Fotografia, omofobia, senza passare dal via.

Diego Cajelli

Nasce a Milano nel 1971. Si dice che abbia visto un UFO nel 1978. Pare che si sia messo a scrivere, esordendo nel 1993. Da allora ha scritto parecchio, firmando storie per Bonelli, Astorina, BD, Aurea, Disney, questo e quest’altro.

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17 Risposte

  1. Mab ha detto:

    Ottima analisi. Aggiungerei anche la posizione simil-crocefisso del bimbo e l’atteggiamento della donna più a destra nell’immagine, che tra lo sguardo e la tensione nel braccio tatuato si vede immediatamente che te vole menà.

  2. marco ha detto:

    Non sono d’accordo con la tua analisi; anzi, quando ho visto il manifesto ho pensato che fratelli d’italia stessero sfruttando un’immagine del tutto normale, addirittura carina, per veicolare il loro messaggio omofobo. Mi rendo conto che quei volti possono suscitare antipatia o addirittura intimorire alcune persone, ma personalmente trovo che sia una foto carina, di gente normale, che tiene un bambino in braccio. Conosco bene il lavoro di Toscani e so che è un provocatore e un raffinato conoscitore del linguaggio fotografico, perciò penso che abbia giocato su un filo sottilissimo tra il modello nageativo e quello positivo dell’iconografia gay, senza però concedere apertamente nulla a nessuno dei due modelli, ottenendo così un’immagine neutra e interpretabile in due modi diversi a seconda di chi la legge. Come dicevo, a me non trasmette affatto ciò che ha trasmesso a te, l’immagine mi ispira solo simpatia. Tra l’altro, non mi sembra nemmeno che il volto sia modificato in photoshop come dici…

    • Ettore ha detto:

      Cioé, per te quello è il modo “normale” di tenere un bimbo? Mezzo crocifisso, mezzo sorretto alla cazzo. Che voglio vedere come fai a tenerlo così se non te lo mette una quinta persona e la stessa quinta persona non te lo toglie da lì altrimenti lo ribalti sicuramente per la terra…

  3. sraule ha detto:

    Be’, bisognerebbe anche capire qual era il magazine su cui doveva andare in origine. Se immagini che fosse una rivista del movimento GLBT più oltranzista, l’aggressività può essere anche letta come un “bastardi, combatteremo”.
    Ma di certo, anche se così fosse, uno come Oliviero Toscani doveva essere consapevole che un suo scatto non sarebbe rimasto “lì”, all’interno di una comunità.

  4. Alan ha detto:

    Ciao, pur essendo di credo politico di sinistro, mi fa un po’ sorridere e non la reputo professionale, leggere la parola “fascistelli” nella definizione dei gonzi di fardelli d’itaglia. Per il resto, sono d’accordo con l’articolo, e non credo nemmeno alla buona fede dei grafici di fdi: avran sperato che nessuno se ne accorgesse. Questo perche’ in Italia son tutti grafici della domenica e nemmeno sanno cosa vuol dire comprare una foto, sia pure su un sito di stock: per questa gente esiste solo “rubare” su internet, tanto e’… gratis!

  5. giovanni ha detto:

    È partita la caccia alle streghe?
    Il problema, mi riferisco solo alla polemica verso Toscani, è che l’immagine proposta non è aderente al modello “Fate Ignoranti”?

  6. xela182 ha detto:

    Io invece non ci vedo niente di tutto ciò; il bambino è in mezzo, tra un uomo e una donna, perchè ovviamente ci vogliono uomo e donna per generarlo. Ogni suo arto però è a contatto con un adulto diverso; può essere delle due donne, dei due uomini o della coppia centrale. Tutti indipendentemente da come sono formate le coppie lo sostengono saldamente.
    Quella che tu interpreti come “espressione del mio amico Grossa-Mazza-Per-Te, quando dopo aver beccato uno su Grindr, lo va a cercare in una darkroom” io invece la vedo come un uomo deciso, pronto a farsi carico del figlio.
    L’arte è bella perchè ognuno ci vede quello che sente…

  7. Andrea ha detto:

    Credo anch’io la foto sia parecchio brutta e si presti alla lettura che ne dai molto più che ad una gay friendly.
    Detto questo, senza voler difendere Toscani che a. non ne ha bisogno e b. non mi ha quasi mai trovato tra i suoi sostenitori, credo anche che un fotografo possa lasciare che il significato del messaggio della sua opera sia arricchito dal contesto in cui l’opera viene piazzata.
    Infine, solo a me spaventa l’incredibile lunghezza degli avambracci che sostengono il bimbo?

  8. Guido Polonio ha detto:

    Un etero può permettersi di avere l’espressione truce e i tatuaggi in vista: sono segno della sua indipendenza dalla morale borghese.

    Un omosessuale, no: cribbio, già gli permettiamo di circolare liberamente fra noi, facciano almeno lo sforzo di tenersi un po’ in ordine.

    ‘Sti ricchioni, je dai un dito e te se prennono er braccio – e poi magari provano pure a buttartelo ar culo!

    • Ettore ha detto:

      Mi pare che nessuno abbia detto ciò. Il vittimismo alla cazzo è un grave danno per qualsiasi ideale, movimento, richiesta di diritti.

  9. Daniele Barbiero ha detto:

    Tempo addietro avevano suscitato parecchio scalpore anche queste foto:
    http://goo.gl/lVgq6V

    Mi sono venute in mente pensando appunto a quanto scritto da Diego su Toscani: sei Toscani, e FORSE vuoi mandare un messaggio positivo sull’argomento adozione nel mondo LGTB – fai piuttosto una foto come quelle di cui al link, è tanto difficile?

    • xela182 ha detto:

      Beh ma siamo sempre lì; per me è già molto esplicativa quella di Toscani, io non ci vedo nessuna connotazione negativa o stereotipata. Quella che hai linkato tu mostra un tipo di famiglia, con uno scatto solo Toscani voleva racchiuderne più di una.

    • 15.000 in C ha detto:

      sinceramente a me disturba piu’ quella al link, soprattutto l’espressione dell’ apparente madre naturale alla quale “hanno tolto” un figlio

      anzi, ti diro’ di piu’, con questa foto ho cambiato decisamente il parere a riguardo dei bambini agli omosessuli (maschi almeno)

  10. Ioleoso ha detto:

    A me la cosa che fa più impressione sono i colori.

    Passi l’espressione da serial killer di Criminal Minds dei due personaggi ai lati. Magari toscani ha voluto prendere come modelli i membri di due famiglie omogenitoriali (ma allora perchè un figlio solo?) e ha trovato ‘sti due.
    Non ci credo nemmeno se lo vedo. Come non credo all’impossibilità di dire ai due “per favore, smettete di fare la faccia da pazzi”.

    Passi la composizione. Probabilmente ha ragione chi ha detto che l’idea era di mettere ogni arto del bambino a contatto con un genitore diverso. E poco importa se sembra una via di mezzo tra una crocifissione e uno squartamento.

    Però i colori sono impressionanti. Nessuno dei personaggi ha un colorito “sano”. Sanno tutti di malattia. Di quelle croniche, brutte. Sono tutti grigi e violacei.
    È lo stile di Toscani, per carità. A lui piace un sacco questa atmosfera “malata”, “morbosa”.
    Roba di piccioni spappolati, luci al neon e periferie dell’Ulster.
    Credo che gli serva per definirsi un artista (che poi ho sempre pensato che fosse un pubblicitario, non un artista) “controverso”.

    Non ci vedo malafede da parte di Toscani, ma solo egotismo. Come la maggior parte degli arrivati non si chiede più se il suo messaggio arriverà come vuole lui.
    E francamente penso che il fascistello della domenica non avesse nemmeno visto che la foto era di Toscani. Ha cercato “genitori gay” su google immagini e ha preso quella che gli pareva più disturbante.

    E questo secondo me dimostra che Toscani come pubblicitario vale poco. Ma è un’opinione personale. Dopodichè lui è lui e io sono l’ultimo degli stronzi, magari sbaglio io…

    T.