Fotografia, omofobia, senza passare dal via.

I fascistelli della domenica pomeriggio hanno fatto dei manifesti contro le adozioni per le coppie gay. C’è una foto, che illustra benissimo il loro pensiero, e quella foto è da ieri al centro di polemiche e attenzioni.
Il manifesto è questo qui:

e1de2cdc5781a1d3fac1e5e7af081f92-1212-kjlC-U10302780021882t1G-640x320@LaStampa.it

Quando l’ho visto per la prima volta, senza conoscere tutta la storia che c’è dietro, e prima ancora di seguire tutti gli sviluppi, ho pensato a quanto fosse perfetta quella foto per veicolare quel tipo di messaggio.
Mi sono detto: pensa te questi fascistelli della domenica pomeriggio, qualcuno di loro deve aver studiato comunicazione visiva con le dispense a puntate allegate a “Costruisci l’action figure del Duce non a testa ingiù”
Poi è venuto fuori che la foto è di Oliviero Toscani.
Poi è venuto fuori che l’hanno usata a sua insaputa.
Poi è venuto fuori che lui li ha denunciati per utilizzo non autorizzato.
Subito, e non solo a me, è esplosa in testa una domanda: Ma in origine, Toscani, con quella foto quale cazzo di messaggio voleva trasmettere?
Perché, al di là dell’utilizzo autorizzato o meno, l’unica cosa che trasmette quello scatto è esattamente quello che i fascistelli hanno scritto in didascalia.
Io mi limito a guardare la foto, Toscani è un professionista, per cui tutte le scelte visive contenute in quell’immagine non sono errori, sono scelte volute.
La foto è del 2012, ed è apparsa in origine su un settimanale francese, a detta di Toscani a favore delle famiglie monoparentali. Il suo titolo è “Famiglia Homoparentale”.
Già nel 2012, alcuni siti della galassia LGBT hanno mosso dei dubbi sul tipo di messaggio che la foto trasmette.
Ma si sa, il grande scudo di Toscani è il concetto di “provocazione”. Ogni discussione va a chiudersi quando ci si gioca la carta “provocazione” che assume lo stesso valore del celebre “mi avete frainteso” di Berlusconi. Quindi, puoi dire e fare qualunque stronzata, che tanto era soltanto une boutade. Guardando lo scatto originale, io ci vedo ben poca provocazione e tanta chiarezza. Vedo scelte precise, fatte da un professionista assoluto della fotografia.

Famiglia-Homoparentale

Decentro lo scatto. Così creo immediatamente una percezione asimmetrica dell’immagine, e siccome sono un figo della reflex, so che il decentramento e l’asimmetria creano tensione in chi guarda. (Elemento ignoto ai fascistelli, infatti loro l’hanno croppata)
Desaturo i colori. Così, tanto per rimarcare quanto sopra.
Per essere sicuro di essere capito la butto sul luogo comune. Lavorando su concetti basilari, frontali, non uso metafore o concept interpretabili.
Prendo dei modelli che rispecchiano il più possibile il luogo comune negativo per quanto riguarda l’ambiente gay.
Ci metto anche uno che guarda in macchina con la stessa espressione del mio amico Grossa-Mazza-Per-Te, quando dopo aver beccato uno su Grindr, lo va a cercare in una darkroom.
Associo uno sguardo marcatamente sessuale in una foto un cui è presente un neonato. Cosa che non si fa mai, e siccome sono un professionista lo so benissimo.
Piazzo in mezzo allo scatto un bimbo, al quale, evidentemente, uno stagista ha modificato l’espressione con Photoshop.
Creo un’immagine/incubo, mettendo un bimbo all’interno di un contesto dove nessun adulto sano di mente lo lascerebbe mai.
Questa non è una provocazione. E’ uno dei messaggi più chiari e limpidi che io abbia mai visto a livello di immagine.
Anche il miliziano di Capa necessitava di un’interpretazione, questa foto no. Per niente.
E’ talmente chiara che l’hanno capita anche i fascistelli della domenica pomeriggio, con il Pongo infilato nelle orecchie. Gli è piaciuta talmente tanto che l’hanno usata per i loro scopi. Ovvero, l’unico scopo possibile.
Questo succede quando un professionista della comunicazione non capisce che oggi il linguaggio che usi può essere provocatorio, ma il tuo messaggio deve essere chiaro.
E’ troppo comodo nascondersi dietro il concetto di provocazione. Io devo capire da che parte stai. Io devo capire come la pensi. Puoi comunicare in modo violento, frontale, scorretto, ma per prima cosa devi farmi capire bene quello che vuoi dirmi.
Nel mondo delle bufale, nel mondo della gente che condivide e diffonde notizie false, nel mondo di quelli che curano il cancro con il bicarbonato e invocano la pena di morte ogni mezzo minuto, non puoi permetterti di essere frainteso.
Non più. Non oggi. Perché è con quella gente lì che hai a che fare, non con dei fini intellettuali avvezzi al rapporto dialettico provocatorio.
Non c’è un secondo passaggio interpretativo, c’è un dito che schiaccia su “like” e “condividi”, non c’è analisi, riflessione, o controllo della fonte.
Ecco perché, paradossalmente, “Famiglia Homoparentale” funziona benissimo per i fascistelli.
Toscani ora dice che ha chiesto il massimo del risarcimento possibile e che devolverà tutto all’associazione che si batte per i diritti delle coppie gay.
Bella mossa, ma temo che non sia una questione di soldi, Oliviero.

17 thoughts on “Fotografia, omofobia, senza passare dal via.

  1. Ottima analisi. Aggiungerei anche la posizione simil-crocefisso del bimbo e l’atteggiamento della donna più a destra nell’immagine, che tra lo sguardo e la tensione nel braccio tatuato si vede immediatamente che te vole menà.

  2. Non sono d’accordo con la tua analisi; anzi, quando ho visto il manifesto ho pensato che fratelli d’italia stessero sfruttando un’immagine del tutto normale, addirittura carina, per veicolare il loro messaggio omofobo. Mi rendo conto che quei volti possono suscitare antipatia o addirittura intimorire alcune persone, ma personalmente trovo che sia una foto carina, di gente normale, che tiene un bambino in braccio. Conosco bene il lavoro di Toscani e so che è un provocatore e un raffinato conoscitore del linguaggio fotografico, perciò penso che abbia giocato su un filo sottilissimo tra il modello nageativo e quello positivo dell’iconografia gay, senza però concedere apertamente nulla a nessuno dei due modelli, ottenendo così un’immagine neutra e interpretabile in due modi diversi a seconda di chi la legge. Come dicevo, a me non trasmette affatto ciò che ha trasmesso a te, l’immagine mi ispira solo simpatia. Tra l’altro, non mi sembra nemmeno che il volto sia modificato in photoshop come dici…

    1. Cioé, per te quello è il modo “normale” di tenere un bimbo? Mezzo crocifisso, mezzo sorretto alla cazzo. Che voglio vedere come fai a tenerlo così se non te lo mette una quinta persona e la stessa quinta persona non te lo toglie da lì altrimenti lo ribalti sicuramente per la terra…

  3. Be’, bisognerebbe anche capire qual era il magazine su cui doveva andare in origine. Se immagini che fosse una rivista del movimento GLBT più oltranzista, l’aggressività può essere anche letta come un “bastardi, combatteremo”.
    Ma di certo, anche se così fosse, uno come Oliviero Toscani doveva essere consapevole che un suo scatto non sarebbe rimasto “lì”, all’interno di una comunità.

  4. Ciao, pur essendo di credo politico di sinistro, mi fa un po’ sorridere e non la reputo professionale, leggere la parola “fascistelli” nella definizione dei gonzi di fardelli d’itaglia. Per il resto, sono d’accordo con l’articolo, e non credo nemmeno alla buona fede dei grafici di fdi: avran sperato che nessuno se ne accorgesse. Questo perche’ in Italia son tutti grafici della domenica e nemmeno sanno cosa vuol dire comprare una foto, sia pure su un sito di stock: per questa gente esiste solo “rubare” su internet, tanto e’… gratis!

  5. È partita la caccia alle streghe?
    Il problema, mi riferisco solo alla polemica verso Toscani, è che l’immagine proposta non è aderente al modello “Fate Ignoranti”?

    1. Non è obbligatorio capire quello che scrivo, ma aiuta.
      Soprattuto se poi si commenta.

      1. Deve avere una grande autostima per ritenere che se qualcuno non applaude è perché non ha capito.
        Fastidiosa la moderazione, ma del resto è pieno di gente che non capisce.

  6. Io invece non ci vedo niente di tutto ciò; il bambino è in mezzo, tra un uomo e una donna, perchè ovviamente ci vogliono uomo e donna per generarlo. Ogni suo arto però è a contatto con un adulto diverso; può essere delle due donne, dei due uomini o della coppia centrale. Tutti indipendentemente da come sono formate le coppie lo sostengono saldamente.
    Quella che tu interpreti come “espressione del mio amico Grossa-Mazza-Per-Te, quando dopo aver beccato uno su Grindr, lo va a cercare in una darkroom” io invece la vedo come un uomo deciso, pronto a farsi carico del figlio.
    L’arte è bella perchè ognuno ci vede quello che sente…

  7. Credo anch’io la foto sia parecchio brutta e si presti alla lettura che ne dai molto più che ad una gay friendly.
    Detto questo, senza voler difendere Toscani che a. non ne ha bisogno e b. non mi ha quasi mai trovato tra i suoi sostenitori, credo anche che un fotografo possa lasciare che il significato del messaggio della sua opera sia arricchito dal contesto in cui l’opera viene piazzata.
    Infine, solo a me spaventa l’incredibile lunghezza degli avambracci che sostengono il bimbo?

  8. Un etero può permettersi di avere l’espressione truce e i tatuaggi in vista: sono segno della sua indipendenza dalla morale borghese.

    Un omosessuale, no: cribbio, già gli permettiamo di circolare liberamente fra noi, facciano almeno lo sforzo di tenersi un po’ in ordine.

    ‘Sti ricchioni, je dai un dito e te se prennono er braccio – e poi magari provano pure a buttartelo ar culo!

    1. Mi pare che nessuno abbia detto ciò. Il vittimismo alla cazzo è un grave danno per qualsiasi ideale, movimento, richiesta di diritti.

  9. Tempo addietro avevano suscitato parecchio scalpore anche queste foto:
    http://goo.gl/lVgq6V

    Mi sono venute in mente pensando appunto a quanto scritto da Diego su Toscani: sei Toscani, e FORSE vuoi mandare un messaggio positivo sull’argomento adozione nel mondo LGTB – fai piuttosto una foto come quelle di cui al link, è tanto difficile?

    1. Beh ma siamo sempre lì; per me è già molto esplicativa quella di Toscani, io non ci vedo nessuna connotazione negativa o stereotipata. Quella che hai linkato tu mostra un tipo di famiglia, con uno scatto solo Toscani voleva racchiuderne più di una.

    2. sinceramente a me disturba piu’ quella al link, soprattutto l’espressione dell’ apparente madre naturale alla quale “hanno tolto” un figlio

      anzi, ti diro’ di piu’, con questa foto ho cambiato decisamente il parere a riguardo dei bambini agli omosessuli (maschi almeno)

  10. A me la cosa che fa più impressione sono i colori.

    Passi l’espressione da serial killer di Criminal Minds dei due personaggi ai lati. Magari toscani ha voluto prendere come modelli i membri di due famiglie omogenitoriali (ma allora perchè un figlio solo?) e ha trovato ‘sti due.
    Non ci credo nemmeno se lo vedo. Come non credo all’impossibilità di dire ai due “per favore, smettete di fare la faccia da pazzi”.

    Passi la composizione. Probabilmente ha ragione chi ha detto che l’idea era di mettere ogni arto del bambino a contatto con un genitore diverso. E poco importa se sembra una via di mezzo tra una crocifissione e uno squartamento.

    Però i colori sono impressionanti. Nessuno dei personaggi ha un colorito “sano”. Sanno tutti di malattia. Di quelle croniche, brutte. Sono tutti grigi e violacei.
    È lo stile di Toscani, per carità. A lui piace un sacco questa atmosfera “malata”, “morbosa”.
    Roba di piccioni spappolati, luci al neon e periferie dell’Ulster.
    Credo che gli serva per definirsi un artista (che poi ho sempre pensato che fosse un pubblicitario, non un artista) “controverso”.

    Non ci vedo malafede da parte di Toscani, ma solo egotismo. Come la maggior parte degli arrivati non si chiede più se il suo messaggio arriverà come vuole lui.
    E francamente penso che il fascistello della domenica non avesse nemmeno visto che la foto era di Toscani. Ha cercato “genitori gay” su google immagini e ha preso quella che gli pareva più disturbante.

    E questo secondo me dimostra che Toscani come pubblicitario vale poco. Ma è un’opinione personale. Dopodichè lui è lui e io sono l’ultimo degli stronzi, magari sbaglio io…

    T.

Comments are closed.