Radio Frequenze!

Metto i diti sulla manopola e inizio a girare.
Compra questo, compra quello.
Ghrghhzzzz.
Canzone brutta.
Ghrghhzzzz.
Bla bla bla di una pochezza sconsolante.
Canzone brutta.
Compra questo, compra quello.
Bla bla bla di una pochezza sconsolante, con toni e voci simili a quelli di prima, ma è un canale diverso.
Canzone che ti fa capire la potenza dell’ufficio marketing delle case discografiche.
Ghrghhzzzz.
Radio Popolare.
Una bella canzone, ma è la musica di uno spot.
Bla bla bla di una pochezza sconsolante, con toni e voci simili a quelli di prima, ma è un canale diverso e in più sono ebbri della loro pochezza.
Canzone brutta.
Compra questo, compra quello.
Canzone orrenda.
Ghrghhzzzz.
Uno che mi dice cose che conosco da sei anni come se fossero una novità pazzesca.
La novena.
Canzone che ti fa capire la potenza dell’ufficio marketing delle case discografiche.
Una bella canzone, ma è la musica di uno spot.
La registrazione in mono, incisa su bobine reciclate, registrata con un microfono anni ’50 dentro una vasca da bagno di ghisa di uno che parla. Dice cose che forse potrebbero essere interessanti, ma bisogna avere un alto tasso di masochismo per ascoltare tutto.
Compra questo, compra quello.
Bla bla bla di una pochezza sconsolante, con toni e voci simili a quelli di prima, ma è un canale diverso, sono ebbri della loro pochezza, e in più ti dicono di chiamarli.
Canzone brutta.
Il radiogiornale dei Puffi.
Canzone orrenda.
Ghrghhzzzz.
Canzone che ti fa capire la potenza dell’ufficio marketing delle case discografiche.
Radio Popolare.
Compra questo, compra quello.
Cazzo.
Ho già finito il giro.