100 cose che ti devo dire.

Sì, ho un casino di cose da fare.

Credo fortissimamente che un blog lo puoi tenere (bene) quando hai 30 anni.

Sì, scriverò Nathan Never.

E anche Dampyr.

E anche Diabolik.

E anche delle cose che per ora non ti dico.

Sì, Long Wei finisce con il numero 12.

Una delle cose che non ti posso dire è mooooolto divertente e diversa dal solito.

X Factor: Come anticipai, i miei timori si sono dimostrati fondati. La durata del programma è incompatibile con i miei attuali ritmi di vita.

X Factor. Il mio favorito è Michele.

X Factor. I commenti su Violetta dimostrano come e quanto la gggente che si è fatta fottere il cervello da Silvio e Co, ora si faccia fottere il cervello da Grillo e Co.

E comunque i falliti hanno sempre delle ottime scuse.

Ho mangiato il fagiano e anche la lepre.

NON riesco a recensire per bene tutto quello che ho preso a Lucca. Sarò telegrafico.

Badass del gruppo Dr. Ink: Bravi e belli.

Tutta la roba del Gruppo Katlang! Bravi e belli pure loro.

Curami di Cyrano Comics. Arrapa. Che è esattamente quello che doveva fare.

Maicol e Mirco. Ti voglio bene.

Splatter 1. Nostalgico nel senso buono. Storia preferita: Crisalide.

Punk is Undead, 800144 Edizioni. Notevole e divertente.

Bad Dreams, Seraph e tutte le altre cose della Faq Tales. Ragazzi, sappiate che la via del racconto di genere è la via più dura che c’è. Avanti così indomiti.

La Gaia Fantascienza, Canemarcio. Figo. Mi piace come scrive Gnomo Speleologo.

Neurorunner, Denti, Cannibal Family e le cose Ed Ink. Bravi. Strada difficile anche la vostra, percorretela a testa alta.

Black Block. Mi ha ricordato Simbolo. Potrebbe essere un complimento. Forse lo è. Dipende da come la si prende.

Tutto il resto non l’ho ancora letto.

Però ho letto un libro bellissimo: “Giù le mani dal mio gatto!” Di Alberto Melis, edito da Piemme.

Ho fatto una sorpresa a Gianfelice e la faccia che ha fatto rimarrà per sempre scolpita nella mia memoria.

Più frequento il mondo la fuori, più mi rendo conto che Berlusconi e Forza Italia non sono la causa, ma un effetto dell’italianità generale.

Sono un po’ stanco del 2013.

Tra un po’ comincia Masterchef Italia, e quello, forse, per tempi e dinamiche riuscirò a vederlo.

La “lezione” che ho tenuto in Cattolica mi ha, per un paio di secondi, fatto tornare la voglia di insegnare qualcosa a qualcuno.

Ho capito per quale motivo detesto il sarcasmo.

Ho visto un documentario su Marina Abramovic e ho capito che mi stava sulle palle per i motivi sbagliati.

Ho cucinato un sacco di cose e forse, a gennaio, cucinerò davanti a delle telecamere.

Sono stato alla Fiera dell’Artigianato e ho mangiato di tutto per quattro ore consecutive.

Sempre alla Fiera dell’Artigianato ho comprato una zainata di cose da mangiare.

Più sto con mio figlio, più faccio fatica a comprendere il mondo degli adulti.

Ho moti di stizza nei confronti dei noti seminatori di merda su internette.

Il confine tra troll e psicolabile è sempre più sottile. Fossi in voi, sulle uscite di qualcuno non riderei.

Vorrei farmi una vacanza di una settimana a Londra.

Mi dimentico di fotografarmi le magliette per “la maglietta del lunedì”.

Senti, ma tu che sei amico di Roberto…”  non è il modo migliore per farmi parlare male di lui.

Non mi aspettavo che la notizia della mia incursione su Nathan Never suscitasse tanto entusiasmo. La cosa è stata sul cazzo ad una sola persona e visti i tempi è un successone.

Ci sono dei lavori da fare sul blog e per il blog che a questo punto mi chiedo se vale la pena farli.

Proverò ad aggiornare con più regolarità nei prossimo giorni.

Ultimamente, mentre sto per scrivere un pezzo, mi chiedo: ma davvero frega a qualcuno quello che sto per dire?

Un mio amico mi ha detto: Chiamami e parliamo, così risparmi sullo psicologo.

Minimamente Romanzato. Questa la chiave di lettura di Fumetti al Telefono.

Sì, questo post è parecchio paraculo.

Ho letto il numero uno di Lukas e mi è piaciuto parecchio.

Pare che Zampacoso abbia dato i numeri su Facebook. Lo faccio anche io ogni tanto, però sono riuscito a rendermi meno ridicolo.

E’ ufficiale: Le mie sceneggiature originali scritte quando avevo 20 anni per Splatter sono andate perdute. Paolo, perdonami.

Sappiate che LRNZ è un santo dotato di una pazienza sovraumana.

La raccolta differenziata è il metodo migliore per testare la capacità di comprensione di un testo.

Un giorno riuscirò a recuperare tutti i miei ritardi. E quel giorno scoprirò che è stato tutto inutile.

Oggi fa freddo.

Dovevo baciarti quella volta là.

La mia vita sociale è ridotta meno di zero. Finalmente.

La velocità con cui le “cose” invecchiano su internette mi lascia interdetto.

Ai miei amici le fan mandano selfpic osè. A me no e ci rimango male.

Mi chiedo dove sono stato a novembre. Un momento fa era ottobre e adesso…

La verità? No. Nessuno è davvero pronto per sentirsi dire la verità.

Uso Twitter perché fumo sul balcone.

Non gioco ai videogame perché altrimenti non farei altro tutto il giorno.

Posso fare finta di no, posso mediare le mie posizioni a riguardo, posso parlarne in modo professionale ma, sotto sotto, quando leggo una qualsiasi di quelle graphic novel minimaliste e molto cool penso sempre che chi l’ha disegnata aveva le mani rotte.

Quindi. Per coerenza con quanto scritto sopra, viste le ultime novità in campo editoriale, dovrei cominciare a scrivere e disegnare la mia prima graphic novel, giusto?

Paradosso. Non sopporto l’iper realismo nel disegno. Se voglio una foto, scatto una foto.

A volte mi faccio la barba in studio con il rasoio elettrico e i miei compari mi prendono in giro.

Ho voluto la bicicletta e pedalo. Ci mancherebbe. Ma non rompermi i coglioni quando pedalo in salita.

Avevo in programma di fare alcune interviste. Gli intervistati sono così educati che nessuno di loro mi ha ancora detto: oh! ma non dovevamo fare un’intervista?

Forse ho scritto una cosa che poi però scriverà un altro.

Ho letto il numero uno di Lukas e mi è piaciuto parecchio. (doppione, edit!)

Oggi ho controllato su Facebook quand’è il compleanno di mia sorella.

Devo telefonare a Ottokin, ma ho paura di farlo.

Voglio bene a un sacco di persone. Forse loro non lo sanno neanche, ma va bene così.

Sì, il fumetto come media sta attraversando un periodo difficile.

Essere contro a prescindere è una splendida forma di conformismo.

Non deve essere stato facile per un criminale nazista nascere e crescere a Maddaloni.

Non mi piace, mai, rivangare il passato. Ma raccontare il mio percorso ai ragazzi in Cattolica mi è servito per fare il punto della situazione.

E se ti dicessi che ho riso vendendo ballare Greg Lillo (edit!) nel trailer del prossimo cinepanettone?

A proposito. Scoprire che lo zio di Christian De Sica era un agente segreto e ha ucciso Trotsky per me è stato uno shock.

Pare che a gennaio apra uno Starbucks qui a Milano. Ci andrò e recensirò, questa volta per davvero.

Dopo il colpo di genio, a volte, ci vuole il collare ortopedico.

Il Diabolik in edicola in questi giorni l’ho scritto in biblioteca a Chiavari.

Ho una dipendenza da pecorino sardo spalmabile.

Scoprire che posso pagare i bollettini postali on line mi ha cambiato la vita.

Faccio pensieri sconci su Tata Adriana e sulla Fata Ariele.

Ogni tanto vorrei vendere tutti i volumi e gli albi che ho nella libreria. In blocco.

Sì, non metto foto di Minizilla on line. Semmai se le metterà lui quando sarà capace.

Giuro. Il corriere che consegna la roba di Amazon qui in studio ci riconosce per strada e ci ferma per darci i pacchi quando andiamo in trattoria.

A volte il “mi piace” su Facebook è la cartina al tornasole che rivela quanto sei stronzo.

Qualcuno sa come faccio a integrare i miei tweet qui sul blog? Ma non nella colonna a lato, proprio come post.

Il numero 6 di Long Wei è il più bello mai uscito, e lo posso dire perché non l’ho scritto io.

Appunto perché non ho scritto io il numero 6 di Long Wei, so che piacerà a tutti quelli a cui ha fatto schifo fino ad ora.

Ho le prove dell’affermazione qui sopra.

Sono diventato molto più lento a scrivere.

Minizilla tra un po’ cammina da solo, mi sa.

Poi, alla fine, Vanzella mica me l’ha portato il Premio Boscarato. Se lo è tenuto lui, e secondo me va benissimo così.

No, questa non è una raccolta di tweet, anche se potrebbe esserlo..

Anticipo, comunque, grosse novità in arrivo su e per Diegozilla.

Cento. Fine.