paese.

Questa sera, giovedì 4 giugno, alle 21.10 su Sky Uno andrà in onda la terza puntata di Hell’s Kitchen Italia 2015.
Mi piace Hell’s Kitchen. Mi piace l’edizione con Gordon Ramsay, e ho trovato molto divertente e azzeccata l’edizione italiana dell’anno scorso.
Questa sera, se guarderò il programma lo guarderò soltanto per seguire Mirko e Chang.
Tutto il resto è come farsi il bagno con gli Habanero. Irritante.
Grazie a un casting casoumanista mariadefilippiano, #HKIta mette in padella la migliore rappresentazione narrativo/visuale di quello che è il nostro Paese. Non mi intrattiene, non mi diverte, mi fa soltanto incazzare a mitraglia.

Di sicuro è colpa mia. Devo aver preso il programma dalla parte percettiva sbagliata, visto che tutti lo trovano divertentissimo issimo issimo.
Dal mio sbagliatissimo punto di vista, in #HKIta, come nella nostra società, vanno in scena l’individualismo, i sorrisi falsi davanti, e le coltellate alle spalle.
Si sono raccolti dei concorrenti che per acume, cultura, uso della lingua italiana, profondità di pensiero e capacità logiche mi mettono in serio imbarazzo empatico.
Dato che fa ridere ed è divertentissimo issimo issimo, si mette cinicamente in primo piano un analfabeta.
Attenzione: non un analfabeta funzionale, un analfabeta vero e proprio. Un personaggio da novella verista, privo però della poetica saggezza del: “povero montanaro contadin ignorante” come direbbe Paolini.
Anzi. Non solo macina puntate senza capire e senza avere gli strumenti per comprendere quello che gli accade attorno, ma ci regala dei ragionamenti pastellati e fritti nel sessimo, con di fianco una julienne di distanza pneumatica dal vivere contemporaneo.
Esattamente come accade nell’Italia che c’è la fuori.
C’è un concorrente di origine cinese. Siamo il Paese più razzista d’Europa e nel programma si vede benissimo. L’antipasto è prenderlo per il culo per come parla.
Onestamente: Chang parla italiano meglio di alcuni italiani che sono lì con lui.
Linguaggio a parte, la nostra matrice razzista fa in modo che venga messo sempre per ultimo. Se c’è da scegliere tra un suo piatto e quello di un altro concorrente, si sceglie quell’altro. Di base, nei suoi confronti non c’è un atteggiamento paritario. Viene percepito come inferiore da tutti gli altri e lo si nota tantissimo.
Esattamente come accade nella realtà italiana, anche in #HKIta se c’è qualcuno che è un pochino più bravo di te va ostracizzato.Va messo da parte. Va eliminato. Il migliore va tolto di scena, così da livellare quello che rimane verso la più unificate e gretta mediocrità.
Uno bravo non può ottenere quello che merita, quando tutti i mediocri si alleano contro di lui.
In #HKIta, come accade in questo Paese, si confonde l’arroganza con la determinazione.
Si confonde la violenza con l’autorevolezza.
Si confonde la spocchia con il talento.
Si confonde la gentilezza con la debolezza.
Chi si salva?
Mirko e Chang.
Mirko è l’unico ad avere un atteggiamento positivo. I suoi modi di fare sono così distanti da quelli degli altri che viene da chiedersi se sia veramente italiano.
Il secondo è Chang. Prima o poi il Drago agiterà la coda. Spero.
Spero in numerosi calci rotanti in faccia a tutti e a un branzino usato come nunchaku.