Era Bob Kaufman!

Il Blues dell’acqua pesante
Di: Bob Kaufman
Traduzione di Massimo Bocchiola

La radio insegna il Jujitsu al mio pesce rosso
Sono innamorato di una pescatrice sub che vive sott’acqua,
I miei vicini sono linguisti ubriachi e io parlo farfalla,
La Compagnia Elettrica minaccia di scollegarmi il cervello,
Il postino continua a ficcarmi dei porno nella buca,
Mi è morto lo specchio, e non so se faccio ancora riflesso,
Gli occhi li ho messi a dieta, le mie lacrime stanno perdendo troppo peso.

Ho attraversato il deserto in taxi
solo per essere chiuso in una piramide
con la faccia di un cane
sul mio fiato

Sono andato a un ballo in maschera
Travestito da me stesso
Riconosciuto
Da nessuno dei miei amici

Ho sognato di andare a un party poetico di John Mithcell
col mio cervello in forma virginale.

Metti l’argento nel fornello del barbecue
I cinesi ci bombardano di atomici
Ristoranti.

La radio insegna Jujitsu al mio pesce rosso
La mia vecchia si è messa a far la sub e dorme sott’acqua
Vado in giro con un linguista ubriaco, che parla farfalla
E rappresenta l’industria dei bruchi cingolati a Washington D.C.

Non capisco mai i desideri e le speranze degli altri,
finchè non coincidono con i miei, poi ci scontriamo.

Ho una prova schiacciante che la cultura dei cavernicoli
sia scomparsa per la loro incapacità di produrre riviste
distribuibili da un ragazzino in bici.

Nel leggere tutti questi libroni sulla vita di dio,
si dovrebbe osservare che sono stati scritti da uomini.

E’ giustissimo scagliare la prima pietra,
se ne hai qualche altra nelle tasche.

Televisione, ultima consololazione americana dal cruccio degli indiani.

Spero che quando vinceranno le macchine,
non costruiranno uomini che si rompano
subito dopo essere stati pagati

rifiuterò di andare sulla luna,
a meno che mi vaccinino contro
i pericoli dell’amore indiscriminato.

Dopo aver attraversato il deserto in taxi,
si scoprì chiuso dentro una piramide
con la faccia di un cane sul suo fiato.

La ricerca del termine del cerchio,
costante occupazione dei quadrati.

Perchè non smettono di lanciare simboli,
l’aria è abbastanza affollata di echi.

Proprio quando ho pulito la mangiatoia dei maghi
Si sono presentati i toporagni dirimpetto.

La voce della radio gridava, alzati
fai qualcosa a qualcuno, ma io e mio figlio
ridevamo nella stanza ammobiliata.

La dedico a Crepascolo. 
E’ questa la poesia del poeta beat che a me ricorda il suo modo di scrivere.
Ho trovato quel libro di cui parlavo nei commenti un paio di post qui sotto.
E ringrazio anche l’anonimo commentatore che passa di qui a seminare il suo guano, che mi ha dato una buona scusa per rileggere un libro che non tiravo fuori da un bel po’ dalla mia libreria.
Poi… Quando capirò che cosa vuole, da me e dal mondo, l’anonimo di cui sopra, mi prenderò una granita al caffè con la panna.