Genova, dieci anni dopo.

Sforzati pure.
Rigirami la frittata come ti pare, presentami la tua versione dei fatti intossicata nel profondo da forze che nemmeno ti immagini.
Metti pure in fila tutti i tuoi pensierini, per benino, schiacciando coi ditini i tastini della tua tastierina. Così vedrò bene, nero su bianco, quanto e come pensi male e ragioni male.
Gioca pure con la tua dialettica, che comunque serve a poco, quando un manganello ti spacca i denti o un uomo in divisa ti piscia addosso dandoti della troia.
Sono passati dieci anni e tu ci stai provando.
Stai provando a riscrivere, ridimensionare, ricollocare, quello che avvenuto a Genova durante il G8.
Sforzati pure.
Ma io non dimentico.
Io mi ricordo ancora quei giorni come se fossero ieri.
La mia memoria è vivida, reattiva, al punto che quando esagero nel rievocare quei momenti, mi prende un groppo alla gola.
La cosa che ti fotte, amico, è che non solo da solo.
Siamo in tanti a ricordarci le cose avvenute in quei giorni.
Puoi provarci quanto ti pare a confondere le acque, ma la memoria collettiva non potrai mai sconfiggerla.
C’è un blog: Io Ricordo Genova.
E’ un progetto aperto, fondamentale e personale, dove tutti possono lasciare il loro ricordo, la loro testimonianza, il loro segno.
Centinaia di storie, punti di vista, momenti.
Uno spaccato di storia, che per una volta non è scritta come al solito dai vincitori.
E’ scritta da noi.
Quelli che laggiù hanno perso.